30-04-2017 16:43

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Trentennale dell'area marina protetta di Ustica, la prima istituita in Italia

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Ricorre quest'anno il trentennale dell'area marina protetta di Ustica, la prima istituita in Italia nel 1986. Varie le iniziative sia di natura scientifica che di intrattenimento che l'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Attilio Licciardi, insieme al ministero dell'ambiente, stanno predisponendo per i turisti e non solo: un ricco programma di appuntamenti che avranno luogo nel corso di tutto il 2016.

«Vorremo che questo trentennaleha dichiarato il sindaco Licciardi ai nostri microfoni - possa essere occasione per tutte le aree marine protette di interrogarsi sugli effetti di una politica ambientale di tutela in Italia che si è fatta in tutti questi anni».

Ustica non è solo area marina protetta: ci sono infatti diversi motivi per cui scegliere quella che viene definita come la "perla nera del Mediterraneo" come meta turistica. Il sindaco Attilio Licciardi ci illustra quali:

«Ustica ha una tradizione di oltre cinquant'anni di meta turistica soprattutto di natura balneare per la qualità delle sue acque e dei suoi fondali: non per niente è privilegiata da chi ama fare immersioni, grazie anche alla quantità di fauna e di pesci che ci sono nei nostri mari. In più Ustica è anche la prima area marina protetta che è stata istituita in Italia, e quindi ha fatto della professione ambientale un po' il suo marchio. Ma Ustica è molto interessante anche da terra perché è un'isola ricca, coltivata e molto fertile: ha una sua agricoltura, tanti prodotti a cominciare dalle lenticchie e dal vino. Possiede anche un patrimonio archeologico importante come il villaggio preistorico, il meglio conservato in tutto il Mediterraneo. E ha poi interessi di tipo naturalistico e geologico essendo un'isola di origine vulcanica: in effetti negli ultimi 20-30 anni l'isola è stata meta di tante ricerche fatte da naturalisti, geologi, archeologici e biologici marini perché si presta come "un laboratorio a cielo aperto". Altra ragione è quella di essere dirimpettaia di una grande città come Palermo».

Gestire la più antica area protetta marina non è semplice e a volte comporta delle problematiche.

«Almeno da un decennio a questa parte le politiche di protezione ambientale in Italia hanno subito una battuta d'arresto sia in termini di finanziamenti che di attenzionespiega il primo cittadino - e questo è in controtendenza ai desideri di tante persone che invece mostrano interesse alle tematiche ambientali e desiderano andare a visitare posti incontaminati. La grande scommessa di Ustica da 30 anni a questa parte è di tenere insieme l'afflusso di tante persone in un unico posto e anche in un tempo limitato e di proteggere l'ambiente stesso, in modo che chi arriva da tutto il mondo possa trovare un luogo curato. La riserva marina di Ustica ha fatto tanti esperimenti proprio per promuovere e promuoversi sia come territorio che come isola, riuscendo ad incrociare tanti segmenti turistici: parliamo di subacquei, di ricercatori, di famiglie che vengono e trovano il mare pulito, incontaminato e sicuro, ma anche di tanti che quando vanno in un posto turistico vogliono mangiare roba genuina, particolare, cibi possibilmente del luogo. In questi anni Ustica sta investendo molto su questo perché sono tanti i ristoranti che utilizzano soltanto prodotti locali come lenticchie, dolci, ortaggi e frutta che nascono nelle nostra isola e sono manipolati seconda nostra tradizione. E poi il pesce, che è cucinato bene ed è sempre freschissimo».

Qual è l'identikit del turista che va in vacanza ad Ustica?

«Il turista che viene ad Ustica, e comunque quello che va in generale nelle isole, va alla ricerca di qualcosa di particolare. Le isole sono amate da persone che nei giorni di vacanza cercano di staccare dai ritmi della città. Cerchiamo quindi di coniugare tutto per poter puntare sulla qualità e sul contatto diretto umano. Ecco se c'è una cosa che i turisti andando via da Ustica dicono è che a differenza di altri luoghi turistici e di altre isole siamo ospitali: diamo la sensazione di accogliere il turista e di coccolarlo per tutta la sua vacanza. È questo per noi è una belle soddisfazione».

Motore dell'isola i diversi diving presenti come il Blue Diving Ustica.

«Il fatto di avere un'area marina protetta, di immergersi in un posto dove c'è una camera iperbarica, ha fatto si che negli ultimi anni una decina di diving hanno potuto lavorare e portare in mare numerosi turisti, di cui molti stranieri, e quindi di contribuire al richiamo turistico dell'isola. I diving danno una spinta soprattutto per il turismo straniero e destagionalizzato: non è raro il caso di gruppi di turisti che vengono ad Ustica in settembre inoltrato e anche ottobre, proprio perché sono collegati ai centri di immersione. Non è ovviamente l'unico segmento turistico, in quanto ci sono anche quello balneare, culturale e naturalistico», conclude il sindaco Licciardi.

Fonte foto:http://www.bluedivingustica.it

http://www.bluedivingustica.it/fotogallery.html

Manuela Scuderi

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