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IgNobel: quando la scienza fa ridere.

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Il Nobel per la scienza che "fa ridere" è andato, quest'anno, a tre catanesi.

Che il mondo della scienza fosse, ai più, inaccessibile, era cosa risaputa. Che gli scienziati farebbero carte false pur di vincere un Nobel, pure. Ma che esistesse anche un "IG-Nobel" (acronimo di ignobel, ossia ignobile in inglese) forse non era poi così tanto noto. E invece, esiste anche questo: un premio di tutto punto, con tanto di serata di gala, premiatori, premiati e patrocini, per la scienza che fa "prima ridere e poi pensare". L'idea di un nobel "parodiato" è degli americani e, in particolare, dell'Università di Harvard, in Massachusetts, che nel 1991 diede vita a questo premio conferito ogni anno prima o dopo l'annuncio dei vincitori del vero premio Nobel.

Dalla prima edizione ad oggi sono già passati quasi 20 anni ma il successo di questa stramba quanto bizzarra iniziativa non accenna a scemare. Sponsorizzato dalla rivista scientifica-umoristica statunitense Annals of Improbable Research (AIR), i premi Ig-Nobel sono presentati al pubblico come se fossero veri Premi Nobel nel corso di una cerimonia di gala che si tiene nel teatro dell'Università di Harvard e hanno il fine di attirare l'attenzione su articoli scientifici che contengono aspetti divertenti o poco seri, tanto che i vincitori sono premiati dai "veri" premi Nobel come James Muller, Nobel per la pace nel 1985, Roy Glauber, premio per la fisica nel 2005.

Quest'anno l'ambito e bramato premio è stato vinto da tre italiani, Alessandro Pluchino, Andrea Rapisarda, e Cesare Garofalo  dell'Università' di Catania, che hanno entusiasmato la giuria con la loro ricerca di management, dimostrando, per la prima volta con un modello matematico, il ''principio di Peter", secondo il quale enti e aziende sarebbero più efficienti se promuovessero le persone in modo del tutto causale. E se consideriamo che in Italia la causalità delle promozioni, e prima ancora delle assunzioni, è quasi del tutto inesistente, dobbiamo dar atto che trattasi di ricerca "scientifica" degna dell'incredibile. Quello di quest'anno, tuttavia, non è il primo nobel "parodiato" che vince l'Italia: nel 2008, il ricercatore Massimo Zampini, vinse con uno studio sulla percezione sensoriale delle patatine, nel 2003 il riconoscimento andò a Gian Vittorio Caprara e Claudio Barbaranelli, dell'università' La Sapienza di Roma, per uno studio sui profili psicologici dei politici e, ancora, nel 2000 gli scienziati pisani Donatella Marazziti, Alessandra Rossi e Giovanni Cassano, furono premiati per aver scoperto che dal punto di vista biochimico l'amore provoca le stesse reazioni di un disordine ossessivo-compulsivo.

E nonostante l'iniziare ironia che possa suscitare questo premio, è da dire che tra gli scienziati non c'è proprio nessuno che si senta offeso o deriso, anzi, è esattamente il contrario, forse perché, così facendo, si riesce ad avvicinare la gente comune a quel mondo tanto lontano quanto inaccessibile che è la scienza. Lo dimostra il fatto che gli IG-Nobel, non sono gli unici premi di stampo "satirico" riconosciuti a scienziati e ricercatori: esistono anche i Darwin Awards, che hanno, però, uno scopo di solo intrattenimento.

Le teorie scientifiche presentate nel corso di questi anni di "attività" del premio, sono davvero esilaranti: si va dalla scoperta che la presenza di esseri umani tende ad eccitare sessualmente gli struzzi, all'affermazione che grazie alle feci dei panda è possibile ridurre la massa dei rifiuti biologici domestici del 90 per cento; dalla scoperta che, durante una rissa, è meglio essere colpiti sulla testa con una bottiglia di birra vuota, all'affermazione che le mucche con un nome danno più latte. E si potrebbe continuare all'infinto. Tuttavia è da dire che gli IG-Nobel non hanno una valenza solo satirica o di parodia: gli scienziati fanno a gara per ricevere questo premio, la cui cerimonia di consegna viene anche registrata e trasmessa negli USA sulla National Public Radio, e di recente, anche in streming su internet. E questo perché le scoperte fatte, sebbene facciano indubbiamente sorridere all'inizio, hanno comunque una valenza applicativa e pratica importante: nel 2006, ad esempio, venne conferito l'IgNobel ad un americano per aver spiegato perché i picchi non soffrono di emicrania. I risultati di quella ricerca, oggi, sono utilizzati per la realizzazione di caschi motociclistici di protezione sempre più sicuri. Forse, allora, si spiega così lo slogan della manifestazione: il premio per la scienza che fa "prima ridere e poi pensare".

Emanuela Annita Scuderi

Fonte: http://www.gravita-zero.org

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