28-05-2017 22:26

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18745050_10209863955890756_1363140159_o.jpgInizia da Catania il G7 di Taormina, il vertice che vede la partecipazione dei Capi di Stato e di governo dei sette Paesi più importanti del pianeta. La convention internazionale, giunta alla sua 43º edizione, si protrarrà nella rinomata località messinese fino a sabato 27 maggio.

Primo ad arrivare in Sicilia nella serata di giovedì il Premier giapponese Shinzo Abe, seguito a ruota dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump accompagnato dalla moglie Melania. Il tycoon è atterrato all'aeroporto militare di Sigonella a pochi chilometri da Catania per poi proseguire in elicottero la sua traversata a Taormina.

Ma ad aprire ufficialmente i lavori del G7 di Taormina è stata la passerella "catanese" delle First Ladies e dei First Husbands. Mogli e mariti dei governanti, dall'avvenente Melania Trump all'elegante Brigitte Macron (per lei prima apparizione istituzionale da première dame del neo eletto Presidente francese Emmanuel Macron), hanno potuto ammirare le meraviglie del barocco catanese e lo spettacolo naturale dell'Etna prima di recarsi in provincia di Messina.

Tappa iniziale del tour etneo la visita al vulcano più alto d'Europa e della riviera jonica, apprezzata dai visitatori eccellenti malgrado la mattinata parzialmente nuvolosa. Passeggiata poi nel cuore del centro storico catanese con il benvenuto del sindaco di Catania, Enzo Bianco e degustazione delle eccellenze gastronomiche locali.

L'arrivo a Palazzo degli Elefanti è stato senza dubbio uno dei momenti più attesi da parte della curiosa cittadinanza etnea e dai numerosi turisti, per nulla intimoriti dalle imponenti misure di sicurezza e dalle inevitabili limitazioni stradali imposte dall'occasione. In tanti, infatti, si sono assiepati dietro le transenne installate in Piazza Duomo per osservare e immortalare un evento mai visto prima nella città etnea.

Blindatissimo il cuore del centro storico di Catania, con gli accessi alla più importante piazza etnea presidiati da militari e unità cinofile: bloccati gli sbocchi delle vie Garibaldi, Vittorio Emanuele ed Etnea. Sotto stretta osservazione anche Piazza Dante, meta successiva della delegazione internazionale in vista della visita all'ex Monastero dei Benedettini e del Teatro Greco. In serata, infine, ritorno a Taormina per il concerto dell'Orchestra Sinfonica Siciliana.

Foto del Redattore

Salvatore Rocca

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Piazza Duomo gremita di devoti per rendere omaggio alla Santa con i tradizionali fuochi d'artificio

Un tripudio di colori pirotecnici accompagnati da note classiche hanno segnato l'apertura dei festeggiamenti agatini, che tutti i catanesi meglio conoscono come "A sira do tri". "Sant'Ajituzza", la tanto attesa ed amata patrona catanese, è stata accolta da un meravigliosa danza di colori e di luci, regalando quest'anno più che mai, uno spettacolo a dir poco mozzafiato.

 Il Duomo di Catania, nella serata di ieri si è dipinto di un calore e di una magia che ha riempito cuori ed occhi di fedeli e non. Non è stato necessario avere l'animo devoto piuttosto che miscredente. L'emozione è arrivata comunque a tutti. Anche a chi ha seguito lo spettacolo da casa, grazie alla diretta tv trasmessa dall'emittente regionale Telecolor.

Fontane di fuoco colorate, luci che scaldavano la folla con i colori rievocanti il rosso della lava ed il blu del nostro mare, l'arancione dei nostri tramonti ed il verde intriso della speranza che questa bella città, ormai con l'acqua alla gola, tra disoccupazione e crisi, con i fine mese che oramai arrivarci è come fare un tredici al totocalcio, possa in qualche modo riemergere.

E poi ancora ologrammi con il volto di s. Agata impresso, specchi d'acqua alti 16 metri e quel concerto di musica e colonne di fuoco sincronizzate, realizzato tramite un circuito elettronico da "Vaccalluzzo Event's" . L'effetto generatosi è stato quello tipico di uno spettacolo che mette tutti con occhi e naso all'insù, che coinvolge gli spettatori in fragorosi applausi, che fa scendere qualche lacrima.

Il tutto coronato da quel sapore dolce e dal profumo coinvolgente delle mandorle tostate, del torrone caramellato, delle olivette di Sant'Agata e delle caramelle, immancabile richiamo anche per i più piccini, insieme ai palloncini colorati da legare al polso con fil di spago.

Tutto ha avuto come sempre il fascino che solo "un catanese doc" conosce alla perfezione e che forse, neanche i migliori poeti riuscirebbero a descrivere. Questo, ma anche molto altro ancora, si chiama "Sant'Agata".

Fonte foto:(in alto)del redattore

Fonte foto:(in basso)nikonclub.it

 

Roberta Tomaselli

 
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Il Calcio Catania, battendo il Matera 2-1, conquista la prima vittoria del suo girone di ritorno. Un successo, il primo del 2016, maturato dopo una settimana a dir poco complicata, con l’arresto per bancarotta fraudolenta – nell’ambito dell’operazione “Icaro” che fa luce sul caso Wind Jet – del proprietario del club, Antonino Pulvirenti.

Il primo tempo del Catania, in effetti, fa pensare ad una squadra mentalmente in difficoltà. Il Matera di Pasquale Padalino impone gioco e ritmi, anche se, al termine dei primi 45 minuti di gioco, i biancoazzurri costruiscono una sola vera occasione da rete, sprecata clamorosamente da Infantino che calcia alto a due passi da Liverani.

«La partita è stata determinata da episodi, non sempre nel calcio chi mantiene il possesso del pallone vince», commenta amaramente Padalino nel post-partita. Il Catania, per quasi un’ora deludente sotto il profilo del gioco e dell’atteggiamento, sblocca la gara al 54’, con la decima rete in campionato di Caetano Calil, propiziata da una giocata al volo di Elio Calderini.

«La chiave di questa partita è stata la compattezza della squadra nel momento di difficoltà – ha detto il tecnico rossazzurro Giuseppe Pancaro -. Quando il Matera faceva girare il pallone, noi siamo rimasti compatti, uniti, per poi far male nel momento giusto». E nel momento giusto, appunto, è arrivato il secondo gol dei rossazzurri, quello di Luigi Falcone (splendida la verticalizzazione di Di Cecco), rete che sembrava certificare il successo degli etnei e cancellare le velleità degli ospiti.

Il Matera, però, nel finale ha dimostrato perché arrivasse da undici risultati utili consecutivi, riaprendo il discorso con la rete di Infantino e mettendo in apprensione il pubblico del “Massimino” fino al fischio finale. Pubblico che, specie nel primo tempo, non ha nascosto il proprio disappunto per la prestazione dei rossazzurri. Dalla Curva Nord, sono partiti fischi e cori indirizzati sia alla squadra che al tecnico Pancaro.

«I tifosi devono capire che noi abbiamo accettato questa sfida per il Catania – ha detto a fine partita Calil -. Siamo giocatori umili, da Lega Pro, abbiamo dei limiti, ma siamo qui per dare tutto».

Catania che vince una partita importante, contro un avversario di livello, e respira un po’ in classifica, portandosi a +3 dalla zona play-out. Tre punti guadagnati nonostante le tensioni della vigilia, scossa, come accennato, dall’arresto di Pulvirenti, che è stato invitato dalle due curve del “Massimino” a cedere il club. «È stato molto difficile – ha commentato Pancaro -. Umanamente, è dispiaciuto molto sia a me che alla squadra. Quanto avvenuto ha inciso, è inutile nasconderlo».

Il Catania insomma, pur tra le difficoltà, vince. Ma attende ancora di ritrovare la completa serenità: per quella, forse, più che i risultati sul campo, servirebbero buone nuove dal fronte societario.

Foto del redattore

Simone Vicino

 

 

WhatsApp Image 2017-04-28 at 19.47.42.jpegTutto pronto a Catania per il ponte del 1 Maggio. L’ultimo dei tre lunghi week-end che si sono susseguiti in questa primavera si preannuncia ricco di eventi e manifestazioni per tutti i gusti. Ecco una breve rassegna di cosa fare e dove andare a Catania e dintorni:

Prodotti tipici e artigianato

Dal 28 Aprile al 1 Maggio a Mascali si svolgerà “DIVINUS – Il trionfo del Nerello Mascalese”: quattro giorni di degustazioni, esposizioni e spettacoli per scoprire i sapori e le tradizioni enogastronomiche locali; mentre dal 25 Aprile al 7 Maggio la Via Pacini di Catania sarà animata dallo “Spring Street Market”, un’occasione da non perdere per gli amanti dell’handmade di qualità.

Musica per tutti i gusti

Tantissimi gli appuntamenti musicali di questo lungo week-end: si inizia il 30 Aprile con l’”International Jazz Day” dalle 18.00 alle 2.00 di notte al MA di Catania (ingresso a pagamento); a seguire i “concertoni” del 1 Maggio: il “One Day Music” all’Afrobar di Catania, giunto alla sua nona edizione, che coinvolgerà artisti nazionali e internazionali facendo scatenare sulla sua pista di sabbia migliaia di giovani (ingresso a pagamento); il “May Day Spring Fest” delle Capannine che propone 4 aree musicali (Main Stage, Rock Stage, Reggae Stage e Hip Hop Stage) con area fitness, beach park e tornei sportivi (ingresso a pagamento).

Arte e cultura

Si inizia sabato 29 Aprile con il consueto appuntamento della “Notte dei musei” : un’occasione per scoprire in veste notturna tutti i musei civici e i monumenti di Catania, che dalle 19.00 alle 24.00 saranno visitabili gratuitamente o a tariffa ridotta. Dal 29 Aprile (dalle ore 18.00) al 1 Maggio, l’Associazione Culturale Danz@ME presenterà nel centro storico di Acireale il “PrimaVeradanza”, un evento che racchiude spettacoli itineranti, workshops, performance e tanto altro per amanti della danza e addetti ai lavori. Per finire anche il 1 Maggio sarà possibile visitare la mostra “Escher” a Palazzo della Cultura (ingresso a pagamento dalle 10.00 alle 20.00, la biglietteria chiude alle 19.00) e quella su “Il genio di Andy Warhol” a Castello Ursino (ingresso a pagamento dalle 9.00 alle 18.00).

Foto del redattore

Elena Angenica

 
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Nel Calcio Catania, reduce da due pari a reti bianche consecutivi , c’è chi, nonostante la classifica non sorrida, continua a pensare positivo: il difensore Carlo Pelagatti.

Se i freddi numeri raccontano di un Catania vittorioso in soltanto due delle ultime dieci gare, il centrale rossazzurro si dice invece convinto che la squadra stia attraversando un periodo di crescita: «Sono fiducioso – ha commentato Pelagatti dalla sala stampa di Torre del Grifo - credo che, a partire dal match vinto contro la Paganese, il Catania stia cominciando a tornare quello di inizio stagione. Stiamo crescendo».

Il difensore ex Ascoli, con 17 presenze e 1556 minuti complessivi di gioco, è uno dei pilastri della retroguardia rossazzurra, che non subisce reti da ormai tre partite. Se la difesa fa sorridere, l’attacco non trova l’acuto da 201 minuti. Questione di episodi, secondo Carlo Pelagatti: «La partita con il Monopoli l’abbiamo impostata bene, facendo girare la palla e creando 4-5 importanti occasioni da rete. Ci è davvero mancato solo il gol».

Sabato sera, l’avversario del Catania, allo stadio “San Vito – Gigi Marulla”, sarà il Cosenza di Giorgio Roselli, «un avversario abile nel difendersi per poi ripartire con velocità». Cosenza che, all’andata, fermando il Catania sullo 0-0 al “Massimino”, cominciò la sua risalita verso i piani alti della classifica: «Sarà una gara difficile ed importante. Occorrerà avere pazienza, anche se molto dipenderà dal loro atteggiamento tattico».

Se l’obiettivo del Catania è quello di «allontanarsi dalla zona calda», guardando indietro, per Pelagatti, c’è più di qualche rammarico per una classifica che sarebbe potuta essere diversa: «Avremmo potuto ottenere qualche punto in più in 4-5 gare, compresa proprio la partita d’andata contro il Cosenza. Ci mancano 5-6 punti. Il rammarico c’è, ma si dice sempre che a fine campionato gli episodi si pareggino. Speriamo sia così».

A Cosenza, il tecnico etneo Giuseppe Pancaro dovrà fare a meno di Andrea Russotto, infortunatosi nel corso del confronto con il Monopoli, ma avrà probabilmente a disposizione un nuovo acquisto, Mattia Pessina, in prestito dal Milan. In terra calabra si proverà a sfatare un doppio tabù: centrare il successo in un big match (il Catania, nelle sfide contro le prime otto della classifica, ha avuto ragione solo del Matera) e imporsi al “San Vito – Gigi Marulla”, campo mai violato in questa stagione.

Fonte foto: www.calciocatania.it

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Simone Vicino

 

monumento caduti.jpgTorna a brillare il Monumento ai Caduti di Piazza Tricolore a Catania, uno dei simboli storici ed artistici del litorale etneo rimasto per troppo tempo vittima dell'incuria e della violenza dei vandali.

Negli ultimi anni questa grande opera scultorea realizzata dall'architetto catanese Giuseppe Marino era diventata una vera e propria discarica a cielo aperto, con pareti devastate dalle volgari firme dei writers, tombini divelti, pattume di ogni genere e verde pressoché inesistente.

Tuttavia, da qualche giorno un graduale processo di “rigenerazione” promosso dall'amministrazione di Catania e realizzato dall'architetto Renato Basile, presidente del Museo ReBa, sembra aver finalmente restituito la dignità sottratta alla struttura. Da inizio maggio il Monumento ai Caduti ha riacquistato il suo volto originale: via le scritte oscene, spazio invece al decoro e alla valorizzazione.

Il ripristino dell'opera, avvenuto a costo zero, rientra all'interno di un progetto ambizioso che mira a coinvolgere non solo la città di Catania, ma anche altri comuni dell'isola. Inaugurato nella giornata di martedì 16 maggio in presenza del primo cittadino Enzo Bianco, il Monumento ai Caduti mira a diventare un originale museo siciliano aperto a tutti.

Al suo interno, nei corridoi semicircolari, è stata allestita una mostra sensoriale già fruibile dal pubblico in maniera gratuita che intende raccontare le bellezze del territorio nostrano con immagini, fotografie, reperti e prodotti di una Sicilia che merita sempre di essere osservata con occhi innamorati.

Ogni mese, il Monumento ai Caduti di Piazza Tricolore ospiterà le esposizioni di quattro comuni di ogni provincia siciliana. Sono previsti, inoltre, laboratori ed attività per bambini e adulti nonché spettacoli e concerti che si moltiplicheranno con il sopraggiungere della bella stagione. La gestione della struttura rimarrà nelle mani del ReBa per i prossimi sei anni.

Foto del Redattore

Salvatore Rocca

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Il Calcio Catania è ancora a secco di vittorie e di gol nel 2016. La squadra rossazzurra, ieri, è stata fermata in casa dal Monopoli, che ha imposto uno 0-0 (il sesto stagionale ed il secondo di fila per gli etnei) tradottosi nei fischi del pubblico del "Massimino" al termine della gara.

«Oggi abbiamo fatto una grande prestazione, ci è mancato soltanto il gol». Questo, il pensiero unanime dei protagonisti rossazzurri intervenuti in sala stampa al termine del match, da Desiderio Garufo e Domenico Di Cecco fino a Pippo Pancaro. Tutti d'accordo nell'evidenziare come l'unica stortura di giornata sia stata l'incapacità di finalizzare le occasioni da rete create.

Ed in effetti, il Catania, di palle gol importanti ne ha costruite diverse. Clamorosa, in particolare, la chance non sfruttata da Falcone al 15', mentre decisivo ai fini del risultato è stato l'errore che non ti aspetti, quello dal dischetto di Caetano Calil. Il brasiliano, capitano oltre che bomber etneo con nove centri stagionali, ha calciato malamente il rigore che, nonostante tutto, avrebbe consegnato il successo agli uomini di Pancaro.

«Io analizzo la prestazione - ha dichiarato proprio il tecnico del Catania -. Questa dice che abbiamo mantenuto l'80% del possesso palla, creando 7-8 palle gol senza concedere alcun tiro nello specchio della porta agli avversari. Quando giochi così, partite ne pareggi poche».

Aldilà delle palle gol non concretizzate, però, i numeri gettano un'ombra sul momento della squadra. Nelle ultime dieci gare disputate, i rossazzurri hanno vinto soltanto in due occasioni (il 2-1 a sul campo della Lupa Castelli Romani ed il 3-0 interno alla Paganese), mentre sei volte hanno ottenuto un pareggio ed altre due una sconfitta.

L'eccessivo numero di pareggi ci racconta che qualcosa non sta funzionando a dovere nei meccanismi di squadra. In almeno tre di queste sei gare terminate in parità (Melfi, Fidelis Andria e appunto Monopoli), infatti, il Catania aveva la possibilità di raccogliere l'intera posta in palio. Si pareggia un po' troppo, insomma, partite che potrebbero essere vinte.

Oltre a questo, va sottolineato l'andamento altalenante del rendimento offensivo etneo (che resta, comunque, il terzo del girone): sei gol realizzati nelle ultime due gare del 2015, zero nelle prime due uscite del 2016.

Se davvero, l'unico motivo della mancanza di risultati risiede nella poca cattiveria sotto porta, allora è il caso di trovare al più presto le adeguate contromisure. Il campionato di Lega Pro non aspetta – il Melfi, che apre la zona play-out, ha soltanto un punto in meno dei rossazzurri – ed i prossimi impegni del Catania, contro Cosenza prima e Matera poi, si presentano come test decisamente insidiosi.

Foto del redattore

Simone Vicino

 

Catania 31 Gennaio 2011 Palazzo della Cultura a Catania.

Oggimedia intervista Marella Ferrera,  stilista di livello internazionale, Assessore alla Cultura della città di Catania.

Marella Ferrera ha presenziato all'inaugurazione della mostra fotografica "Sant'Aituzza" di Antonio Parrinello, in onore di Sant'Agata, Patrona di Catania.

Marella Ferrera, è devota a Sant'Agata?

«Assolutamente si».

Quali sono i momenti più significativi della festa che più le piacciono?

«Tutta la preparazione, tutto ciò che avviene un momento prima, quei momenti prima delle grandi occasioni: si avverte un profondo sentimento, una grande energia che corre lungo di tutta la città che si prepara. Si sente nell’aria, il profumo delle mandorle tostate, dei fuochi appena sparati. Sono i ricordi legati alla vita di Catania e di chi li ha respirati da sempre». 

Cosa ne pensa della mostra fotografica "Sant'Aituzza" di Antonio Parrinello? Da artista, le foto in bianco e nero che sentimento le trasmettano?

«La scelta del bianco e nero è un momento di verità, perchè toglie tutto il superfluo e rimane lo scorcio architettonico, la Catania barocca e la pulizia. Mi è parso di vedere un racconto dentro un racconto, la festa nella festa, le immagini straordinarie della festa vera, popolare: tutto ciò che avviene intorno.

Un bianco e nero squisitamente verista. L’utilizzo del bianco nero a me non spiace assolutamente. Siamo abituati a vedere l’icona di Sant’Agata della festa a colori, pieno di bancarelle, di fuochi, di allestimenti, di luci. Il bianco e nero la pulisce da tutto e focalizza l’immagine con una lettura quasi verghiana. Ci sono dei momenti dei fedeli veramente straordinari come ad esempio quella delle mani piene di cera, dieci foto che sono altamente evocative. Nuove immagini della festa, che si offrono alla città».

Come stilista lei è creativamente legata alla Sicilia. Sant’Agata cosa le ha dato? Quanto c’è della Santa nelle sue creazioni?

«Al di là del fatto che il percorso agatino è un percorso tutto al femminile, anche se la presenza di soli uomini è legata ad un altro percorso ad un altro pensiero. Però è tutto un mondo assolutamente al femminile, sento che è intriso nella terra. Sant Agata è la ricomposizione del dolore, del mistero di tutto quell’universo che avvolge la Sicilia che secondo me è femmina».

I fuochi d’artificio sono uno dei momenti più importanti e spettacolari della festa che richiamano ancora molta gente, sono da mantenere o sono diventati troppo costosi?

«Io non sono per gli accessi. C’è troppo di tutto. Una festa che per tre giorni potrebbe sfamare Catania per 365 giorni».

Oggimedia ringrazia Marella Ferrera per la gentile disponibilità che ci ha voluto concedere, augurandole, altresì, un meraviglioso futuro professionale, ma finanche come amministratore della città di Catania.

Fonte foto:(sopra)terredargine.it

Fonte foto:(sotto)bed-and-breakfast.it

Daniela Scamporrino

 

Il culto di una Santa celebrata e venerata da milioni di fedeli nel mondo

La fede e la devozione verso Sant'Agata non è un privilegio soltanto catanese. Sant'Aituzza, così come affettuosamente è chiamata dai suoi devoti di stampo siculo, è patrona di ben 44 comuni. Non tutti forse sanno, infatti, che sant'agata viene celebrata finanche in Grecia, nella regione etolica, dove gli etoli percorrono dieci chilometri in processione per raggiungere il luogo del culto e vegliare tutta la notte, per poi prendere parte alle celebrazioni in onore della santa, il mattino successivo, ovvero il 5 febbraio.

Dalla Grecia si fa poi un salto dritti dritti in Spagna, dove Sant'Agata viene venerata a Villarba del Alcor nella regione dell'Andalusia ma anche a Jeria  in Valencia. A Barcellona è intitolata a Sant'Agata la cappella di Palazzo Reale, dove la storia vuole che Cristoforo Colombo trovò accoglienza dai re cattolici in seguito alla scoperta dell'America. Sempre in Spagna, a Zamarramala (Segovia), le donne, nella giornata del 5 febbraio godono di un diritto tanto speciale quanto bizzarro, ovvero comandare ed eleggere una sindachessa, mentre gli uomini, nel frattempo, si occupano delle faccende domestiche. Tutto in nome di Sant'Agata, naturalmente.

In Portogallo è Patrona di Agueda (letteralmente Agata) nella provincia di Coimbra. In Germania Sant'Agata è la Patrona di Aschaffemburg. In Francia, a Le Fournet, in Normandia. Continuando a fare zig zag per il mondo, la santa è venerata anche a Malta, dove è compatrona con S. Paolo. Così come San Marino. 

Ma è in Italia dove la devozione per la santa è più largamente diffusa. Basti pensare alla Lombardia, dove a Cremona vi è l'oratorio nell'Abazia di Montecatini, nella Collegiata dove esiste la tavoletta originale che riporta l'elogio che un angelo pose nel sepolcro. Anche il Duomo di Milano a suo modo celebra Sant'Agata con un meraviglioso quadro posto sull'altare. Una copia è visibile tra l'altro sulla mano sinistra della santa. Insomma, non solo Catania porta scolpita nei cuori sant'Ajituzza. Concludendo possiamo affermare che, se pur forse in modo meno folkloristico che in Sicilia, Sant'Agata viene adorata e celebrata in tutto il mondo.

Fonte immagine: www.goldsmith.it

Roberta Tomaselli 

 

Nella giornata del 30 Gennaio 2011 si è svolto, presso il museo dell'erboristeria posto sotto l'arco di s. benedetto in via crociferi, l'evento "Dolcemente s. Agata". La manifestazione, volta ad inaugurare l'inizio dei festeggiamenti agatini che coinvolgerà tanti catanesi, devoti e non, ha preso inizio alle ore 10, alla presenza, oltre che dei visitatori, anche di chi ne ha curato ogni minimo dettaglio.

L'evento, svoltosi presso il museo dell'erboristeria in onore dei festeggiamenti agatini, è stato messo organizzato grazie alla collaborazione dell'istituto alberghiero Karol Wojtyla di Catania, che, anche grazie alla partecipazione del Prof. Calogero Matina, si è occupato dell'aspetto culinario della festa tramite la preparazione dei dolci tipici, quali le cassatelle (i minnuzzi di Sant'Àjita come la tradizione catanese suole chiamarle),che rappresentano il martirio della santa patrona alla quale fu amputata una mammella, e le olivette di s. agata (paste di mandorla rotonde ricoperte di zucchero e colorate di verde) che simboleggiano l'ulivo che permise alla santa di nascondersi dai suoi persecutori.

Tutti dolci tipici della tradizione agatina, che è stato possibile degustare accompagnati anche da un buon vino consigliato dalla sommelier Maria Morelli. Contemporaneamente, nei locali del Museo, è stato possibile ammirare e/o acquistare alcune pitture, di matrice religiosa, realizzate dall'artista Giovanna Tamburino. Ma non è tutto. Perché "dolcemente Sant'Agata" si è occupata anche di intrattenere i propri visitatori con una visita guidata presso i luoghi del martirio di Sant' Agata, quali la chiesa di Sant' Agata la vetere e Sant'Agata la fornace, accompagnati dalla guida turistica Cinzia Asero.

A prendere parte all'evento tra l'altro, anche l'Assessore alle Attività Produttive del Comune di Catania, Franz Cannizzo, che da Dicembre 2010 ha iniziato un'azione di recupero della via Crociferi, location che per eccellenza rappresenta il Barocco catanese, dichiarata tra l'altro patrimonio dell'UNESCO.

Foto del redattore

Roberta Tomaselli

 
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