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via crispi esplosione.pngÈ stata riaperta al traffico veicolare via Francesco Crispi a Catania, la strada che era stata transennata e interdetta a seguito del tragico crollo della palazzina di tre piani avvenuto nella notte tra il 25 e il 26 febbraio probabilmente a causa di una fuga di gas.

Il passaggio, rimasto chiuso per quasi un mese, è quello compreso tra le vie D'Amico e Archimede. L'apertura è stata comunicata in via ufficiale dall'amministrazione del Comune di Catania ed è effettiva da giovedì 23 marzo. Si tratta, comunque, di una riapertura parziale che consentirà al traffico automobilistico di essere snellito in attesa di una risoluzione definitiva.

Secondo le predisposizioni della Polizia Urbana e della Protezione Civile, la parte di marciapiede a ridosso della palazzina crollata rimarrà transennata e la strada sarà percorribile da automobili e moto soltanto ad una sola corsia. Non sarà possibile, tuttavia, transitare ad alte velocità. Davanti alla palazzina crollata i mezzi a motore potranno transitare alla velocità massima di 10 km/h e dovranno rispettare il dosso rallentatore installato all'inizio della via.

Non sarà consentito, invece, il passaggio ai mezzi di trasporto con peso superiore alle 3,5 tonnellate. È stato predisposto anche il divieto di fermata. Per questi veicoli è stato pensato un piano di viabilità che li costringerà a deviare su corso Martiri della Libertà, Piazza Giovanni XXIII e viale Africa.

Nel frattempo proseguono le indagini della Procura di Catania in merito alla tragedia che ha causato la morte di una residente di 85 anni e il ferimento di quattro persone, tra cui una bambina di 10 mesi. Al momento sarebbero due le persone indagate, ovvero il proprietario dell'appartamento - ricoverato al Civico di Palermo per ustioni - e il commerciante fornitore della bombola di gas.

I reati ipotizzati dalla Procura etnea sono quelli di disastro e omicidio colposo. Sono ancora in corso gli accertamenti da parte della squadra mobile per determinare ulteriori responsabilità dirette o indirette. Tali verifiche potrebbero essere utili per l'incidente probatorio in programma nelle prossime ore.

Foto del redattore

Salvatore Rocca

 

Piazza Duomo gremita di devoti per rendere omaggio alla Santa con i tradizionali fuochi d'artificio

Un tripudio di colori pirotecnici accompagnati da note classiche hanno segnato l'apertura dei festeggiamenti agatini, che tutti i catanesi meglio conoscono come "A sira do tri". "Sant'Ajituzza", la tanto attesa ed amata patrona catanese, è stata accolta da un meravigliosa danza di colori e di luci, regalando quest'anno più che mai, uno spettacolo a dir poco mozzafiato.

 Il Duomo di Catania, nella serata di ieri si è dipinto di un calore e di una magia che ha riempito cuori ed occhi di fedeli e non. Non è stato necessario avere l'animo devoto piuttosto che miscredente. L'emozione è arrivata comunque a tutti. Anche a chi ha seguito lo spettacolo da casa, grazie alla diretta tv trasmessa dall'emittente regionale Telecolor.

Fontane di fuoco colorate, luci che scaldavano la folla con i colori rievocanti il rosso della lava ed il blu del nostro mare, l'arancione dei nostri tramonti ed il verde intriso della speranza che questa bella città, ormai con l'acqua alla gola, tra disoccupazione e crisi, con i fine mese che oramai arrivarci è come fare un tredici al totocalcio, possa in qualche modo riemergere.

E poi ancora ologrammi con il volto di s. Agata impresso, specchi d'acqua alti 16 metri e quel concerto di musica e colonne di fuoco sincronizzate, realizzato tramite un circuito elettronico da "Vaccalluzzo Event's" . L'effetto generatosi è stato quello tipico di uno spettacolo che mette tutti con occhi e naso all'insù, che coinvolge gli spettatori in fragorosi applausi, che fa scendere qualche lacrima.

Il tutto coronato da quel sapore dolce e dal profumo coinvolgente delle mandorle tostate, del torrone caramellato, delle olivette di Sant'Agata e delle caramelle, immancabile richiamo anche per i più piccini, insieme ai palloncini colorati da legare al polso con fil di spago.

Tutto ha avuto come sempre il fascino che solo "un catanese doc" conosce alla perfezione e che forse, neanche i migliori poeti riuscirebbero a descrivere. Questo, ma anche molto altro ancora, si chiama "Sant'Agata".

Fonte foto:(in alto)del redattore

Fonte foto:(in basso)nikonclub.it

 

Roberta Tomaselli

 
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Il Calcio Catania, battendo il Matera 2-1, conquista la prima vittoria del suo girone di ritorno. Un successo, il primo del 2016, maturato dopo una settimana a dir poco complicata, con l’arresto per bancarotta fraudolenta – nell’ambito dell’operazione “Icaro” che fa luce sul caso Wind Jet – del proprietario del club, Antonino Pulvirenti.

Il primo tempo del Catania, in effetti, fa pensare ad una squadra mentalmente in difficoltà. Il Matera di Pasquale Padalino impone gioco e ritmi, anche se, al termine dei primi 45 minuti di gioco, i biancoazzurri costruiscono una sola vera occasione da rete, sprecata clamorosamente da Infantino che calcia alto a due passi da Liverani.

«La partita è stata determinata da episodi, non sempre nel calcio chi mantiene il possesso del pallone vince», commenta amaramente Padalino nel post-partita. Il Catania, per quasi un’ora deludente sotto il profilo del gioco e dell’atteggiamento, sblocca la gara al 54’, con la decima rete in campionato di Caetano Calil, propiziata da una giocata al volo di Elio Calderini.

«La chiave di questa partita è stata la compattezza della squadra nel momento di difficoltà – ha detto il tecnico rossazzurro Giuseppe Pancaro -. Quando il Matera faceva girare il pallone, noi siamo rimasti compatti, uniti, per poi far male nel momento giusto». E nel momento giusto, appunto, è arrivato il secondo gol dei rossazzurri, quello di Luigi Falcone (splendida la verticalizzazione di Di Cecco), rete che sembrava certificare il successo degli etnei e cancellare le velleità degli ospiti.

Il Matera, però, nel finale ha dimostrato perché arrivasse da undici risultati utili consecutivi, riaprendo il discorso con la rete di Infantino e mettendo in apprensione il pubblico del “Massimino” fino al fischio finale. Pubblico che, specie nel primo tempo, non ha nascosto il proprio disappunto per la prestazione dei rossazzurri. Dalla Curva Nord, sono partiti fischi e cori indirizzati sia alla squadra che al tecnico Pancaro.

«I tifosi devono capire che noi abbiamo accettato questa sfida per il Catania – ha detto a fine partita Calil -. Siamo giocatori umili, da Lega Pro, abbiamo dei limiti, ma siamo qui per dare tutto».

Catania che vince una partita importante, contro un avversario di livello, e respira un po’ in classifica, portandosi a +3 dalla zona play-out. Tre punti guadagnati nonostante le tensioni della vigilia, scossa, come accennato, dall’arresto di Pulvirenti, che è stato invitato dalle due curve del “Massimino” a cedere il club. «È stato molto difficile – ha commentato Pancaro -. Umanamente, è dispiaciuto molto sia a me che alla squadra. Quanto avvenuto ha inciso, è inutile nasconderlo».

Il Catania insomma, pur tra le difficoltà, vince. Ma attende ancora di ritrovare la completa serenità: per quella, forse, più che i risultati sul campo, servirebbero buone nuove dal fronte societario.

Foto del redattore

Simone Vicino

 

Catania-sul-Lungomare-liberato-presto-una-pista-ciclabile-fissa-8034e89bf17e3b76982b78dcaeec0b49.jpgA Catania, pochi giorni fa, è stato avviato il progetto di creare una pista ciclabile sul lato est dei viali Ruggero di Lauria e Artale Alagona: a confermare l’avvio del progetto, i lavori in corso per adeguare la corsia del Lungomare alla pista ciclo – pedonale, la cui inaugurazione è prevista per il 1° maggio 2016.

Di volta in volta, nei tratti interessati dai lavori, sarà infatti istituito il divieto di fermata e di parcheggio a tutti i veicoli, eccetto per la ditta Betel Costruzioni, incaricata alla realizzazione della pista ciclabile, insieme ai geometra Carmelo Martelli e Sebastiano Scaccianoce.

La consegna dei lavori per la pista ciclabile era già avvenuta il primo febbraio scorso ed era stato definito dal sindaco di Catania Enzo Bianco, «un segnale concreto per una città che guarda alla bicicletta come a un passo in avanti compiuto verso una mobilità sostenibile».

La pista sarà lunga 2.200 metri e collegherà piazza Europa a piazza Mancini Battaglia, con due sensi di circolazione su superficie regolare, per garantire la massima sicurezza ai ciclisti. Saranno inoltre realizzate delle rampe per i diversamente abili e differenti saranno gli attraversamenti pedonali, tutto ad un costo di 168 mila euro.

Durante la riunione della Giunta comunale, inoltre, l'assessore alla mobilità Rosario D'Agata ha dato conferma al sindaco Bianco che i tecnici comunali stanno già studiando come recuperare, in altre aree della zona, i 190 posti auto che non potranno più essere utilizzati quando la pista sarà stata realizzata.

«È uno dei Lungomare più belli d’Europa ed è davvero un peccato che venga utilizzato per passeggiare soltanto con l’automobile. Abbiamo fatto la splendida esperienza del Lungomare liberato per una domenica al mese e qualche volta anche di più. Oggi passiamo a un progetto concreto e già prepariamo il collegamento con Acicastello perché vogliamo offrire anche ai turisti la possibilità di una passeggiata in bicicletta in questa straordinaria litoranea che sarà presto dotata anche di una pista running che ci sarà donata dalla Federazione nazionale Atletica leggera. Il Comune, poi, realizzerà lavori di manutenzione straordinaria per far tornare a vivere pienamente questo Lungomare così bello», conclude il sindaco Enzo Bianco.

Sarà offerto, quindi, spazio e tempo per ciclisti, pedoni e turisti e per citare ciò che scrivono i promotori della zona pedonale, sulla pagina facebook del Lungomare liberato: Ci auguriamo che questa volta, alle belle parole, corrispondano anche i fatti.

Fonte foto: http://www.lasicilia.it/media/20150421/image/Catania-sul-Lungomare-liberato-presto-una-pista-ciclabile-fissa-8034e89bf17e3b76982b78dcaeec0b49.jpg

http://www.cataniatoday.it

Natalia Federica Giannì

 

catania duomo.jpgLa città di Catania premiata dal MiBACT con i fondi europei destinati alla valorizzazione delle aree culturali del Sud Italia. La comunicazione è arrivata nella giornata di venerdì 20 gennaio ed è stata pubblicata sul sito del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

L'intervento è finalizzato al miglioramento dell'offerta culturale in diverse città del Meridione e prevede una somma pari a 5,6 milioni di euro proveniente dal Piano di Azione e Coesione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo 2007-2013. Oltre a quella giunta da Catania, le proposte progettuali avallate dal Ministero sono in totale 19 e riguardano importanti siti culturali del Sud Italia.

Tra queste, quella avanzata dall'amministrazione della città di Catania denominata “Leggere nella città da leggere” si è aggiudicata una somma pari a 300.000 euro in linea con altre grandi realtà del Meridione come Napoli, Pompei e Bari.

Tra gli altri progetti siciliani ammessi alla richiesta dei fondi europei troviamo il “Polo strategico turistico - La Terra dei Giganti” di Acireale, “Il Circuito culturale e turistico della Chora Selinuntina” di Menfi, “INTEGRA - Il Cluster Cultura della città di Palermo” nel capoluogo siciliano, il “Conca d'oro, vallee dell'elueuterio e colline Sicane” di Bagheria e “Terre Siracusane: un arcipelago di risorse culturali accessibili a tutti” di Siracusa.

Nel comunicato del MiBACT si legge che «le realtà proponenti i progetti ammessi a finanziamento saranno chiamate a firmare una convenzione entro la fine di gennaio per accedere ai fondi». Le proposte che non sono state selezionate potranno comunque essere ripresentate in coincidenza della pubblicazione di un nuovo avviso che avverrà entro il primo semestre 2017.

Fonte Foto: www.tipicalsicily.it

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Salvatore Rocca

 
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Nel Calcio Catania, reduce da due pari a reti bianche consecutivi , c’è chi, nonostante la classifica non sorrida, continua a pensare positivo: il difensore Carlo Pelagatti.

Se i freddi numeri raccontano di un Catania vittorioso in soltanto due delle ultime dieci gare, il centrale rossazzurro si dice invece convinto che la squadra stia attraversando un periodo di crescita: «Sono fiducioso – ha commentato Pelagatti dalla sala stampa di Torre del Grifo - credo che, a partire dal match vinto contro la Paganese, il Catania stia cominciando a tornare quello di inizio stagione. Stiamo crescendo».

Il difensore ex Ascoli, con 17 presenze e 1556 minuti complessivi di gioco, è uno dei pilastri della retroguardia rossazzurra, che non subisce reti da ormai tre partite. Se la difesa fa sorridere, l’attacco non trova l’acuto da 201 minuti. Questione di episodi, secondo Carlo Pelagatti: «La partita con il Monopoli l’abbiamo impostata bene, facendo girare la palla e creando 4-5 importanti occasioni da rete. Ci è davvero mancato solo il gol».

Sabato sera, l’avversario del Catania, allo stadio “San Vito – Gigi Marulla”, sarà il Cosenza di Giorgio Roselli, «un avversario abile nel difendersi per poi ripartire con velocità». Cosenza che, all’andata, fermando il Catania sullo 0-0 al “Massimino”, cominciò la sua risalita verso i piani alti della classifica: «Sarà una gara difficile ed importante. Occorrerà avere pazienza, anche se molto dipenderà dal loro atteggiamento tattico».

Se l’obiettivo del Catania è quello di «allontanarsi dalla zona calda», guardando indietro, per Pelagatti, c’è più di qualche rammarico per una classifica che sarebbe potuta essere diversa: «Avremmo potuto ottenere qualche punto in più in 4-5 gare, compresa proprio la partita d’andata contro il Cosenza. Ci mancano 5-6 punti. Il rammarico c’è, ma si dice sempre che a fine campionato gli episodi si pareggino. Speriamo sia così».

A Cosenza, il tecnico etneo Giuseppe Pancaro dovrà fare a meno di Andrea Russotto, infortunatosi nel corso del confronto con il Monopoli, ma avrà probabilmente a disposizione un nuovo acquisto, Mattia Pessina, in prestito dal Milan. In terra calabra si proverà a sfatare un doppio tabù: centrare il successo in un big match (il Catania, nelle sfide contro le prime otto della classifica, ha avuto ragione solo del Matera) e imporsi al “San Vito – Gigi Marulla”, campo mai violato in questa stagione.

Fonte foto: www.calciocatania.it

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Simone Vicino

 

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Il Calcio Catania è ancora a secco di vittorie e di gol nel 2016. La squadra rossazzurra, ieri, è stata fermata in casa dal Monopoli, che ha imposto uno 0-0 (il sesto stagionale ed il secondo di fila per gli etnei) tradottosi nei fischi del pubblico del "Massimino" al termine della gara.

«Oggi abbiamo fatto una grande prestazione, ci è mancato soltanto il gol». Questo, il pensiero unanime dei protagonisti rossazzurri intervenuti in sala stampa al termine del match, da Desiderio Garufo e Domenico Di Cecco fino a Pippo Pancaro. Tutti d'accordo nell'evidenziare come l'unica stortura di giornata sia stata l'incapacità di finalizzare le occasioni da rete create.

Ed in effetti, il Catania, di palle gol importanti ne ha costruite diverse. Clamorosa, in particolare, la chance non sfruttata da Falcone al 15', mentre decisivo ai fini del risultato è stato l'errore che non ti aspetti, quello dal dischetto di Caetano Calil. Il brasiliano, capitano oltre che bomber etneo con nove centri stagionali, ha calciato malamente il rigore che, nonostante tutto, avrebbe consegnato il successo agli uomini di Pancaro.

«Io analizzo la prestazione - ha dichiarato proprio il tecnico del Catania -. Questa dice che abbiamo mantenuto l'80% del possesso palla, creando 7-8 palle gol senza concedere alcun tiro nello specchio della porta agli avversari. Quando giochi così, partite ne pareggi poche».

Aldilà delle palle gol non concretizzate, però, i numeri gettano un'ombra sul momento della squadra. Nelle ultime dieci gare disputate, i rossazzurri hanno vinto soltanto in due occasioni (il 2-1 a sul campo della Lupa Castelli Romani ed il 3-0 interno alla Paganese), mentre sei volte hanno ottenuto un pareggio ed altre due una sconfitta.

L'eccessivo numero di pareggi ci racconta che qualcosa non sta funzionando a dovere nei meccanismi di squadra. In almeno tre di queste sei gare terminate in parità (Melfi, Fidelis Andria e appunto Monopoli), infatti, il Catania aveva la possibilità di raccogliere l'intera posta in palio. Si pareggia un po' troppo, insomma, partite che potrebbero essere vinte.

Oltre a questo, va sottolineato l'andamento altalenante del rendimento offensivo etneo (che resta, comunque, il terzo del girone): sei gol realizzati nelle ultime due gare del 2015, zero nelle prime due uscite del 2016.

Se davvero, l'unico motivo della mancanza di risultati risiede nella poca cattiveria sotto porta, allora è il caso di trovare al più presto le adeguate contromisure. Il campionato di Lega Pro non aspetta – il Melfi, che apre la zona play-out, ha soltanto un punto in meno dei rossazzurri – ed i prossimi impegni del Catania, contro Cosenza prima e Matera poi, si presentano come test decisamente insidiosi.

Foto del redattore

Simone Vicino

 

Catania 31 Gennaio 2011 Palazzo della Cultura a Catania.

Oggimedia intervista Marella Ferrera,  stilista di livello internazionale, Assessore alla Cultura della città di Catania.

Marella Ferrera ha presenziato all'inaugurazione della mostra fotografica "Sant'Aituzza" di Antonio Parrinello, in onore di Sant'Agata, Patrona di Catania.

Marella Ferrera, è devota a Sant'Agata?

«Assolutamente si».

Quali sono i momenti più significativi della festa che più le piacciono?

«Tutta la preparazione, tutto ciò che avviene un momento prima, quei momenti prima delle grandi occasioni: si avverte un profondo sentimento, una grande energia che corre lungo di tutta la città che si prepara. Si sente nell’aria, il profumo delle mandorle tostate, dei fuochi appena sparati. Sono i ricordi legati alla vita di Catania e di chi li ha respirati da sempre». 

Cosa ne pensa della mostra fotografica "Sant'Aituzza" di Antonio Parrinello? Da artista, le foto in bianco e nero che sentimento le trasmettano?

«La scelta del bianco e nero è un momento di verità, perchè toglie tutto il superfluo e rimane lo scorcio architettonico, la Catania barocca e la pulizia. Mi è parso di vedere un racconto dentro un racconto, la festa nella festa, le immagini straordinarie della festa vera, popolare: tutto ciò che avviene intorno.

Un bianco e nero squisitamente verista. L’utilizzo del bianco nero a me non spiace assolutamente. Siamo abituati a vedere l’icona di Sant’Agata della festa a colori, pieno di bancarelle, di fuochi, di allestimenti, di luci. Il bianco e nero la pulisce da tutto e focalizza l’immagine con una lettura quasi verghiana. Ci sono dei momenti dei fedeli veramente straordinari come ad esempio quella delle mani piene di cera, dieci foto che sono altamente evocative. Nuove immagini della festa, che si offrono alla città».

Come stilista lei è creativamente legata alla Sicilia. Sant’Agata cosa le ha dato? Quanto c’è della Santa nelle sue creazioni?

«Al di là del fatto che il percorso agatino è un percorso tutto al femminile, anche se la presenza di soli uomini è legata ad un altro percorso ad un altro pensiero. Però è tutto un mondo assolutamente al femminile, sento che è intriso nella terra. Sant Agata è la ricomposizione del dolore, del mistero di tutto quell’universo che avvolge la Sicilia che secondo me è femmina».

I fuochi d’artificio sono uno dei momenti più importanti e spettacolari della festa che richiamano ancora molta gente, sono da mantenere o sono diventati troppo costosi?

«Io non sono per gli accessi. C’è troppo di tutto. Una festa che per tre giorni potrebbe sfamare Catania per 365 giorni».

Oggimedia ringrazia Marella Ferrera per la gentile disponibilità che ci ha voluto concedere, augurandole, altresì, un meraviglioso futuro professionale, ma finanche come amministratore della città di Catania.

Fonte foto:(sopra)terredargine.it

Fonte foto:(sotto)bed-and-breakfast.it

Daniela Scamporrino

 

centro.jpg La magia del Natale invade il Centro storico. Domenica Catania era un pullulare di luci, colori, odori e suoni. Vedere Via Etnea brulicante di gente, nell'epoca del boom dei centri commerciali, è sorprendente. Ma a rovinare tutto ci pensano loro: i posteggiatori abusivi!

La domenica, infatti, non è solo un giorno da dedicare alla famiglia, al relax, allo shopping ma è anche il giorno in cui le strisce blu non si pagano! Ma in agguato dietro l'angolo, sempre pronto non appena apri la portiera dell'auto c'è sempre lui...il posteggiatore abusivo! Diffusi a macchia d'olio, potresti trovarene 2-3 in ogni via.

Il posteggiatore abusivo a Catania è ormai un "must": armato di cappellino e tracolla è onnipresente. Lo trovi in Via S. Euplio, Via Caronda, Via S.Giuliano, Via Manzoni, Piazza Roma, Stesicoro, Dante e come non menzionare Piazza Spirito Santo e chi più ne ha più ne metta. E come se non bastasse la maggior parte dei posteggiatori abusivi hanno un preciso tariffario, perchè ormai l'offerta libera è superata!

Così quelli che vogliono godersi Catania la domenica, assaporare un caffè in una Via Etnea gremita, acquistare regali, passeggiare e curiosare tra gli stand natalizi, fare una foto sotto l'albero scintillante di Piazza Università, devono arrendersi e pagare il "pizzo" ai posteggiatori abusivi.

Ma non sarebbe meglio, allora, usare i mezzi pubblici per fregarli tutti questi parassiti dell'urbe o ancor meglio denunciare il tutto alle autorità competenti evidenziando così, e più che palesemente, il reato di estorsione?

Caro posteggiatore abusivo il centro di Catania la domenica, come ogni altro giorno dell'anno, "guarda che è di tutti, lo vuoi capire o no!"

Fonte foto:Cataniatoday.it

Martina Consoli

 

Il culto di una Santa celebrata e venerata da milioni di fedeli nel mondo

La fede e la devozione verso Sant'Agata non è un privilegio soltanto catanese. Sant'Aituzza, così come affettuosamente è chiamata dai suoi devoti di stampo siculo, è patrona di ben 44 comuni. Non tutti forse sanno, infatti, che sant'agata viene celebrata finanche in Grecia, nella regione etolica, dove gli etoli percorrono dieci chilometri in processione per raggiungere il luogo del culto e vegliare tutta la notte, per poi prendere parte alle celebrazioni in onore della santa, il mattino successivo, ovvero il 5 febbraio.

Dalla Grecia si fa poi un salto dritti dritti in Spagna, dove Sant'Agata viene venerata a Villarba del Alcor nella regione dell'Andalusia ma anche a Jeria  in Valencia. A Barcellona è intitolata a Sant'Agata la cappella di Palazzo Reale, dove la storia vuole che Cristoforo Colombo trovò accoglienza dai re cattolici in seguito alla scoperta dell'America. Sempre in Spagna, a Zamarramala (Segovia), le donne, nella giornata del 5 febbraio godono di un diritto tanto speciale quanto bizzarro, ovvero comandare ed eleggere una sindachessa, mentre gli uomini, nel frattempo, si occupano delle faccende domestiche. Tutto in nome di Sant'Agata, naturalmente.

In Portogallo è Patrona di Agueda (letteralmente Agata) nella provincia di Coimbra. In Germania Sant'Agata è la Patrona di Aschaffemburg. In Francia, a Le Fournet, in Normandia. Continuando a fare zig zag per il mondo, la santa è venerata anche a Malta, dove è compatrona con S. Paolo. Così come San Marino. 

Ma è in Italia dove la devozione per la santa è più largamente diffusa. Basti pensare alla Lombardia, dove a Cremona vi è l'oratorio nell'Abazia di Montecatini, nella Collegiata dove esiste la tavoletta originale che riporta l'elogio che un angelo pose nel sepolcro. Anche il Duomo di Milano a suo modo celebra Sant'Agata con un meraviglioso quadro posto sull'altare. Una copia è visibile tra l'altro sulla mano sinistra della santa. Insomma, non solo Catania porta scolpita nei cuori sant'Ajituzza. Concludendo possiamo affermare che, se pur forse in modo meno folkloristico che in Sicilia, Sant'Agata viene adorata e celebrata in tutto il mondo.

Fonte immagine: www.goldsmith.it

Roberta Tomaselli 

 
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