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Tempodoro gioielleria CataniaTempodoro, il negozio creato intorno a te, con i marchi di tendenza, per chi cerca non solo orologi e gioielli esclusivi, ma qualcosa in più, con un personale moderno e dinamico, innovativo in ogni dettaglio. La Cortesia e l'ampia gamma di gioielli maschili e femminili fanno oggi di Tempodoro una delle gioielleria più importanti nella provincia di Catania.

Tempodoro è specializzata nella vendita di: anelli, collane, gioielli, girocollo, orologi e cronografi, braccialetti, gioielli d' oro bianco, orecchini, bracciali d'oro, gemme, gioielli d' oro giallo, orecchini d' oro e con pietre prezziose. Tra le marche trattate spiccano i migliori marchi dellla gioilleria italiana ed estera come: ALVIERO MARTINI • AMBROSIA • ARMANI • BREIL • BREIL STONES • BURBERRY • CAVALLI • CITIZEN • COMETE • DIESEL • DOLCE&GABBANA • FESTINA • FOSSIL • GIANNOTTI • GUESS • JUST CAVALLI • KRONOSTAR • LIU JO • LORUS • MISIS • MISS SIXT • MORELLATO • MOSCHINO • POLICE • REBECCA • SECTOR GIOIELLI • STARCK • TOO-LATE • TRIBE • YUKIKO
La Gioielleria Tempodoro puoi trovarla nella provina di Catania nei comuni di:
Tremestieri Etneo:presso il centro commerciale "Le ginestre" - Tel. 095
San giovani La punta: presso il centro commerciale "Le Zagare" - Tel. 095 7415382
Belpasso: presso il centro commerciale "Etnapolis" - Tel. 095 7867407


TEMPODORO gioielleria Catania Gioielleria Belpasso gioielleria San Giovanni La Punta
 

Potrebbero presto essere tolte dalla circolazione

Continuano a rincorrersi i pareri discordanti sulla sorti delle famose "botticelle", le tipiche carrozze trainante dai cavalli e caratteristiche della capitale romana. Il ministro del turismo Brambilla si è espressa assolutamente a sfavore della cosa, alleandosi con le associazioni contro lo sfruttamento degli animali. E' infatti opinione comune sia di oltre 5.000 cittadini che di molti politici, che le botticelle rappresentino ormai solamente motivo di sfruttamento animale ed illegalità pura.

Tra l'altro, qualora le botticelle venissero abolite, i cavalli fino ad ora utilizzati per il traino, potrebbero essere tradotti in strutture adatte alla riabilitazione di bambini autistici o con problemi di comunicazione, ed utilizzati per l'ippoterapia, ovvero una terapia che attraverso l'interazione tra cavalli e persone, apporta benefici alla comunicazione e alla psiche di persone mentalmente disturbate. Ma se da una parte c'è chi si schiera a favore degli animali, dall'altra parte c'è chi alle amate botticelle, proprio non vuole rinunciare, perché le considera l'emblema della capitale e una presenza bella e folcloristica del loco. Il capogruppo del Pdl di Roma Luca Gramazio, per esempio, ha dichiarato che sono state stabilite regole molto precise riguardanti il benessere degli animali e per tutelare anche i turisti spesso derubati dei loro soldi per un semplice giro per Roma. Come dimenticare, infatti, il servizio realizzato qualche settimana fa dal Tg satirico di "striscia la notizia", nel quale si denunciava le particolari tariffe effettuate dagli autisti delle carrozze, che arrivavano a chiedere per un giro di Roma, cifre esorbitanti ai turisti stranieri e cifre molto più abbordabili per i capitolini. Il futuro di questo "folclore capitolino" a 4 ruote e trainato da 4 zampe, è appeso ad un filo. Il futuro dei cavalli, forse, è appeso alla speranza di una vita migliore. Staremo a vedere...

Fonte immagine: www.blog.libero.it

Roberta Tomaselli

 

calesse1.jpgCorse clandestine di cavalli, la quiete dopo la tempesta. Ma a Catania ci si prepara ad altre gare.

Dopo il clamore suscitato dalla sconcertante corsa clandestina disputata alla luce del sole al Viale Ulisse, a Catania sembra essere calato l'oblìo sul tema delle competizioni illegali con cavalli.

Tuttavia, se l'eco dei primi giorni appare essersi esaurito dopo la promessa delle denunce per maltrattamento di animali, in città, e specialmente nei quartieri dal più alto tasso delinquenziale, c'è chi prosegue nella sua quotidiana attività illecita di allevamento ed addestramento del cavallo alle competizioni non autorizzate. Altre stalle ospitano ancora dozzine di cavalli ed altri fantini si preparano a nuove corse clandestine perchè, come ben si sa, a Catania la massima ″colpirne uno per educarne cento″ raramente riesce a sortire degli effetti.

Come testimoniano gli scatti realizzati da Oggimedia, i cavalli vengono condotti per le strade di Picanello in pieno giorno dalle reclute dei boss della zona noncuranti, ovviamente, del regolare traffico urbano. Le foto, scattate durante le ore pomeridiane di giovedì 26 marzo, ritraggono due giovani a bordo di un calesse trainato da un cavallo in via Nicola Porpora, all'altezza del Campo Scuola di Picanello.

Qui, nel regno incontrastato delle famiglie mafiose dei Santapaola, dei Ceusa e dei Piacenti, il tempo è scandito giornalmente dai passi cadenzati degli zoccoli dei cavalli, guidati soltanto dalle braccia dei loro padroni. Quando un cavallo viene fatto passeggiare per le strade significa che si è prossimi alla disputa di una nuova gara illegale per volontà, ovviamente, della criminalità organizzata. La ″sfilata″ serve al cavallo per sciogliere i muscoli e, allo stesso tempo, a lanciare un chiaro guanto di sfida agli avversari.

Le corse clandestine di cavalli sono una delle attività illegali più redditizie per le cosche mafiose e riescono a far girare in poco tempo enormi quantità di denaro. Ci auguriamo che i controlli in merito a questo circuito delinquenziale possano divenire sempre più serrati e rigorosi al fine di estirpare uno dei cancri più aggressivi del nostro territorio.

Foto del Redattore

Salvatore Rocca

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cavalli.jpgFacebook e corse clandestine di cavalli: quando la malavita è social.

Il reportage mandato in onda poco più di una settimana fa nella puntata di Vice su SkyTg24 sulle corse clandestine dei cavalli a Catania ha risollevato l'attenzione su un problema che interessa da anni il nostro territorio e per il quale non si è ancora riusciti a porre un freno.

Settimanalmente nelle contrade e nelle aree meno urbanizzate dell'ambiente etneo si svolgono decine di corse clandestine pianificate e disputate da personaggi strettamente legati al mondo della criminalità organizzata. Alcune di queste competizioni vengono prontamente scoperte e bloccate dalle forze dell'ordine, altre riescono a sfuggire ai controlli e a far girare negli ambienti malavitosi consistenti somme di denaro, proventi delle scommesse illecite.

Nei quartieri meno nobili del comune etneo, poi, non è raro assistere agli esercizi mattutini dei cocchieri della malavita che, seduti su rudimentali calessi, provvedono ad ammaestrare e acquisire confidenza con il loro destriero, fedelmente scortati da un gruppetto di motociclisti che si preoccupano anche di filmare le gesta del loro protetto e pubblicarlo sui più noti strumenti di social networking e video sharing come Facebook e Youtube.

Proprio questo paradossale atteggiamento vanesio e celebrativo, che si amplifica in occasione delle vere e proprie competizioni illegali, tradisce i volti e le azioni dei professionisti dell'illecito rendendoli riconoscibili alle forze dell'ordine. Sul social network più famoso al mondo è possibile inoltre rendersi conto dell'esistenza di piccole comunità virtuali che inneggiano alle corse clandestine soffiando sul braciere dell'agonismo tra ″clan″.

Sono numerosissimi i gruppi, le pagine e profili dedicati alle ″scuderie″ che vantano le prestazioni dei loro eroi in criniera. I gruppi, sia privati che pubblici, vengono inoltre utilizzati dai ″cavaddari″ (così amano definirsi gli amanti della pratica) per vendita degli equini e gli scambi di attrezzature ed accessori. Negli account e sulle fanpage c'è invece chi chiede quando verrà disputata la prossima corsa.

Poi ci sono i nomi dei cavalli come ″Cicala″, ″Ianuzzu″, ″Faccicani″, ″Tempesta″, ″Testelignu″, ″Marley″, ″Alitalia″, ″Iattumottu″ e ″Vicenzu″, nemici giurati a vicenda ed orgoglio delle omonime scuderie. Tra i tanti competitors non puo' mancare ″Marquez″, probabilmente veloce ed imprendibile come il giovane motociclista spagnolo che fa incetta di vittorie in MotoGp. Per tutti, però, vige l'appellativo di ″liuni″ per indicare le potenziali qualità dell'esemplare equino cresciuto a biada e anabolizzanti.

E i proprietari? Gente nella migliore delle ipotesi pregiudicata per reati contro il patrimonio o per spaccio di sostanze stupefacenti che si mostra fiera e sorridente nelle foto pubblicate su Facebook accanto al cavallo, accudito quasi come fosse un figlio. Ah già, e i figli? Sono loro i futuri malavitosi e i prossimi destinati a condurre i cavalli. Alle corse clandestine vengono già istruiti all'età di dieci, undici anni, apprendisti di un mondo che li porterà qualche anno dopo dietro le sbarre.

Fonte Foto: www.youtube.it

http://i.ytimg.com/vi/2q0a0s5VdPw/hqdefault.jpg

Salvatore Rocca

 
image.jpgL'ultimo caso risale a ieri. Un cavallo trovato morto e abbandonato, dopo che coloro i quali hanno compiuto il gesto si sono accertatiche che il chip identificativo venisse rimosso, con una barbarie inaudita. Ma è solo uno dei tanti. Tutto questo avviene in Sardegna.
I tristi ritrovamenti delle ultime settimane, che hanno interessato in particolare la zona nord, nord-est della regione, figurano numerosi tra i bollettini delle forze dell'ordine e nelle coscienze di chi assiste a quella che può essere definita una vera e propria mattanza.

Alcuni degli animali lasciati alla loro sorte vengono salvati in tempo, ma per la maggior parte non c'è più nulla da fare; ma questa è solo una delle mille facce della questione, se si considera che molti di essi vengono destinati al macello gestito clandestinamente dopo una probabile vita fatta di gare.

Uno dei punti focali sta proprio nelle gare: se molti dei proprietari avevano acquistato i loro cavalli per la competizione e, magari, anche lo sfoggio, la crisi li ha messi di fronte all'amara realtà del costo elevato per il mantenimento di un animale tanto oneroso.

Tuttavia ciò che viene ritrovato nelle campagne sarde negli ultimi giorni sembra prescindere le mere difficoltà economiche. I maltrattamenti, le sevizie, l'uccisione di questi animali fanno spesso parte di un quadro più generale di arretratezza, mentale e culturale, che porta a vedere i cavalli come "oggetti" di cui disfarsi una volta finita la loro "utilità" materiale.

Potrebbe sembrare che la questione finisca qui; in realtà sono centinaia le segnalazioni del ritrovamento di gatti e cani, anche al guinzaglio e al seguito dei loro ignari padroni, uccisi da polpette avvelenate contenenti stricnina (un potente veleno) o pezzetti di vetro.

Si assiste ad avvenimenti come questi, si potrebbe obiettare, un po' dappertutto; ma un numero così elevato di macabri ritrovamenti, tutti all'interno di una sola regione, non può che preoccupare: come si può arrivare ad un accanimento simile su questi animali?

Fonte foto: lanuovasardegna.gelocal.it

 http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2011/02/20/news/fonni-tre-cavalli-uccisi-a-fucilate-1.3366406

Rossana Francesca Barbagallo

 
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