28-05-2017 22:29

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auto-archimede-futuro-solare-cover-1217.jpgDa Catania arriva Archimede Solar Car 1.0, la prima automobile elettrica, completamente ecologica: ricoperta interamente da pannelli fotovoltaici, Archimede è la prima automobile ad energia solare, progettata e realizzata grazie alla collaborazione tra Futurosolare Onlus, l’Univesità di Catania e differenti aziende private siciliane,

specializzate nella mobilità sostenibile ed alla diminuzione delle emissioni di gas nocivi, con un ulteriore sostegno del Comune di Siracusa e dell’azienda Enecom Power Hf di Torino.

Fisicamente simile ad una navicella spaziale, il veicolo ecologico che porta, come già detto, il nome di Archimede Solar Car 1.0 è lungo 4.5 metri e può raggiungere una velocità massima di 75 km/h, grazie all’impiego di materiali leggeri e a basso costo, con i quali è stato realizzato (alluminio, kevlar e fibra di vetro), ma tuttavia resistenti agli urti.

Inoltre, il professore Lanzafame, che ha curato l’intero progetto, spiega: «L’auto elettrica a energia solare realizzata in Sicilia è un vero e proprio laboratorio viaggiante su ruote. È il frutto della sinergia tra università e un pool di piccole aziende, supportato dall’impegno dei nostri studenti laureandi, a dimostrazione che è possibile conseguire un nuovo modello di mobilità sostenibile a partire dalla condivisione col territorio dei nuovi paradigmi energetici decarbonizzati […] Il progetto è la prova che è possibile soddisfare il desiderio di mobilità ecologica in ambito urbano attraverso la conversione fotovoltaica ‘on board’ dell’energia elettrica necessaria per la trazione del veicolo che raggiunge anche un’autonomia illimitata anche attraverso l’innovativa frenatura recuperativa».

Alla presentazione del veicolo ecologico, avvenuta presso l’aula magna del polo bioscientifico dell’Università di Catania, durante la conferenza “Solar power automotive application for sustainable mobility”, organizzata dal centro ricerca Cutgana, erano presenti il direttore Lanzafame, il direttore di Cutgana, Giovanni Signorello, il coordinatore scientifico del progetto, Rosario Lanzafame, l’assessore comunale al Risparmio energetico, Luigi Bosco, ed il sindaco Enzo Bianco, il quale ha affermato: «Siamo orgogliosi del prototipo realizzato dai nostri ingegneri catanesi».

Sicuramente si tratta di un’invenzione che potrebbe rappresentare un enorme contributo all’ecologia, soprattutto in un momento molto caldo sotto il profilo ambientale, come quello che si delinea ai giorni nostri. Sono già molti i Paesi che si muovono verso una “green street”, tra i quali ad esempio l’Olanda, il cui governo vuole bandire le auto tradizionali a benzina e gasolio, ed autorizzare solamente la vendita di macchine elettriche; progetto che potrebbe realizzarsi nel 2025. Tuttavia in Italia siamo ben lontani da un simile obiettivo e possiamo solo sperare che, magari in futuro, vedremo macchine come l’Archimede Solar Car 1.0, sfrecciare per le strade.

Fonte foto: https://motorlifeit.files.wordpress.com/2016/04/auto-archimede-futuro-solare-cover-1217.jpg?w=1024&h=584

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it

Natalia Federica Giannì

 
futuro solare onlus.JPGSi chiama ARCHIMEDE 1.0 ed è il primo prototipo di solar car completamente "Made in Sicily" ad essere stato presentato presso la sala stampa dell'Autodromo di Pergusa ( EN ) dall'associazione Futuro Solare Onlus. Prevista per le ore 10:30 di mercoledì 21 ottobre, l'inaugurazione del prototipo ha subito alcuni ritardi dovuti alle forti piogge che si sono abbattute violentemente su tutta la Sicilia ma che non hanno impedito ai realizzatori del progetto di condividere col pubblico in sala la presentazione di un sogno divenuto oramai realtà.

Il Progetto Archimede nasce 5 anni fa dal sogno di Enzo Di Bella, appassionato di automobili da corsa, di progettare e realizzare un veicolo da corsa low cost interamente alimentato ad energia solare. Appoggiato da una schiera di amici che hanno creduto nel progetto, il sig. Di Bella ha ricevuto anche il contributo dell'Università di Catania che ha aderito alla realizzazione del prototipo sotto la guida del Prof. Ing. Rosario Lanzafame, Ordinario di Macchine e Sistemi Energetici della Facoltà di Ingegneria.

«Una sola possibilità, attraverso la Green Economy, per dar vita ad un futuro che possa essere concretamente vissuto dai giovani siciliani: l'energia solare». Queste le parole con cui il prof. Lanzafame è intervenuto durante la presentazione del prototipo e dei due studenti di ingegneria meccanica, Andrea Aliffi e Andrea Mauro, che si sono occupati, con le loro tesi, rispettivamente del bilancio energetico e dell'analisi aerodinamica della vettura.

Durante i lavori di presentazione, i componenti del Team hanno descritto le fasi di progettazione e realizzazione dell'automobile elettrica alimentata ad energia solare attraverso una serie di pannelli fotovoltaici, posti sulla parte superiore del veicolo, in grado di accumulare l'energia solare convertendola poi in energia elettrica.

«La macchina è funzionante ma ha un elevato margine di miglioramento» afferma Di Bella, visibilmente emozionato mentre descrive i sacrifici e gli sforzi che hanno permesso la realizzazione del prototipo. È stata avviata quindi una campagna di raccolta fondi ( la si trova su KickStarter.com ) che permetta a ciascuno di sostenere il progetto, dimostrazione concreta di come la Sicilia possa contribuire attivamente nel settore delle auto ecologiche, ibride ed elettriche.

Fonte Foto: Agatino Puglisi

Carmen Peluso

 
pannelli-solari-a-Pordenone-300x178.jpgIl Sudafrica vedrà la nascita del primo aeroporto ad energia solare. Svilupperà tutta l'energia di cui ha bisogno per funzionare e rappresenterà un grosso passo in avanti verso l'innovazione ecosostenibile.

A quanto pare anche le grosse infrastrutture possono beneficiare delle tecniche, oggi disponibili, per la riduzione delle emissioni, dirette e indirette. Il Sudafrica, ha inaugurato il primo aeroporto a energia solare del continente africano, con un impianto solare costituito da 200 metri quadrati. L'inaugurazione vede protagonista il George Airport, una struttura che accoglie circa 600 mila passeggeri l'anno nella provincia di Western Cape.

L'innovazione ecosostenibile , è stata realizzata in sei mesi, per un costo complessivo di circa un milione di dollari (915 mila euro), e sarà in grado di coprire, nella sua prima fase, il 41% del fabbisogno energetico dell'aeroporto, secondo le stime della Airports Company South Africa, la compagnia statale che gestisce lo scalo e il cui fine è sempre stato quello di diminuire la dipendenza energetica dalla rete nazionale.

Nella seconda fase, il complesso dei pannelli ad energia solare dovrebbe rendere l'aeroporto del Sudafrica indipendente dal punto di vista energetico. Secondo i dati raccolti, soltanto nel primo mese di attività, la grande innovazione ecosostenibile realizzata ha prodotto 47 megawatt ora di energia, e nel complesso il sistema potrebbe far risparmiare 1,2 milioni litri d'acqua all'anno (pochè i pannelli ne richiedono meno rispetto ad un comune impianto a carbone o nucleare).

Il George Airport rappresenta il primo aeroporto ad energia solare del continente africano, ed un esempio da cui prendere spunto, ma non il primo ad essere stato realizzato. Il primato spetta all'India, che nel 2015 ha inaugurato, in Kerala, il Cochin International Airport Limited, il primo aeroporto solare al mondo, il cui costo si aggira intorno ai 9,5 milioni di dollari (8,7 milioni di euro). La grande infrastruttura indiana produce 60 mila unità al giorno di energia pulita, una stima decisamente alta considerando che produce più energia di quanta ne richieda.

Fonte foto: http://www.energia-pulita.info/

http://www.energia-pulita.info/category/pannelli-solari/

Marco Grasso

 

 

Solar-Impulse-solar-powered-plane.jpg

Il Solar Impulse 2, l'aereo esclusivamente alimentato a energia solare, ha ripreso la sua missione, quella di circumnavigare il pianeta. Costretto a sostare a Nagoya, in Giappone, per circa un mese, domenica alle ore 20.00 (ora italiana) il Solar Impulse 2 è tornato a solcare i cieli: l'obiettivo è sorvolare l'Oceano Pacifico e atterrare alle isole Hawaii.

Il velivolo a energia solare era fermo a Nagoya dallo scorso 1 giugno, dove era atterrato partendo da Nanchino, in Cina. Ma il ripristino di condizioni metereologiche più favorevoli ha permesso al Solar Impulse 2 di riprendere la propria ambiziosa missione.

Quella delle Hawaii è la tappa più lunga e impegnativa delle 12 previste per il viaggio dell'aereo a energia solare. Il perché lo ha spiegato direttamente Bertrand Piccard, fra i fautori del progetto "Solar Impulse": «Fino ad adesso abbiamo volato al sicuro, sopra la terra, e quindi, in caso di problemi, avevamo sempre la possibilità di poter atterrare ovunque. Stavolta è diverso: non possiamo fermarci».

«Tornare a Nagoya – ha proseguito Piccard - avrebbe probabilmente significato la fine del nostro progetto. Considerando l'inizio della stagione delle piogge ed il rischio tifoni, non saremmo stati in grado, con ogni probabilità, di ripartire entro quest'anno. Volare fino alle Hawaii è rischioso, ma nel prendere questa decisione abbiamo considerato anche il futuro del progetto».

Il Solar Impulse 2 dovrà attraversare l'oceano, coprendo una distanza di 7.900 km. Un volo lungo 120 ore: 5 giorni e 5 notti. Fino a ora tutto procede per il verso giusto: il velivolo, con a bordo il pilota André Borschberg, ha infatti battuto il record di ore di volo consecutive precedentemente stabilito, superando quota 44 ore e 10 minuti. Il pilota svizzero ha oltrepassato il punto di non ritorno: dunque non potrà più, in caso di peggioramento delle condizioni metereologiche, tornare indietro per atterrare a Nagoya.

«Future is clean» è il motto scelto dal team di Solar Impulse: l'intento del progetto è infatti quello di sensibilizzare l'opinione pubblica sulla possibilità di un futuro pulito, utilizzando energie come quella solare.

Fonte foto: www.2oceansvibe.com

http://media.2oceansvibe.com/wp-content/uploads/2015/06/Solar-Impulse-2-Around-the-world-without-fuel.jpg

Simone Vicino

 

Solar-Impulse-solar-powered-plane.jpg

Il Solar Impulse 2, l'aereo alimentato esclusivamente a energia solare, ha un progetto ambizioso: compiere il giro del mondo. Delle 12 tappe previste per realizzare l'impresa, la prossima è quella più difficile: partire da Nanchino (nella Cina orientale) e attraversare tutto l'Oceano Pacifico fino a raggiungere le Hawaii. Tempo di volo stimato, 6 giorni e 6 notti.

Un'enormità se si considera che il velivolo ad energia solare finora è rimasto in volo al massimo per 24 ore consecutive. L'ambiziosa missione ha però dovuto scontrarsi subito con condizioni metereologiche complicate. Il Solar Impulse 2, infatti, sarà costretto ad atterrare, causa maltempo, a Nagoya, in Giappone.

«Atterrare a Nagoya non era previsto, ma ci deve essere una buona ragione se il nostro viaggio ci ha condotti fin qui», ha dichiarato su twitter André Borschberg, il 62enne pilota in cabina, nonché fra i promotori del progetto. «Tutto quello che potevamo fare lo abbiamo fatto. Non possiamo controllare il tempo. Esplorare comporta anche questo», commenta Bertrand Piccard, altro fautore del progetto, che si alterna con Borschberg alla guida del velivolo.

Insomma delusione per la momentanea interruzione della missione ma anche fiducia nelle proprie possibilità e soprattutto in quelle dell'aereo, quella dei due piloti. Il velivolo ha l'ambizioso e rischioso obiettivo di sorvolare il Pacifico: «Dovrò essere pronto per l'ignoto – aveva dichiarato in merito Borschberg – non so come si comporterà l'aereo per un tempo così lungo».

L'aereo, costruito dal Politecnico Federale di Losanna e pesante appena 2.300 kg, è totalmente alimentato da energia solare, senza alcun utilizzo di carburante. Le 17 celle fotovoltaiche in silicio posizionate sulle ali hanno un doppio compito: fornire energia a 4 motori elettrici e caricare oltre 630 kg di batterie al litio, necessarie durante i voli in notturna. Il Solar Impulse 2 è partito lo scorso 9 marzo da Abu Dhabi, tappa iniziale e finale del viaggio: vista la velocità media compresa fra i 50 e i 100 km all'ora, serviranno 25 giorni effettivi di volo per completare il giro del pianeta.

Il progetto è a scopo dimostrativo: l'obiettivo è sensibilizzare sulla necessità di un futuro energicamente pulito.

Fonte foto: mybroadband.co.za
http://mybroadband.co.za/news/wp-content/uploads/2013/05/Solar-Impulse-solar-powered-plane.jpg

Simone Vicino

 
La neve e il ghiaccio che durante l'inverno ricoprono le strade, possono essere altamente rischiosi per chi guida. Per questo una coppia statunitense ha ideato un manto stradale interamente fatto di pannelli solari, che fornirebbero inoltre una grande quantità di energia.

 

Asfalto addio! O almeno, questo è il progetto dei coniugi Brusaw, il cui nome, Solar Roadways, prelude l'uso dell'energia solare sulle strade americane.

Solar Roadways prevede, infatti, la sostituzione dell'asfalto su alcuni tratti stradali con dei pannelli fotovoltaici, i quali, immagazzinando la luce del sole, porterebbero diversi benefici.

I coniugi Brusaw, i quali stanno ancora mettendo a punto alcuni dettagli del progetto, hanno ideato dei pannelli capaci di attrarre la luce solare e di auto riscaldarsi, in modo da sciogliere il ghiaccio che nei mesi invernali si accumula sul manto stradale; i pannelli presentano poi dei led, in grado di illuminare la strada, ma possono anche rifornire di energia elettrica le case che si affacciano sulle strade rivestite da questa tecnologica novità.

L'energia immagazzinata dai pannelli fotovoltaici del progetto Solar Roadways permetterebbe, inoltre, attraverso apposite piazzole fornite di particolari colonnine, di ricaricare auto elettriche e cellulari: si tratterebbe, insomma, di un rinnovamento capace di portare non solo ad una maggiore sicurezza sulle strade, riducendo il numero di incidenti causati dalla neve, ma anche ad un risparmio in termini economici.

Tuttavia la coppia si ritrova a dover affrontare l'ostacolo più grande nella realizzazione del progetto: il finanziamento; Solar Roadways potrebbe trovare una concreta attuazione, a patto che si trovi il denaro necessario. A tal fine i Brusaw hanno avviato una raccolta fondi sul sito di crowdfunding IndieGoGo, che si chiuderà il 31 maggio.

Fonte foto: www.designboom.com

http://www.designboom.com/weblog/images/images_2/rodrigo/august/solar%20roads/solarroad_01.jpg

Fonte notizia: www.tgcom24.mediaset.it

Rossana Francesca Barbagallo

 

 
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