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etna eruzione 2017.jpgDieci persone sono rimaste ferite nella giornata di giovedì 16 marzo a seguito di un'esplosione avvenuta su cratere dell'Etna, il vulcano più alto d'Europa tornato in eruzione da un paio di giorni. I feriti sono stati colpiti dal materiale lavico espulso da una delle bocche interessate dall'attività eruttiva.

Si tratterebbe, nello specifico, di un gruppo di turisti e di alcuni ricercatori dell'INGV che si trovavano a poche centinaia di metri di distanza dalla colata lavica che sta scivolando da diverse ore lungo il versante sud dell'Etna, a quota 2.700 metri. L'esplosione sull'Etna si sarebbe verificata intorno alle ore 13.

Le persone colpite dal materiale lavico sono state immediatamente soccorse dal Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di stanza a Nicolosi e dal personale del 118. Dopo un iniziale trasferimento al Rifugio Sapienza, ubicato a quota 2.000 metri, è stato predisposto un ricovero presso gli ospedali di Catania e Acireale. Nessuno dei feriti si troverebbe fortunatamente in condizioni preoccupanti.

Tra i soggetti colpiti dall'esplosione vi è pure il vulcanologo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania, Boris Behncke. Lo studioso ha commentato l'episodio attraverso un post pubblicato sul proprio profilo Facebook. Secondo Behncke, l'esplosione si sarebbe verificata a causa del «contatto tra la lava e la neve». «Alcuni feriti, io stesso ho ricevuto una piccola ferita in testa però sto assai bene e mi sto calando una meritata birra!» ha concluso l'esperto.

L'eruzione dell'Etna è cominciata nella mattinata di mercoledi15 marzo ed è caratterizzata da numerosi tremori e boati. La bocca eruttiva attualmente in attività si trova tra il Cratere di Sud-Est (SEC) e il Nuovo Cratere di Sud-Est (NSEC). Nella giornata di ieri il Dipartimento Regionale della Protezione Civile Siciliana aveva diramato un livello di allerta “giallo” con divieto di accesso assoluto oltre quota 2.800.

Fonte Foto: www.siciliashuttleservice.it

http://www.siciliashuttleservice.it/wp-content/uploads/2017/03/etna-eruzione-2017_1.jpg

Salvatore Rocca

 

3.jpgRosario Catania sarà protagonista, sabato 20 giugno 2015, di un’impresa unica nel suo genere: l’Etna Endurance Unesco 2015. Si potrebbe quasi definirla una "gara di pentathlon", saranno infatti ben 5 le discipline che impegneranno il nostro atleta:nordic walking, mountain bike, trekking, running e canoa, in un percorso che collegherà il mare alla vetta del vulcano.

Si partirà dal Porto di Riposto alle 8:00 del mattino disabato 20 giugno 2015; questa prima tappa, che vedrà Rosario Catania impegnato nella disciplina della nordic walking, si concluderà dopo 8 kilometri a Marina di Cottone. Da qui inizierà il secondo step: 33 kilometri in mountain bike per arrivare a Piano Provenzana e da lì proseguire con la terza disciplina, il trekking, fino a giungere a Rifugio Sapienza percorrendo 25 kilometri sui sentieri dell’Etna.

Da Rifugio Sapienza inizierà poi la discesa: 36 kilometri in running fino a giungere al Porto di Catania, e da qui cimentarsi nella disciplina dell’ultima tappa: la canoa, con cui percorrerà 36 kilometri in mare aperto, per ritornare al Porto di Riposto, punto di partenza dell’Etna Endurance Unesco 2015, dopo aver percorso circa135 kilometri.

Abbiamo chiesto a Rosario Catania di parlarci della sua impresa.

Perche proprio quest’impresa, da dove nasce l’idea dell’Etna Endurance Unesco 2015?

«L’idea nasce per celebrare in modo particolare e diverso il riconoscimento, nel secondo anniversario, dell’Etna Patrimonio dell’Umanità Unesco. È un’occasione per mandare un messaggio al territorio e coinvolgerlo in quella che è non solo una manifestazione sportiva, ma anche culturale e sociale. L'Etna Endurance Unesco 2015 tocca, infatti, ben 2 siti Unesco: la zona “A” dell’Etna e la città di Catania col suo barocco. Vengono poi interessate tre aree protette naturalistiche che sono: l’Area Marina Protetta dell’Isola dei Ciclopi, la Timpa di Acireale e l’Oasi di Fiumefreddo. È Un evento che ha anche una valenza sociale perché chiude la Walk of life 2015 di Telethon. L’anno scorso sono stato protagonista dell’apertura della Walk of life con il Guinness World Record Rosario Catania ha infatti stabilito nel 2014 il Guinness World Record con la sua camminata nordica dalla durata record di 70 ore. – Quest’anno, invece, chiudo il ciclo di eventi Telethon per la raccolta fondi per la ricerca sulle malattie genetiche rare. Diciamo che c’è un abbinamento tra unacomponente sportiva e una solidale

L’Etna Endurance Unesco 2015 è quindi anche un modo per richiamare l’attenzione su temi importanti?

«Si, infatti passiamo dalla sensibilizzazione alla tutela dell’ambiente e del patrimonio naturale dellacittà di Catania, a cause più importanti come attirare l’attenzione su problemi sociali quali le malattie genetiche rare.»

Rosario, qual è il tuo legame con l’Etna?

«Sin da quando sono nato vivo alle pendici dell’Etna. Il vulcano è stato da sempre un punto di riferimento. Ho da sempre avuto la passione per l’atletica leggera, ero, infatti, un marciatore a livello agonistico. Pian piano mi sono avvicinato al trekking, e questo mi ha dato la possibilità di conoscere i percorsi montani e in sostanza l’Etna. Poi mi sono specializzato nella camminata nordica, circa 3 anni fa, e l’ho praticata sia sull’Etna che nelle zone di pianura, ma anche in riva al mare: è una specialità che si può praticare un po’ a tutte le quote e su tutti i terreni. Continuo ancora a fare trekking e diciamo che l’Etna è la mia palestra perché offre diverse condizioni: le pendenze, le zone aride, le zone boschive. È una vera e propria palestra naturale: ogni versante ha le sue caratteristiche, le sue bellezze, le sue peculiarità. L’Etna Endurance Unesco 2015 vuole rappresentare quelle che sono le meraviglie di questa zona: dal mare alla montagna.»

Da quanto tempo ti alleni per questa impresa?

«Posso dire che il mio è un allenamento continuo; non ho periodi di sosta, anche perché concluso un evento ne penso già un altro, però per questa impresa ho fatto un trimestre di allenamenti più specialistici. Nel senso che ho fatto degli allenamenti misti perché le discipline sono 5: la nordic walking, la mountain bike, il trekking, la corsa e la canoa. Discipline che andavano in qualche modo integrate e fatte in sequenza. Un giorno ho provato la mountain bike con la corsa, il trekking con la canoa: ho fatto degli abbinamenti per simulare quello che avverrà in sequenza no stop durante lo svolgimento dell’Etna Endurance Unesco 2015.»

Quali sono le difficoltà maggiori di questa sfida?

«Ci sarà non solo un cambio di discipline, ma un cambio di applicazione dei distretti muscolari: la difficoltà sta proprio in questo. Non è solo il regime di “Endurance” (resistenza) che prevede il non fermarsi, o comunque fare pochissime pause. Il problema è che il corpo è impegnato in modalità diverse in sequenza, senza avere di fatto un tempo di recupero, cambiando anche i contesti in cui si svolgono le attività: si passa dalla camminata sportiva, ad una certa velocità, alla fatica della salita in mountain bike; dall’arrivare a quota 3000 metri col trekking, allo scendere giù di corsa, durante la notte, con la temperatura che si abbassa. E all’alba successiva, dopo 24 ore di stanchezza, affrontare una tappa di mare di 36 kilometri, una traversa di almeno 6 ore, per cui il corpo è sottoposto a uno sforzo continuo. L’endurance è proprio questo: la resistenza sotto vari aspetti, quali la resistenza fisica e la resistenza psicologica. In sostanza è questo uno sport in cui creo un rapporto personale “tra me stesso e me stesso”.»

Qual è la parte del percorso che più ti preoccupa a livello di difficoltà, anche fisica?

«Per mia natura la parte in canoa è quella che mi preoccupa di più per due motivi: non è una disciplina in cui mi alleno in modo costate, e poi perché la traversata viene fatta alla fine di 24 ore di sforzi. La tappa in canoa, della durata di sei ore, è l’ultima delle 5 e racchiude ben altre insidie e preoccupazioni: non sappiamo il meteo e le condizioni del mare come saranno quel giorno, quindi per me è tutta una variabile. Concentrerò tutte le mie energie proprio su questa fase finale.»

Quanto dovrebbe durare in totale il percorso dell’Etna Endurance Unesco 2015?

«In totale dovrebbe durare circa 30 ore compresi i tempi tecnici e le brevi pause. Inizierà sabato 21 giugno 2015 alle 08:00 al Porto di Riposto, per concludersi l’indomani, nello stesso luogo, intorno alle 14:00

Qual è il tuo motto, la frase che ti da forza?

«Fondamentalmente il mio motto è quello di spingere i propri obiettivi un passo alla volta avanti. Sostanzialmente il mio "modus operandi" è questo: migliorarmi un po’ alla volta. Non cerco di abbattere il mio stesso record nel tentativo di superarlo, ma di spostarlo un po’ più avanti, questo è il mio modo di approcciarmi alle imprese.»

In bocca al lupo a Rosario Catania per la sua impresa e lo ringraziamo per aver deciso di festeggiare il secondo anniversario del riconoscimento dell’Etna Patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unescocon un evento che mette in risalto le bellezze paesaggistiche della provincia Etnea, e che ci ricorda che lo sport è uno dei punti d'incontro più belli tra l’uomo e la natura.

Fonte foto: Rosario Catania

Loredana Agata Giacolla

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SalvatoreRagonese.jpgSe è vero che la forza e la tenacia dell’Etna scorrono nelle vene di chi è nato e cresciuto ai suoi piedi, Salvatore Ragonese ne è la dimostrazione. Sabato 2 maggio 2015 sarà infatti protagonista dell’Etna "Up&Down": un percorso di Trail Running alla conquista dell’Etna.

Mancano poche ore all’inizio di Etna "Up&Down". Domani Salvatore Ragonese si cimenterà in un’impresa mai provata: salire e ridiscendere l’Etna, seguendo il percorso Linguaglossa - Cratere di Nord-Est - Linguaglossa, di corsa, in 6 ore.

Ma entriamo nei dettagli di Etna "Up&Down": alle 9 del mattino di sabato 2 maggio 2015, Salvatore Ragonese partirà dal centro di Linguaglossa , 550 metri s.l.m. Percorrendo i sentieri dell’Etna passerà per Piano Provenzana, fino a conquistare la vetta del gigante, il Cratere di Nord-Est, a quota 3.340 metri; da lì comincerà la discesa, fino a giungere al punto di partenza a Linguaglossa.

Un tracciato di 43 km con un dislivello di 2800 metri, in un tempo massimo di 6 ore.

Ma chi è Salvatore Ragonese, quest’impavido atleta che andrà alla conquista dell’Etna?

La cosa che piacevolmente stupisce è scoprire che Salvatore è un ragazzo: 18 anni e una forte determinazione. Salvatore è originario di Linguaglossa e, seppur per motivi di studio si trova a Napoli, il suo legame con l’Etna, luogo in cui ha da sempre vissuto, non si è mai dissolto.

Incuriosita dalla particolarità dell’impresa decido di fargli qualche domanda. Ciò che subito colpisce è la modestia con cui Salvatore parla di un proposito che ha richiesto impegno, duro allenamento e fatica.

«Credo che il termine impresa sia un po' troppo. Imprese lo erano le scalate di Bonatti al Cervino o sul Petit Dru, la mia è più che altro un confronto con me stesso

Da dove nasce quest’idea e cosa rappresenta per te l’Etna?

«Questo progetto nasce sicuramente dalla voglia di andare oltre le solite gare o i soliti allenamenti, anche perché credo che l'uomo debba sempre spingere un po' più in là i propri limiti, ogni giorno. Inoltre è anche un modo per valorizzare la nostra Etna, che è il nostro punto di riferimento quotidiano e non solo. Per alcuni rappresenta molto di più. Nel mio caso l'Etna è il luogo dove sono cresciuto, dove ho mosso i miei primi passi, e adesso è il posto in cui riesco a dare il meglio di me stesso mediante lo sport che pratico.»

Da quanto tempo ti prepari per quest'avventura? E quale allenamento hai seguito?

«Ho iniziato la preparazione a gennaio aumentando i chilometri nelle sedute di allenamento e cercando di fare più dislivello possibile.»

Salvatore Ragonese, infatti, è un atleta che da quasi 3 anni pratica a livello agonistico Trail Running. Il Trail Running è una specialità della corsa che si svolge su sentieri naturali quali montagna, bosco, spiaggia e in cui terreno di corsa non deve essere di origine artificiale (suoli pavimentati o asfaltati) per oltre il 20% della lunghezza totale del percorso.

C’è un tratto del percorso che consideri particolarmente difficile?

«Sicuramente il tratto Piano Provenzana - Cratere di Nord-Est in quanto è tutto innevato e quindi dipenderà molto dalle condizioni della neve.»

Cosa si prova ad arrivare lassù, sulla vetta?

«Ci si sente veramente liberi, la mente si svuota immediatamente da tutti i pensieri negativi.»

Qual è il tuo motto, la frase che ti ripeti quando la fatica incombe?

«Io sono un appassionato di Walter Bonatti ed una sua frase mi viene sempre in mente quando mi alleno. Recita così: "La montagna più alta rimane sempre dentro noi stessi."»

E proprio citando questa frase facciamo un in bocca al lupo a Salvatore Ragonese per domani, e lo ringraziamo per averci dato la possibilità di parlare del rapporto uomo-natura, in questo caso uomo-Etna, nel modo più nobile e sano possibile. La potenza del vulcano e la determinazione e l’entusiasmo di un ragazzo, si incontrano ad ogni passo di questa avvenuta grazie ad uno sport, il Trail Running, che ha il rispetto per l’ambiente tra le regole fondamentali del suo codice etico.

Fonte foto: Giuseppe Distefano - Etna Walk

Loredana Agata Giacolla

 

 

 

 

CC SCIATORI.jpgCon l'apertura della stagione sciistica 2016, anche i Carabinieri sono tornati sulle piste da sci. A prestare questa importante opera di soccorso e vigilanza sono, per il versante settentrionale dell'Etna, i Carabinieri sciatori della Stazione di Linguaglossa.

Saranno impegnati a garantire giornalmente la sicurezza di tutti gli appassionati di sport invernali, vigilando sul rispetto delle regole di sicurezza, intervenendo su incidenti e infortuni per ricostruirne la dinamica ed accertare responsabilità civili e penali, nonché prestando opera di soccorso e salvataggio: si tratta di personale qualificato, le cui competenze e capacità si differenziano da quelle dei Carabinieri impiegati nei generici servizi di vigilanza in località turistiche invernali.

Presso il "Centro Carabinieri addestramento alpino" di Selva di Val Gardena (BZ), i Carabinieri sciatori effettuano una progressione di corsi, tra i quali un "corso integrativo e di abilitazione al servizio di soccorso sulle piste" e un "corso sciistico di qualificazione". I corsi comprendono istruzioni di tecnica sciistica, istruzioni pratiche sul primo intervento in favore di infortunati e sull'uso dei mezzi per trasportare a valle gli stessi, nonché istruzioni teoriche di pronto soccorso svolte da un traumatologo.

Le specializzazioni conseguite consentono ai carabinieri sciatori di agire con piena competenza in caso di infortuni, di intervenire per evitare ulteriori danni al ferito, di prestargli le prime cure ed accompagnarlo o trasportarlo al posto di pronto soccorso.
Nell'occasione, i Carabinieri ricordano le 10 regole F.I.S. che costituiscono il decalogo dello sciatore, considerate quale sintesi del modello ideale di comportamento dello sciatore e dello snowboarder coscienziosi, prudenti e diligenti. Essi sono tenuti a conoscerle e rispettarle.

Se l'inosservanza di queste regole causa un incidente, lo sciatore o lo snowboarder coinvolti possono essere considerati in condizione di "colpa", ed essere chiamati a rispondere per tutte le responsabilità conseguenti:

1) Rispetto per gli altri: Ogni sciatore deve comportarsi in modo da non mettere in pericolo la persona altrui o provocare danno;

2) Padronanza della velocità e del comportamento: Ogni sciatore deve tenere una velocità e un comportamento adeguato alle proprie capacità nonché alle condizioni generali del tempo;

3) Scelta della direzione: Lo sciatore a monte il quale, per la posizione dominante, ha la possibilità di scelta del percorso, deve tenere una direzione che eviti il pericolo di collisione con lo sciatore a valle;

4) Sorpasso: Il sorpasso può essere effettuato tanto a monte quanto a valle, sulla destra o sulla sinistra, ma sempre a una distanza tale da consentire le evoluzioni dello sciatore sorpassato;

5) Attraversamento incrocio: Lo sciatore, che si immette su una pista o attraversa un terreno di esercitazione, deve assicurarsi, mediante controllo visivo a monte e a valle, di poterlo fare senza pericolo per se e per gli altri;

6) Sosta: Lo sciatore deve evitare di fermarsi, se non in caso di assoluta necessità sulle piste e specialmente nei passaggi obbligati o senza visibilità. In caso di caduta lo sciatore deve liberare la pista al più presto possibile;

7) Salita: Lo sciatore che risale la pista deve procedere soltanto ai bordi di essa ed è tenuto a discostarsene in caso di cattiva visibilità. Lo stesso comportamento deve tenere lo sciatore che discende a piedi la pista;

8) Rispetto della segnaletica: Tutti gli sciatori debbono rispettare la segnaletica delle piste;

9) In caso di incidente: Chiunque deve prestarsi per il soccorso in caso di incidente;

10) Identificazione: Chiunque sia coinvolto in un incidente o ne sia testimone è tenuto a dare le proprie generalità.

Per i più piccoli, si ricorda che l'uso del casco è obbligatorio. La legge prevede l'obbligo di indossare il casco per tutti i ragazzi fino a 14 anni. Il mancato utilizzo del caschetto farà scattare una multa da 30 a 150 euro (in base alle norme sulla depenalizzazione - legge 689/1981- si prevede una sanzione di 50 euro). Molte altre, ancora, sono le infrazioni rilevabili dai Carabinieri sciatori che, quando non comportano responsabilità amministrative, civili o penali, possono comportare il ritiro dello Skypass, per violazione del regolamento d'uso di piste ed impianti.

Per gli appassionati di fuori pista, si invita a ricordare di: Portare sempre con sé l'Arva, apparecchio elettronico che consente di essere rintracciati in caso di valanga; Mai andare da soli; E' consigliabile andare in un gruppo di 4/5 persone; Comunicare sempre la meta e i tempi dell'escursione; Farsi accompagnare da una guida; Informarsi sulle previsioni meteo ed osservare costantemente lo sviluppo del tempo; Lo sciatore educato non abbandona mai rifiuti e non danneggia l'ambiente. Rispetta la cultura e le traduzioni locali ricordandosi che è sempre un'ospite delle genti di montagna.

Fonte foto: Sala Stampa Comando Provinciale Carabinieri di Catania

Sala Stampa

Comando Provinciale Carabinieri di Catania

 

153.JPGSabato 13 giugno 2015: al via la nona edizione della SuperMaratona dell'Etna. Dal mare alla sommità del vulcano per un'esperienza unica.

Dalle calde spiagge di Marina di Cottone, nel comune di Fiumefreddo di Sicilia, a quota 0 sul livello del mare, fino a quota 3000 metri, sulla terra nera, ancora coperta da neve, della zona sommitale del versante nord dell’Etna, in Comune di Castiglione di Sicilia. Un percorso di 43 kilometri, ben 3000 metri quasi totalmente in salita: ecco cos’è la SuperMaratona dell'Etna “da 0 a 3000”.

Un tracciato di 43,150 kilometri, di poco superiore a quello di 42,195 kilometri di una classica maratona come quella di Roma o di New York, riconosciuto dal Guinness Word Record, nella sua prima edizione del 2004, come la corsa su tracciato unico col più alto dislivello al mondo: 3000 metri.

Organizzata dalla Società Etna Trail ASD, in collaborazione della FIDAL-Comitato Provinciale di Catania, del GGG (Gruppo Giudici di Gara) “V. Pistritto” Catania e di Etna Running di Fiumefreddo, la SuperMaratona dell'Etna “da 0 a 3000", giunge quest’anno alla sua nona edizione.

Un evento diventato appuntamento fisso per tutti gli amanti della corsa su strada e che richiama, ogni anno, un numero in costante aumento di atleti professionisti, provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo.

Sono infatti sempre più coloro che vogliono cimentarsi in questa speciale scalata del vulcano, dalle sue pendici sul mare fino alla vetta, alla soglia del cratere. L’edizione 2015 della SuperMaratona dell'Etna vede la partecipazione di circa 250 atleti.

La partenza da Marina di Cottone avrà luogo alle 8:00 del mattino di sabato 13 giugno 2015. Gli atleti percorreranno la Provinciale Mare Neve, proseguendo sulle strade dei comuni di Piedimonte Etneo e Linguaglossa, fino all’arrivo previsto intorno alle 12:00 a quota 3000 metri, in territorio di Castiglione di Sicilia. Il tracciato della SuperMaratona dell'Etna “ da 0 a 3000 “ si dipanerà su strade asfaltate per i 33 kilometri iniziali, mentre l’ultimo tratto, da Piano Provenzana al traguardo, si svolgerà su fondo sterrato.

La gara di corsa su strada sarà divisa in due settori: Singolo o Superstaffetta. In quest’ultimo caso l’intero percorso verrà coperto da tre atleti che si daranno il cambio ogni 15 kilometri.

Quasi 4 ore di corsa, con solo 2 soste tecniche. I record di velocità sul percorso spettano a Giorgio Calcaterra con 3H.43’.44’’, stabilito nel 2008, per la categoria maschile, e a Monica Casiraghi con 4H.39’.18’’, stabilito anche’esso nell’edizione del 2008, per la categoria femminile.

La SuperMaratona dell'Etna non è solo un grande evento sportivo in cui i partecipanti sfidano i propri limiti, ma è anche un evento di valorizzazione dell’Etna, a pochi giorni dal secondo anniversario del riconoscimento del vulcano a Patrimonio dell’Umanità Unesco.

Foto del redattore

Loredana Agata Giacolla

 
Funivia.jpgUna straordinaria esperienza sul vulcano attivo più alto d'Europa (3.340 metri) è quello che si attendono i turisti quando si apre loro il panorama di lava e pietre dell'Etna, grazie all'organizzazione capillare della società Funivia dell'Etna, unica azienda ad essere autorizzata ad accompagnare in cima al vulcano, in assoluta sicurezza, i turisti.

Tra qualche giorno, l'avventura proseguirà e coinvolgerà il turista in una dimensione nuova, unica ed entusiasmante: il visitatore diventerà unico protagonista della sua avventura sulle pendici del vulcano. All'interno della Stazione di Partenza della Funivia dell'Etna sarà a breve inaugurata una modernissima sala cinesfera con un simulatore in 7D. Il magico mondo "lunare" dell'Etna, quindi, si aprirà alla tecnologia d'avanguardia (in Italia esistono pochissime sale in grado di proiettare film in 7D) da vivere intensamente.

Nel viaggio alla scoperta dell'Etna il "turista – guest star" partirà per una classica gita: dai Crateri Silvestri al belvedere della Montagnola sino alla Torre del Filosofo. Poi qualcosa improvvisamente cambierà...e lo spettatore dovrà affrontare le difficoltà del vulcano: ogni azione sarà vissuta con la sensazione straordinaria di essere vera, ci si sentirà sfiorati e strattonati, e poi catapultati nel bel mezzo di una grande eruzione con lapilli di lava da cui scappare; gli ospiti diventeranno un tutt'uno col vulcano, in una indimenticabile avventura, almeno sino a quando non avranno tolto gli occhiali usa e getta.

Si chiama "Etna Experience", il cortometraggio di 5 minuti, ideato dalla Funivia dell'Etna. La sala, composta da 42 posti a sedere, sarà la prima di tante novità in serbo dalla Funivia dell'Etna per arricchire il ventaglio di proposte per i turisti in visita sul versante Sud del Vulcano. Tra le iniziative in fase di realizzazione anche il Museo dell'Etna, un'esposizione di reperti che racconteranno attraverso vari pezzi di storia e natura la vita del vulcano: dagli sci allo slittino, dalla flora alla fauna senza tralasciare nessun dettaglio che possa narrare la magia dell'Etna.

Fonte foto:ufficio stampa

Ufficio Stampa

 
La penultima fine del mondo.jpgLa scrittrice catanese presenta il suo romanzo e offre un aperitivo "apotropaico" per gli opportuni scongiuri

 Si buttano giù, nel vuoto, e sorridono... Non si tolgono la vita, ma escono dalla vita... Perché lo fanno? La domanda serpeggia lungo tutte le pagine del romanzo "La penultima fine del mondo", nuova fatica della pluripremiata scrittrice e giornalista catanese Elvira Seminara: un racconto il suo, edito nel 2013 per i tipi di Nottetempo, dalla scrittura leggera e divertente, comicamente lieve e satirica, ma che lascia in gola e nell'anima gli interrogativi di sempre. Il libro è infatti lucida metafora del conformismo globalizzato della nostra società dominata dai media e dall'effimero, dove però s'impone un labile confine: la confusione tra la vita e la sua ineluttabilità verso la morte.

L'autrice sarà protagonista martedì 10 settembre, alle ore 21, del terzultimo appuntamento di "LibrinScena 2013", il ciclo di incontri letterari promosso dal Teatro Stabile di Catania, nella suggestiva cornice del cortile Platamone, intitolato all'attrice Mariella Lo Giudice. La rassegna, premiata da vivo successo, è stata voluta fortemente dal direttore dello Stabile etneo Giuseppe Dipasquale, per rinnovare così la formula del dialogo con rinomati autori di novità editoriali, nel mondo della narrativa e del giornalismo. La nuova edizione di "LibrinScena 2013", alla cui cura ha collaborato Ornella Sgroi, è sostenuta dal prezioso contributo dello Sheraton Catania Hotel. La conduzione della serata sarà affidata alla stessa Sgroi, la letture dei brani all'attore Giampaolo Romania. Previste inoltre le proiezioni del booktrailer del romanzo realizzato da Rosario Castelli e di un altro booktrailer di Giovanni Romolo Flaccomio.

Innovativa nella scrittura e creativa pop artist, Elvira Seminara condurrà il suo pubblico ad investigare su un surreale caso "noir", che ha come set un paese da favola, alle pendici dell'Etna, con il suo fiume, il suo campanile, la sua pineta, con tanti cani e tanti bambini, simbolo per eccellenza di candida innocenza. Una piccola marqueziana Macondo, insomma, in cui irrompe il contemporaneo con la sua drammaticità: la gente comincia a morire, lanciandosi da balconi e scarpate, senza nessun motivo apparente. Da questo momento tutto inizia a sfaldarsi. Ed è qui che la vena artistica della versatile autrice si dispiega in tutta la sua forza: la Seminara, infatti, comincia a "raccontaminare", a "rici-creare" (per sua stessa ammissione, due neo-verbi a lei molto cari), delineando, così, una città distopica. Anti-utopica. Dove è sempre notte e piove quasi sempre. Piove acqua e piovono inspiegabilmente, quei suicidi che lasciano il mondo con un ghigno beffardo. Partirà un'inchiesta che spingerà verso piste di ogni genere, da quella tossico-ambientale a quella satanica. E la stampa internazionale si appassionerà al caso, trasformando il paese in un centro di attrazione mediatica, dove tutto è metafisico, inspiegabile.

Per preparare scaramanticamente gli intervenuti all'incontro con "La penultima fine del mondo", Elvira Seminara offrirà un aperitivo "apotropaico" adeguato a rafforzare gli opportuni scongiuri. E ciò grazie alla disponibilità dell'Azienda Parisi di Carlentini, che per l'occasione ha predisposto diversi tipi di pane che prenderanno la forma dei più tradizionali, accreditati, efficaci (?) portafortuna. Insomma per affrontare nella migliore disposizione un tema come quello trattato, è necessaria un'atmosfera "magica" e rilassante, alla quale contribuirà il maestro Ferdinando D'Urso, compositore e sassofonista, che ha creato per l'occasione il brano "Ad ali spiegate". D'Urso eseguirà anche altri pezzi di cui è autore, contenuti in "Slam", disco di prossima uscita, inciso con il suo gruppo "I giganti della montagna": una selezione di composizioni che cercano di mettere insieme gli stilemi compositivi della musica d'arte occidentale (in particolare quella legata alla seconda scuola di Vienna) e gli aspetti improvvisativi del jazz d'avanguardia. Il tutto spennellato di musica popolare siciliana. Immancabile il brindisi al (forse) scampato pericolo, grazie al contributo dell'Azienda vinicola Al-kantara di Pucci Giuffrida.

Il successivo appuntamento con "LibrinScena" è fissato per sabato 14 settembre, alle ore 21, sempre alla Corte "Mariella Lo Giudice" con la lettura-spettacolo di Fabrizio Gatti, giornalista d'inchiesta del settimanale "L'espresso", autore dell'incisivo "Gli anni della peste" (Rizzoli), illuminante riflessione sul fenomeno mafioso.

Fonte foto:ufficio stampa

Ufficio stampa

 

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Una politica  distante dalla società operosa, sempre più in affanno nella ricerca di soluzioni all’emergenza economica aggravata dalla perdita inarrestabile di forza lavoro, senza prospettiva di un futuro di concrete visuali all'orizzonte immediato, rappresenta, oggi, sia su scala nazionale, sia nelle realtà locali, un pesante fardello da maneggiare con cura.

 

 

I proclami dei candidati  sembrano dare fiato esclusivamente o prevalentemente al voto di protesta, spesso polverizzato in fantasiose liste civiche, che al di là dei buoni propositi da Pinocchio, già smentiti il giorno dopo, anzi il minuto successivo alla promessa, non soddisfano la pancia brontolante del cittadino.

Oggimedia ha la possibilità di tastare il polso della situazione in vista delle prossime consultazioni amministrative in Sicilia, previste per il 9 e 10 Giugno, per il rinnovo di diverse amministrazioni comunali, intervistando un professionista che ha scommesso su un piccolo centro dell’Hinterland catanese, per lanciare l’idea di un laboratorio di esperienze intorno ad una squadra di gente giovane e giovanissima, madri di famiglia che si dividono tra lavoro e famiglia: l’architetto Orazio Amantia, già consigliere comunale a San Pietro Clarenza.

Dott. Amantia, essendo architetto, avrà una sensibilità peculiare per il bello, per l’ordine armonico delle cose.  Quanto è importante la “bellezza” nella gestione della “Res Publica”?

«E’ importante nella misura in cui la gestione cosiddetta “bella”, armonica del bene pubblico si manifesta, già, nelle credenziali di accesso del luogo ossia dalle vie che portano ad una città. Chi si reca vuole coglierne lo spirito di peculiarità, di distinzione dalla facciata».

Lei ha usato mezzi convenzionali per la comunicazione al cittadino, incontrando prima le famiglie, poi i giovani e, a seguire, gli anziani in spazi pubblici, non sottraendosi al confronto aperto, alle critiche, a volte colorite. Come mai non si è avvalso dei social network come Facebook, Twitter per “acchiappare” l’attenzione della gente?

«Riconosco la valenza significativa della tecnologia, ma non ritengo esse possa sostituirsi al contatto visuale diretto. Sicuramente i Giovani sono i primi interlocutori a fare del social network il portale di accesso alle relazioni d società. Ciò non vuol dire, tuttavia, che si “acchiappa” il curioso interesse del in modalità virtuale. Sento il bisogno di un dialogo serrato scaturito da una stretta di mano, da in caffè al bar!».

Se venisse eletto sindaco di una piccola realtà quale San Pietro Clarenza, considerando che  il comune denominatore di molte amministrazioni sono le casse esangui,  cosa potrà fare per quei giovani che stancamente annoiati giocano lo scorrere del loro fresco tempo in luoghi di ritrovo quali la “piazza”, senza cercare più un lavoro?

«Riconoscendo il potenziale “ tecnologico” delle generazioni dei nativi digitali, una prima iniziativa, qualora divenissi sindaco di San Pietro Clarenza, sarebbe quella di sintonizzarmi sulla loro curiosa natura, votata allo spontaneo utilizzo degli strumenti di nuova comunicazione quali Facebook, offrendo la creazione di Wi-fi Point gratuiti sia nel cuore del centro storico, sia nelle aree marginali del paese».

Quanto pensa potrebbe incidere una politica di formazione mirata alla professionalizzazione immediata dei giovani attraverso laboratori di addestramento professionale, artigianale, in sinergia con l’istituzione scolastica?

«Ritengo indispensabile promuovere la valorizzazione di un confronto serrato sul territorio con le agenzie della formazione, ponendo significativamente l’accento sul ruolo, tutto nuovo da riscoprire, dei mestieri dell’artigianato; quell’artigianato che, incentivato attraverso percorsi affiancati e integrati con il percorso di istruzione istituzionale, offrano ai giovani opportunità di muoversi nel futuro, guardando ai mestieri dei padri che, oggi, creerebbero occasioni, sicuro valore aggiunto in un momento di crisi grave dell’occupazione».

Nell’ultimo decennio San Pietro Clarenza, più di ogni altro piccolo centro del lato sud ovest dell’Etna ha conosciuto un boom di espansione edilizia. Non pensa che senza servizi di qualità saggiamente distribuiti, il paese godrebbe della fama di luogo di transizione o peggio, di dormitorio ?

«Di fatto, oggi sembra essere così. Consideri che la gente, come nel resto della nazione, si muove verso le periferie, dato che il costo del “mattone" è più basso. Si lascia alla città il ruolo di faro di riferimento per i servizi. Nello specifico, la situazione in un quadro generale, dovrebbe vedere San Pietro Clarenza inserito nel tessuto di una area metropolitana, che organicamente ”assegna” la funzione di Polo di riferimento ora per questa attività, ora per quest’altra; così, ad esempio, potrei immaginare il mio paese centro di aggregazione per attività sportive, laddove un altro centro confinante potrebbe essere richiamo di servizi di tutt’altra tipologia. E’ un meccanismo non automatico, che richiede tempi istituzionali lunghi».

Lei è un responsabile della protezione civile, nel settore della prevenzione del rischio sismico. Saprà bene, quindi che, oltre ai pericoli connessi all’attività eruttiva del vulcano  la provincia di Catania, secondo le mappe dell’Ingv ( istituto nazionale di Geofisica e vulcanologia) si  trova in massima parte in corrispondenza della faglia di “Noto”. Quali piani fattibili di protezione del cittadino, passanti dall’individuazione di aree di emergenza attrezzate e accessibili, attuarebbe, passando, magari, attraverso simulazioni di protezione civile regolari nel tempo?

«Il paese di San Pietro Clarenza ha un’area riconosciuta come centro di raccolta della popolazione qualora si verificasse, malauguratamente, un evento naturale quale eruzione o terremoto. Ciò che mi duole, invece, è  constatare l’assenza di un piano di prevenzione del rischio sismico, specie alla luce di una diffida da parte della Prefettura e del Dipartimento della Protezione civile».

San Pietro Clarenza ha conosciuto una breve stagione di lustro negli anni Novanta, promuovendo manifestazioni con esibizione di artisti del pennello. Quali iniziative per la rinascita culturale del paese?

«Organizzerei vari momenti di aggregazione di cultura, a cominciare dalle estemporanee di Pittura, che, hanno dato lustro in passato al paese. Immagino di vedere organizzato, ogni anno, un concorso a tema, in cui artisti del pennello si muovono per le strade dei diversi quartieri di San Pietro Clarenza, cogliendone una emozionale visione. Non sarebbe certo l’unica, ma una delle tante iniziative, compatibilmente con il Budget finanziario del Comune».

Guardando allo svantaggio sociale, che è tanto giovane quanto anziano, quale visione del Welfare possiede?

«Come è previsto al punto primo del mio programma, attuando una politica del risparmio attraverso il contenimento del costo della politica, mi muoverei nel sostegno alle famiglie meno abbienti, che hanno difficoltà nel pagamento della imposta sulla casa; imposta, che ritengo non potrà essere tolta. Inoltre, se le finanze lo consentissero, proporrei l’aiuto economico per i malati cronici, gli anziani sotto forma di contributo per ticket delle prestazioni sanitarie e farmaci». 

Lei ha annunciato , che qualora eletto sindaco , rinuncerebbe alle indennità spettanti di carica . Non potrebbe essere un "de ja vù”, considerato che i “cittadini”, eletti nelle fila del movimento cinque stelle, hanno già fatto tali annunci?

«Confermo che è mia serena e forte convinzione che posso operare per il mio paese natale a costo zero, non prendendo alcun emolumento. Non chiederei nemmeno la Benzina per venire da Catania a San Pietro Clarenza. Certamente, non posso pretendere che i membri della mia squadra, qualora risultassimo vincitori della prossima tornata elettorale, rimettano di tasca propria eventuali trasferte lunghe».

Oggimedia ringrazia l’architetto Orazio Amantia per avere concesso questo spazio di confronto.

Fonte concessa gentilmente dall'Architetto Orazio Amantia

Francesco Trovato

 

Etna.jpgEtna, forte eruzione dal cratere Voragine. Cenere fino a Reggio Calabria. L'Etna, il vulcano attivo più alto d'Europa, torna a farsi ammirare attraverso una nuova spettacolare eruzione. Intorno le ore 20 di mercoledì 2 dicembre una maestosa fontana di lava ha iniziato a sgorgare dal cratere Voragine, uno dei quattro crateri sommitali del vulcano, ed ha liberato un enorme quantitativo di cenere e lapilli.

Il picco dell'attività stromboliana è stato raggiunto a notte inoltrata, tra le ore 03.00 e 04.00, con le prime manifestazioni di pioggia di sabbia vulcanica che ha iniziato a depositarsi sui comuni della fascia jonica. Linguaglossa, comune della Provincia di Catania posto sulle pendici nord-orientali dell'Etna, è stato uno dei primi centri abitati ad essere interessato dalla caduta di cenere.

I venti hanno poi spinto la nube vulcanica in direzione dei comuni di Milazzo, Francavilla di Sicilia, Messina e Reggio Calabria. Proprio nelle due città dello Stretto si sono registrati i maggiori disagi a causa l'abbondante presenza di cenere caduta dal cielo.

Nel comune calabrese la nube di cenere ha addirittura oscurato la vista del sole per diversi minuti. È stata disposta inoltre la chiusura dell'aerostazione Tito Minniti di Reggio, con il traffico aereo che è stato dirottato su Lamezia. Non si sono invece registrate difficoltà presso l'aeroporto Fontanarossa di Catania. La caduta di cenere proveniente dall'Etna non ha interessato, in linea di massima, le pendici meridionali del vulcano.

L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania ha reso noto che l'evento parossistico «si colloca fra quelli più violenti dell'Etna dell'ultimo ventennio» e che «all'alba l'attività eruttiva era sostanzialmente cessata, anche se alcune deboli emissioni di cenere sono avvenute ancora sia dalla Voragine sia dal Cratere di Nord-Est e dal piccolo cratere a pozzo apertosi recentemente sull'alto fianco del Nuovo Cratere di Sud-Est». I valori che determinano l'attività dell'Etna sarebbero già rientrati nella norma.

Fonte Foto: www.strettoweb.com

http://www.strettoweb.com/wp-content/uploads/2015/12/Etna.jpg

Salvatore Rocca

 
Etna: Il preludio di  una grande eruzioneNegli ultimi mesi, nei Paesi Etnei, è stata osservata una sostenuta ciclicità di fenomeni eruttivi dell'Etna. Si è passati, infatti, da un evento parossistico mensile, nei primi sei mesi dell'anno, ad una eruzione ogni 15 giorni, fino alle recenti attività della durata di un paio di ore circa ogni 5-6 giorni.

È questo il segnale evidente di una ripresa massiccia dell'azione eruttiva del vulcano, normalmente contraddistinta da emissioni di gas o da attività stromboliana.

In queste fasi il vulcano ha dato vita a spettacolari fontane di lava e potenti boati che, pur facendone la gioia di studiosi ed appassionati di vulcanologia, hanno tenuto in agitazione gli abitati delle aree pedemontane, soprattutto per i non pochi disagi causati dalla copiosa quantità di ceneri vulcaniche emesse, difficoltà alla viabilità, danni alle colture e la coincidente chiusura dell'Aeroporto Vincenzo Bellini di Catania.

Ma cosa sta accadendo al vulcano più alto d'Europa?

Ecco le parole del Dr. Salvatore Giammanco, ricercatore dell'INGV di Catania:

«Tutto questo è preludio ad una importante fase effusiva. L'Etna in questi giorni scarica in media tra i 700 mila e 1 milione di metri cubi di lava per ogni eruzione – continua il Dr. Giammanco –  Un'eruzione importante arriva a riversare varie decine e talora centinaia di milioni di metri cubi di lava fuori dal vulcano».

Secondo il Dr Giammanco, sono presenti tutti i presupposti che prevedono per l'Etna una grande eruzione entro i prossimi sei mesi.

Non ci resta, allora, che attendere e continuare a goderci i meravigliosi spettacoli che il nostro amato vulcano ci riserverà per i prossimi mesi.

Foto di Filippo Reitano 

Manuela Tarso

 
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