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guardia di finanza

porto di salerno.jpgUn carico davvero stupefacente. Nel corso di un'indagine coordinata dalla Procura Distretturale della Repubblica di Catania, i militari della Guardia di Finanza etnea hanno sequestrato 110 chilogrammi di cocaina su una nave bloccata nei giorni scorsi al Porto di Salerno.

Il carico di cocaina doveva essere destinato ad approdare al Porto di Palermo, in Sicilia, ma è rimasto fermo allo scalo commerciale campano all'interno di un container. La “merce” era arrivata a Salerno lo scorso fine settimana a causa della modifica di una tratta che avrebbe altrimenti condotto lo stupefacente nell'isola.

Sorpresi da questo contrattempo, i trafficanti avevano dunque deciso di trasportare i 110 chilogrammi di cocaina su strada, ma la presenza delle Fiamme Gialle ha fatto saltare anche il “piano b”. La droga, a quanto pare proveniente dalla Colombia, farebbe parte di un grande traffico internazionale di stupefacenti manovrato dalla criminalità organizzata.

La Procura di Catania, che monitorava da mesi i traffici illegali, ha emesso quattro fermi nelle città di Palermo e Frosinone. Due arresti sono stati eseguiti in Sicilia, mentre una terza persona è stata fermata nel Lazio. All'appello mancherebbe un quarto soggetto, attualmente irreperibile.

Le persone arrestate a Palermo sarebbero direttamente connesse con la mafia palermitana. Una di queste sarebbe consanguinea di un influente capomafia del quartiere Brancaccio, attualmente rinchiuso in carcere per scontare un 41bis.

Fonte Foto: www.tvoggisalerno.it

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Salvatore Rocca

 

guardia di finanza catania.jpgRetata dei militari del Comando Provinciale di Catania che nelle scorse ore hanno posto sotto sequestro un ingente quantitativo di preziosi e prodotti non sicuri ritrovati all'interno di un'attività commerciale gestita da un cittadino bengalese ed ubicata nel Centro storico del capoluogo etneo.

L'operazione è stata eseguita dalla Guardia di Finanza etnea durante l'attività di controllo del territorio finalizzata al contrasto del traffico di merci illegali da parte di ambulanti non in regola. I militari hanno sequestrato 55 kg circa di corallo grezzo e quasi 20 kg di monili in argento. La merce era pronta per essere rivenduta.

La Guardia di Finanza di Catania ha rinvenuto, inoltre, numerosi articoli per la profumazione di ambienti, contenenti aromatici contrassegnati come nocivi per la salute e oltre 6 milioni di articoli di bigiotteria che non erano dotati delle caratteristiche necessarie per essere venduti.

Durante i controlli, le Fiamme Gialle hanno accertato che il gestore dell'attività commerciale non era provvisto della regolare licenza rilasciata dall’autorità di Pubblica Sicurezza che consente la commercializzazione e la lavorazione di oggetti preziosi.

Il responsabile è stato immediatamente segnalato alla Procura della Repubblica di Catania per i reati previsti dal Codice del Consumo e alla competente Autorità Amministrativa in merito all'assenza della licenza amministrativa.

Fonte Foto: www.gds.it

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Salvatore Rocca

 

arancini GdF.jpgLa Guardia di Finanza sequestra circa 3.000 stampi fabbricati in Cina utili a realizzare in casa gli arancini, tipica tavola calda siciliana. GdF denuncia 127 persone, una rete made in Italy che aveva brevettato l’arancinotto importando falsi dalla Cina.

Il plagio nell’ambito commerciale è una prassi ai limiti del legale, molto spesso illegale, contrastata egregiamente dalla guardia di Finanza. Nel ragusano la GdF sequestra circa 3.000 stampi cinesi di un prodotto alimentare, brevettato totalmente “made in Italy”, denominato arancinotto. Il prodotto è una creazione ingegnosa di una famiglia ragusana e il sequestro è avvenuto su scala nazionale da parte della Guardia di Finanza di Ragusa.

Sono state denunciate 127 persone divise tra chi importava l’arancinotto e chi lo vendeva, inoltre, sono state coinvolte circa 100 imprese, di cui cinque, nello specifico, possedevano il compito di importare i falsi made in Italy dalla Cina. La Guardia di Finanza presume che arancinotto e stampi cinesi fossero fabbricati sotto l’input di connazionali in Italia.

L’indagine condotta dalla Compagnia di Vittoria su delega dell’autorità giudiziaria è partita dalla denuncia alla Guardia di Finanza da parte di un rappresentante legale di una società di Chiaramonte Gulfi, titolare del marchio brevettato.

I militari sono riusciti a ricostruire la filiera del falso attraverso un controllo ampio e totale: negozi, fiere, sagre, mercati rionali settimanali e monitorando siti di commercio digitale e social network. La Guardia di Finanza blocca l’ennesimo plagio ai danni del vero made in Italy, questa volta nel mirino l’arancino, uno dei prodotti alimentare più vantati in Sicilia. Seppur è stato effettuato un sequestro di stampi cinesi, non si escludono altre produzioni illecite.

Fonte foto: ansa.it

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Marco D’Urso

 

Tiziano-Ferro1-747x505.jpgI finanzieri del comando provinciale della Guardia di Finanza di Catania hanno sequestrato un ingente quantitativo di prodotti contraffatti e biglietti falsi in occasione dei due concerti del noto artista musicale Tiziano Ferro che si sono tenuti presso il Palatupparello di Acireale nei giorni del 28 e 29 novembre 2015.

Durante i controlli sono stati fermati diversi venditori ambulanti che nei pressi del luogo dell'evento spacciavano gadget non originali di Tiziano Ferro. A tal proposito la Guardia di Finanza ha segnalato 16 persone provenienti dalla Campania specializzate nella vendita di capi d’abbigliamento e gadget contraffatti. I soggetti intercettati sono stati denunciati alla locale Autorità Giudiziaria e la merce è stata sequestrata. Il materiale non autentico recava infatti il nome e l'effigie del cantante laziale.

I finanzieri, inoltre, hanno fermato tre giovani soggetti muniti di tagliandi di accesso falsi che tentavano di entrare all'interno dell'impianto sportivo. I fermati avevano acquistato i biglietti da venditori abusivi vicino alle stazioni ferroviarie di Catania e di Acireale ed hanno dovuto conseguentemente rinunciare allo spettacolo.

Nel corso dei due appuntamenti musicali insieme alla Guardia di Finanza di Catania sono intervenuti anche i militari della Tenenza di Acireale in servizio anticontraffazione che hanno presidiato le aree adiacenti al Palazzetto dello Sport.

Simili casi di contraffazione si erano verificati anche nelle altre recenti tappe di Tiziano Ferro. Ad Eboli, nell'unica tappa campana del cantante, i controlli effettuati dalla Guardia di Finanza avevano accertato l'esistenza di diverse centinaia di biglietti falsi, con circa 400 spettatori che erano rimasti fuori dal locale palazzetto perchè non autorizzati all'accesso.

Fonte Foto: www.gds.it

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Salvatore Rocca

 

foto sequestro beni-2.jpgDacca S.p.a, la Guardia di Finanza sequestra i beni del titolare. La storica società catanese “Dacca S.p.a”, attiva nel commercio all'ingrosso di piatti, bicchieri ed altre stoviglie monouso in plastica, è finita nel mirino della Guardia di Finanza di Catania che ha eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni per quasi 2 milioni di euro.

Destinatario del sequestro è stato l'imprenditore Giuseppe D'Agostino, rappresentante legale della società, noto sul territorio etneo come “il re della plastica”. Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Catania per richiesta della Procura della Repubblica di Catania a seguito di una segnalazione da parte dell'Agenzia delle Entrate di Catania.

L'accusa è di omesso versamento dell'IVA relativa all'anno 2013. Nella mattinata di venerdì 25 settembre i militari hanno dunque posto i sigilli a due ville ed un terreno a Zafferana Etnea, nonchè a due appartamenti ad Acireale. L'ammontare del valore dei beni si aggira intorno a 1,8 milioni di euro e sono stati anche rintracciati rapporti finanziari con saldi attivi per oltre 80.000 euro, quote di quattro società e due vetture intestate sempre al titolare della società Dacca.

Il provvedimento cautelare è scattato anche grazie all'accordo di collaborazione stretto nel mese di marzo 2015 tra la Procura della Repubblica etnea, la Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate per la Sicilia e la Guardia di Finanza di Catania.

Non è un caso, infatti, che l'autorità giudiziaria abbia delegato il Nucleo di Polizia tributaria per lo svolgimento delle indagini patrimoniali finalizzate all'aggressione di beni intestati a chi si renda responsabile di reati tributari.

Fonte Foto: www.cataniatoday.it

http://3.citynews-cataniatoday.stgy.it/~media/originale/25045367224222/foto-sequestro-beni-2.jpg

Salvatore Rocca

 

IMG_5623-0.jpgIn piena attività di duplicazione, una centrale di masterizzazione illegale è stata scovata dalla guardia di Finanza di Catania all’interno di un negozio d’elettronica in via Garibaldi. Le copie pirata venivano distribuite nei mercati rionali.

Tramite l’ausilio dei militari, la guardia di Finanza ha potuto scoprire e sequestrate più di 3.000 CD e DVD illegali all’interno di un negozio d’elettronica. Una doppia facciata quella del negozio di via Garibaldi in cui all’interno si nascondeva una vera e propria centrale di masterizzazione illegale.

In piena attività durante l’irruzione e il conseguente sequestro da parte della Guardia di Finanza di Catania, la centrale di masterizzazione illegale era un complesso assemblamento di numerosi componenti hardware collegati al PC cui, a sua volta, vi erano collegate diverse periferiche tra masterizzatori e stampanti.

La complessa macchina costruita permetteva in tempi brevi della duplicazioni di svariati CD e DVD di varia tematica: dalle più recenti opere cinematografiche ai brani musicali, con annesse locandine o copertine.

La centrale di masterizzazione illegale scoperta dalla Guardia di Finanza di Catania all’interno di un negozio d’elettronica ha l’aggravante di aver duplicato illegalmente circa 3.500 CD e DVD, inoltre, le stesse copie sarebbero poi state immesse nei mercati rionali, infatti, durante le attività di monitoraggio da parte della Guardia di Finanza è stato accertato che all’interno dell’apparentemente innocuo negozio d’elettronica di via Garibaldi vi era un continuo transito di cittadini extracomunitari, i quali entrando a mani vuote ne uscivano con buste piene zeppe di materiale audio-video pirata; loro stessi, successivamente, si dirigevano ai mercati rionali per imbastire le loro bancarelle abusive.

L’intervento della Guardia di Finanza nei locali che ospitavano la centrale di masterizzazione illegale si è concluso con la denuncia del titolare, il sequestro in toto del materiale illecito e l’attrezzatura con cui venivano eseguiti.

Fonte foto: cataniaoggi.com

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Marco D’Urso

 

finanza.jpgBlitz della Guardia di Finanza in Corso Sicilia contro il business delle griffe contraffatte. I militari hanno sequestrato oltre 35.000 articoli tra prodotti contraffatti e tutelati dal diritto d’autore. Sono stati inoltre denunciati nove ambulanti extracomunitari.

I controlli, già in vigore da diversi giorni, si sono concentrati sulla zona di Corso Sicilia e Piazza Carlo Alberto, dove ha sede la tradizionale ″Fera 'O Luni″, storico mercato della città di Catania. In via Giordano Bruno la Guardia di Finanza ha scoperto un deposito clandestino di prodotti contraffatti gestito da uno degli indagati.

Il commerciante extracomunitario è stato sorpreso mentre stava prelevando la merce dal magazzino per esporla sulla propria bancarella. Durante la perquisizione sono state sequestrate migliaia di etichette con loghi contraffatti delle più note griffes della moda da applicare su prodotti come borse, scarpe e capi d'abbigliamento.

Sempre in Corso Sicilia sono stati sequestrati circa 500 articoli di abbigliamento già in vendita ed oltre 1.600 tra cd e dvd illecitamente riprodotti contenenti musica e film.

Fonte Foto: www.ansa.it

http://www.ansa.it/webimages/img_457x/2015/3/14/b14ad45f9b211e094b8bab901c4e2291.0

Salvatore Rocca

 

Padre e figlia bloccati dalla neve sull'Etna: soccorsi dalla Guardia di FinanzaI finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania hanno tratto in salvo ieri sera un padre e la figlia di 15 anni rimasti bloccati sull'Etna a causa della neve.

I due, infreddoliti, si trovavano in contrada Miria, nel comune di Biancavilla, sul versante Sud-Ovest dell’Etna a circa 1100 mt di quota ed erano rimasti intrappolati all'interno della loro autovettura a seguito di una bufera di neve che aveva reso impossibili gli spostamenti.

Padre e figlia, residenti a Mascalucia, sono stati rintracciati e soccorsi dalla pattuglia del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Nicolosi, già in attività di servizio di controllo del territorio.

I militari hanno posto in sicurezza i due malcapitati, caricandoli sull'automezzo delle Fiamme Gialle e trasportandoli presso la caserma di Nicolosi, dove, ad attenderli, vi erano alcuni familiari.

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania segnala che «anche alle pendici dell'Etna, in questi giorni di avverse condizioni meteorologiche, è facile imbattersi in rapidi mutamenti del tempo che possono dar vita a forti bufere di neve, anche improvvise».

Per questo, le Fiamme gialle invitano a «porre la massima attenzione prima di avventurarsi anche su strade che si ritengono transitabili».

Fonte Foto: www.essepress.com

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Salvatore Rocca

 
guardia-finanza.jpg_415368877.jpgUna coppia nel napoletano ha saputo come sfruttare la grande affluenza di immigrati in Italia, rubando i soldi destinati a questi ultimi. La Guardia di Finanza ha arrestato il presidente di un'associazione onlus e la sua compagna.

Quella che avrebbe dovuto essere un'associazione senza scopi di lucro, si è rivelata infine una macchinazione volta alla truffa e all'appropriazione indebita. Questi i capi d'accusa per una coppia di Giugliano in Campania (Napoli), la quale intascava i soldi destinati all'assistenza agli immigrati.

La Guardia di Finanza ha arrestato i due, membri della presunta onlus "Un'ala di riserva".

Per il presidente dell'associazione, Alfonso De Martino, è stata disposta la custodia in carcere, mentre la sua compagna, Rosa Carnevale, è adesso agli arresti domiciliari; la truffa operata dall'associazione onlus nel napoletano è stata portata alla luce attraverso le indagini della Procura di Napoli, che ha scoperto l'illecito in seguito alla denuncia di due immigrati somali, denunciati ingiustamente da De Martino e, conseguentemente, arrestati. I due, tuttavia, hanno raccontato agli inquirenti cosa accadeva in realtà all'interno dell'associazione, permettendo l'avvio delle indagini e l'arresto da parte della Guardia di Finanza.

L'associazione onlus "senza scopo di lucro" aveva stipulato una convenzione con la Regione Campania, secondo la quale avrebbe ricevuto 40 euro al giorno, che sarebbero stati destinati all'assistenza per gli immigrati giunti in Italia dal Nord Africa, se i soldi non fossero stati intascati da De Martino e Carnevale: dal vitto all'alloggio, gli immigrati che richiedevano assistenza non hanno mai ricevuto nulla, mentre la coppia faceva incetta di immobili e denaro in contanti.

La Procura di Napoli ha accertato, infatti, dov'è finito il denaro. Immobili a Milano e a Pozzuoli, acquisto di bar e società, nonché appropriazione di denaro in contanti e attraverso fatture per operazioni inesistenti: la coppia parte dell'associazione onlus, adesso sotto arresto, aveva così intascato la somma totale di circa un milione e mezzo di euro.

Fonte foto: www.notizie.tiscali.it

http://notizie.tiscali.it/media/15/02/guardia-finanza.jpg_415368877.jpg

Rossana Francesca Barbagallo

 

 
Cassa integrazione in Italia e regolare stipendio all'estero: indagati 36 piloti di lineaLavoravano regolarmente per alcune compagnie estere, ma percepivano l'indennità della cassa integrazione in Italia: 36 piloti aerei sono adesso indagati dalla procura di Roma per truffa ai danni dello Stato pari a 7,5 milioni di euro.

Le indagini della Guardia di Finanza hanno svelato il "trucchetto" messo in atto da 36 piloti di linea italiani: mentre si trovavano in cassa integrazione per l'Inps, percependo un'indennità che in alcuni casi raggiungeva anche gli 11 mila euro, essi lavoravano regolarmente per alcune compagnie aeree straniere. Così, agli ammortizzatori sociali percepiti, si aggiungevano dai 13 ai 15 mila euro di stipendio mensili percepiti grazie al lavoro all'estero.

Per 7 anni i 36 piloti italiani, messi in cassa integrazione o in mobilità, avevano continuato ad incassare i soldi dell'Inps comunicando dichiarazioni false – ovvero, omettendo di avere altri rapporti di lavoro all'estero; ma le indagini della Guardia di Finanza, svolte incrociando i dati forniti dall'Istituto di previdenza sociale e dalle compagnie aeree straniere, hanno permesso di porre sotto inchiesta i piloti. Attualmente il caso è passato da Civitavecchia a Roma, dal momento che la procura ha al vaglio almeno altri due procedimenti per fatti analoghi.

Tuttavia, le indagini potrebbero allargarsi ulteriormente, coinvolgendo almeno altri 1000 tra piloti e assistenti di volo che probabilmente hanno attuato lo stesso stratagemma dei 36 colleghi; la procura di Roma ha quindi inviato i fascicoli, contenenti l'ipotesi di truffa, alle procure competenti, mentre l'Inps ha immediatamente sospeso l'erogazione delle indennità.

Oltre ad un regolare stipendio ed alla cassa integrazione percepita dall'istituto di previdenza sociale, i piloti di linea godevano anche di alcuni benefit messi a disposizione dalle compagnie estere: dagli alloggi al pagamento delle rette per l'iscrizione dei figli a scuola. Finiti sotto inchiesta, dovranno adesso rispondere dell'accusa di truffa ai danni dello Stato, la quale ammonterebbe a 7,5 milioni di euro.

Fonte foto: www.si24.it

http://www.si24.it/wp-content/uploads/2015/02/Piloti.jpg

Rossana Francesca Barbagallo

 
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