24-10-2014 23:15

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legge 41bis

Nuove rivelazioni emergono dal pentito Giovanni Brusca in merito al biennio stragista del '92-'93 e sulla presunta trattativa Stato-mafia. Questa volta l'ex boss di Cosa nostra, nel corso del processo sulla strage dei Georgofili nell'aula bunker del Tribunale di Firenze, addita come destinatario finale del papello di Totò Riina, l'allora ministro dell'interno Nicola Mancino.

Brusca, nella sua deposizione, parla anche di presunti rapporti che la criminalità organizzata aveva con politici di sinistra, come Andreotti. Brusca continua asserendo che Berlusconi e Dell'Utri «con le stragi del biennio 1992-1993 non c'entrano niente», ma che comunque i due sarebbero stati contattati in seguito, attraverso Mangano, al fine di caldeggiare l'accordo per alleggerire la legge 41bis che leggifera in merito all'associazione mafiosa, istituendo pene più dure per i condannati per mafia, e porre così fine alla "stagione delle stragi".

Non si è fatta attendere la risposta di Mancino: «Questa è una vendetta di Riina nei miei confronti e di chi ha combattuto la mafia con leggi che hanno consentito di concludere il maxiprocesso e rendere più severe le leggi di contrasto alla criminalità organizzata».

Brusca, attualmente collaboratore di giustizia e ritenuto dagli inquirenti un testimone importante per ricostruire i fatti avvenuti nel biennio '92-'93, Lesbian Porn
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è stato condannato per aver compiuto più di cento omicidi, tra cui quelli del piccolo Giuseppe di Matteo, strangolato e in seguito sciolto nell'acido, quello di Giovanni Falcone, della moglie e dei tre agenti della sua scorta nella strage di Capaci del 1992 .

Fonte foto: agenparl.it

Antonello Ciccarello

 
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