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san nullo 1.jpgLa metropolitana di Catania si amplia: sembrerebbe esser stata fissata la data di inaugurazione della nuova linea Borgo-Nesima della metropolitana del capoluogo etneo. Ad annunciarlo pare sia stato il sindaco Enzo Bianco sulla sua pagina facebook, sostenendo che l’inaugurazione avverrà giorno 28 marzo,

con la presenza del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti (Graziano Delrio) e il commissario della Ferrovia Circumetnea (Virginio Di Giambattista).

La nuova tratta, lunga circa 3,1 km, comprende ben quattro nuove stazioni, quali Milo, Cibali, San Nullo e Nesima, che si aggiungono alle già attive Borgo, Giuffrida, Italia, Galatea, Porto, Giovanni XXIII e Stesicoro.

In questo modo, l’intera linea metropolitana coprirà quasi 9 km e secondo quanto afferma il sindaco Enzo Bianco si tratta di “Una vera Metropolitana. Per una nuova Città. Un'alternativa concreta all'auto privata. Siamo stati di parola. Per una Città che rinasce". Da qualche settimana sono già state effettuate le prove generali per la messa in moto della nuova linea, non resta quindi che attendere il grande giorno per usufruire del servizio in maniera definitiva.

Ma le novità non finiscono qui: in concomitanza con i lavori per l’ampliamento della metro, procedono anche quelli per la costruzione del passante ferroviario ( gestito dalle ferrovie nazionali ) che dalla stazione centrale raggiunge Cannizzaro passando per le nuove stazioni: Europa, Picanello e Ognina.

Anche in questo caso, i tempi dovrebbero essere abbastanza brevi e presto Catania potrà vantare un servizio ferroviario di buon livello che servirà una larga parte della città: la stazione centrale difatti dovrebbe diventare l’anello di congiunzione tra la metropolitana e il passante ferroviario.

Fonte foto:http://1.citynews-cataniatoday.stgy.ovh/~media/original-hi/6832689451823/san-nullo-1.jpg

http://catania.liveuniversity.it

Natalia Federica Giannì

 

metroct.pngProseguono secondo programma i lavori della Metropolitana di Catania. La “Underground” catanese, potenziata dal 20 dicembre 2016 con l'entrata in funzione della tratta Stesicoro-Galatea, potrebbe presto celebrare il battesimo dell'ulteriore linea Borgo-Nesima.

Nelle scorse ore, infatti, la Ferrovia Circumetnea ha comunicato in via ufficiale la sospensione del servizio metro per la data del 4 marzo per i lavori di collegamento relativi alla nascente tratta. Secondo la nota, la Metropolitana di Catania rimarrà chiusa per l'intera giornata al fine di consentire ai tecnici il perfezionamento della linea elettrica e il relativo collaudo dei tunnel.

Come ripetuto più volte dall'amministrazione etnea, la nuova tratta Borgo-Nesima dovrebbe essere ultimata entro la prima metà del 2017. Essa comprenderà ben quattro stazioni - Nesima, San Nullo, Cibali e Milo - e darà la possibilità a migliaia di catanesi di spostarsi quotidianamente dalla zona settentrionale a quella del centro storico (e viceversa) della città di Catania.

Attualmente la Metropolitana di Catania si estende per 5,7 chilometri, una lunghezza che, con l'apertura della tratta Borgo-Nesima, verrà apliata fino a 8,8 chilometri. Si tratta di uno snodo cruciale per la Metro etnea, poiché nei mesi successivi si potrà finalmente progettare l'apertura delle future tratte di Monte Po e Aeroporto.

In queste settimane, intanto, la Metropolitana catanese ha raggiunto numeri più che rassicuranti per quanto riguarda l'afflusso di passeggeri. Nei primi mesi di servizio, la Ferrovia Circumetnea ha calcolato una stima di 5.000 clienti giornalieri, con un exploit di quasi 100.000 passeggeri transitati durante le festività di Sant'Agata di inizio febbraio.

Un trend certamente positivo per una città che soltanto di recente ha iniziato ad apprezzare i vantaggi della mobilità sostenibile.

Foto del Redattore

Salvatore Rocca

 

20150422_103401.jpgSi è tenuta stamane presso la Sala Giunta di Palazzo degli Elefanti una conferenza stampa per presentare il cronoprogramma dell'apertura delle tratte della Metropolitana di Catania da Nesima a Piazza Stesicoro. Presenti, oltre al Sindaco di Catania Enzo Bianco, anche Giovanni Pizzo, assessore alle Infrastrutture della Regione Sicilia, Alessandro Di Graziano, ingegnere dei trasporti, Virginio Di Giambattista, commissario della Fce e Rosario D'Agata, Assessore all'Ecosistema urbano.

Oggi è davvero un giorno molto importante per la nostra città - ha esordito Bianco - perchè iniziamo a presentare e delineare il volto della nuova Catania. Il mio impegno in questi primi venti mesi di attività amministrativa come sindaco è stato quello di riprendere le fila di un cambiamento radicale della città. Non si tratta di un cambiamento effimero o legato a questioni di impatto immediato, ma di un cambiamento profondo. In vista della creazione della città metropolitana ci siamo prefissati di supplire ad un deficit cronico della città legato al tema del trasporto pubblico. Noi stiamo pensando di assicurare alla città un trasporto pubblico alternativo ed adeguato. La struttura portante non puo' che essere quella della metropolitana».

Nel giro di qualche anno - ha proseguito il primo cittadino etneo - Catania diventerà una delle città dotate della migliore rete metropolitana d'Italia. Si tratta di una progettazione di massima che era stata compiuta nel periodo in cui ero sindaco di Catania dove immaginammo già questa rete e l'ultimo tratto che venne inaugurato fu quello del 1999. Oggi siamo ad un momento storico con l'abbattimento dell'ultimo diaframma. Da oggi l'aria che circola nella Metropolitana è la stessa da Nesima a Piazza Stesicoro. Quando il treno farà lo stesso percorso già si potrà parlare di una vera rete metropolitana, perchè si potrà lasciare l'auto al parcheggio di Nesima, dotato già di 600 posti, e si potrà arrivare in pochi minuti nel centro della città».

Ic Comune ha inoltre in programma di «collegare la stazione di Milo con il Polo Universitario di Santa Sofia, per poter arrivare anche nel quartiere di San Paolo con strumenti alternativi sempre connessi con la metropolitana». Vi sarà poi la possibilità di «fare anche una cabinovia per avere un collegamento con un nodo di scambio tra la Ferrovia Circumetnea, la Metropolitana ed un trasporto aereo». Ecco, secondo Bianco, «il volto della nuova Catania che inizia a prendere forma. I catanesi devono vedere non soltanto delle parole ma anche dei progetti e dei programmi con un tempo per ogni passaggio. Non presentiamo desideri ma progetti in avanzato stato di realizzazione».

 

Nell'occasione Bianco ha poi rispedito al mittente le critiche giunte dopo le sue dichiarazioni riguardo il possibile collegamento aereo tra Catania e Palermo all'indomani del crollo del viadotto Himera: «Vi assicuro che l'assessore Pizzo non è arrivato a bordo di un asino. Ci siamo adoperati per assicurare un collegamento aereo tra Palermo e Catania, qualcuno ha trovato da sorridere su questa opportunità ma il fatto è che molte compagnie aeree tra cui Alitalia, Ryanair e Meridiana hanno sfoderato un vivo interesse e ciò dimostra che ci sono gli spazi per compiere un'operazione che, almeno in una certa fase, potrà essere utile per fornire i collegamenti. Stiamo migliorando anche i collegamenti dal Porto di Catania verso Genova e il centro-nord del Paese».

 

Il progetto della nascente Metropolitana non prevede ancora la realizzazione di attrezzature per favorire l'accesso alle persone disabili. Attualmente si sta pensando alla manutenzione degli ascensori non funzionanti e all'installazione dei tornelli, ma durante la conferenza di stamane è stato comunque assicurato che a lavori ultimati e con i fondi necessari sarà possibile procedere alla copertura delle manchevolezze rimanenti.

 

Dopo la conferenza il primo cittadino di Catania, insieme al commissario della Fce Virginio Di Giambattista, ha effettuato visita ai cantieri della Metropolitana di Catania. Il sopralluogo ha interessato la zona di Piazza Stesicoro e, successivamente, l'area di Piazza Giovanni XXIII. Da qui si è proceduto all'abbattimento dell'ultimo diaframma sulla tratta Galatea-Giovanni XXIII che separava circa 50 metri di galleria. Proprio sulla zona è previsto inoltre il completamento tecnologico della tratta per 22 milioni di euro. I lavori cominceranno entro il prossimo mese di giugno e dureranno 200 giorni.


Ma la sfida del Comune di Catania non si ferma qui perchè sono già stati affidati i lavori per la realizzazione delle tratte Stesicoro-Aeroporto (lunga 6,8 Km con 8 stazioni) e la Nesima-Misterbianco Centro (lunga 3,9 km con 4 stazioni) che consentiranno di collegare il centro di Catania con i quartieri periferici della città, con l’Aeroporto e con Misterbianco. La tratta che giunge fino all'aeroporto sarà completata entro il 2022 e rappresenterà l'ultimo tassello di una Metropolitana lunga 20 chilomentri sotterranei e dotata di 24 stazioni.

 

Foto del Redattore

 

Salvatore Rocca

 

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Catania, Metropolitana, METROPOLITANA, RIASSORBIRE TUTTI I LAVORATORI. Pisanu, Pappalardo e Turrisi: «Chiediamo alla Tecnis di impiegare tutti i lavoratori del bacino ex Sigenco e alla magistratura di decidere al più presto sui mezzi dell’azienda».

 

«A gennaio, necessario altro incontro, per verificare disponibilità aziendale, presenza del Comune e stilare un protocollo». Riassorbimento dei lavoratori e appello alla magistratura per sbloccare i mezzi di lavoro a Tecnis. Passa da questi due tappe la ripresa a pieno regime dei cantieri per la metropolitana Fce. L’ha ribadito oggi, all’incontro in Prefettura di Catania, la Cisl di Catania. La delegazione era composta dai segretari territoriali Gavino Pisanu e Rosario Pappalardo e da Nunzio Turrisi, segretario generale della Filca provinciale.

 

«Abbiamo registrato positivamente – dicono Pisanu, Pappalardo e Turrisi – che c’è la volontà di mandare in appalto i cantieri per altre due tratte della metropolitana entro la fine dell’anno. È importante però che ciò comporti anche il riassorbimento di tutti i lavoratori ex Sigenco, a iniziare da quanti sono senza ammortizzatori sociali, che fanno parte di un bacino di lavoratori specializzati e motivati».

«Sappiamo che l’azienda dovrà assumere – aggiungono i tre dirigenti della Cisl – e chiediamo un confronto per valutare le esigenze dei lavoratori ex Sigenco e verificare la disponibilità della Tecnis con cui approntare un prossimo protocollo a gennaio perché sia possibile soddisfare le necessità di tutti».

Per Pisanu, Pappalardo e Turrisi è altrettanto importante che la magistratura possa decidere prima possibile sulla richiesta della Tecnis per l’impiego dei mezzi della Sigenco. «Consentire l’acquisto o l’affitto di tali mezzi – spiegano – renderebbe possibile mandare a regime i lavori in corso nei cantieri, consentirebbe il loro prosieguo e, quindi, sarebbe decisivo per la loro attesa ultimazione».

In merito al ruolo del Comune di Catania, Pisanu, Pappalardo e Turrisi ne chiedono una maggiore presenza ai tavoli. «Sappiamo che la questione metropolitana è sentita dall’amministrazione comunale, ma la vorremmo verificare con una maggiore presenza negli incontri che fin d’ora chiediamo siano fatti da qui in avanti. Già a gennaio 2014, per discutere dell’andamento della situazione».

Fonte foto:rifondazionecomunistasicilia.it

http://www.rifondazionecomunistasicilia.it/index.php/2012/01/05/catania-montalto-e-mingrino-fds-progetto-pua-ennesima-speculazione-edilizia/

Comunicato stampa

Rosario Nastasi

 

assemblea sigenco.jpgAncora nessuna notizia certa dal consorzio Uniter. Oggi pomeriggio assemblea dei lavoratori ex Sigenco in sala Bonaventura.

Turrisi (Filca) e Longo (Fillea): «È necessario un altro incontro in Prefettura per avere certezze di un piano serio di ripresa dei lavori. Per ora notizie contraddittorie e solo dalla stampa»

«Vogliamo sapere con chiarezza quando e con quale impresa riprenderanno i lavori della metropolitana». Le segreterie provinciali di Filca Cisl e Fillea Cgil hanno riunito oggi, in sala Bonaventura, i circa 200 lavoratori che con la Sigenco hanno lavoratori nei cantieri sospesi della metro catanese per fare il punto della situazione.

«A questo punto – dicono i segretari generali Nunzio Turrisi (Filca Cisl) e Claudio Longo (Fillea Cgil), con i rispettivi componenti di segreteria Rosario Di Mauro e Carmelo Restifo – occorre un altro incontro in Prefettura perché vogliamo capire finalmente chi del consorzio Uniter riaprirà i cantieri e con quale serio piano di ripresa dei lavori».

«Ci avevano detto che entro lunedì 15 i cantieri sarebbero ripartiti – ricordano i dirigenti sindacali di Filca e Fillea – ma alla luce di quanto riportato dalla stampa l'impressione è che la confusione sia ancora tanta. Intervenga ancora la Prefettura perché la capacità di resistenza dei lavoratori è arrivata al limite».

Filca e Fillea hanno intanto confermato che la maggior parte dei lavoratori sta già percependo la cassa integrazione ordinaria; martedì scorso è stata firmata la proroga fino al 10 giugno. Lunedì 22 aprile, ci sarà un incontro al ministero per discutere sulla cassa integrazione straordinaria.

Fonte Foto:Ufficio Stampa

Ufficio Stampa

Rosario Nastasi

 

bigliettimetro.jpgLa metropolitana di Palermo, dopo un lungo periodo di lavori, è stata finalmente ripristinata.

Veloce, efficiente e puntuale. Di solito si opta per la metro, anziché utilizzare i mezzi dell'AMAT, proprio per queste sue caratteristiche, che la rendono un mezzo piacevole e conveniente.

Ma se per convenienza intendiamo anche i costi da sostenere, allora siamo proprio fuori strada!

Un biglietto della metro costa un euro e trenta centesimi ed ha una validità di novanta minuti. Fin qui nulla di strano rispetto ai biglietti AMAT.  Si evince, però, una netta differenza tra i due mezzi di trasporto.

Oggimedia offre vove a Riccardo Lo Casto, uno studente universitario che, ancora basito, desidera raccontare la sua esperienza:

«Qualche giorno fa, mentre mi recavo all'università con la metro, mi sono accorto di impiegare nel mio solito percorso mattutino - che quotidianamente faccio in l'autobus - meno di novanta minuti. Pensavo, quindi, di riutilizzare il biglietto già obliterato anche per il ritorno. Mi accorgo, però, che il biglietto della metropolitana riporta la dicitura: "valido solo per una corsa". In assenza di un addetto, ho presto chiesto spiegazioni agli astanti in loco, che, in effetti, mi hanno consigliato di acquistare, prima di essere sanzionato, un altro biglietto, poiché, il suddetto, non poteva essere riutilizzato. A questo punto mi sono visto costretto a spendere un altro euro e trenta per ritornare a casa, accorgendomi di aver speso per il mio solito viaggio del valore di 1,30 euro, un totale di 2,60 euro».

Dal racconto del sig. Riccardo si evince, piuttosto palesemente, che per risparmiare, dunque, si dovrà forse decidere di optare per i mezzi dell'AMAT su gomma, anche se a causa del caotico traffico sulle strade palermitane e nonostante il solerte impegno dei poveri autisti al governo dei mezzi, con grande difficoltà si riuscirà ad arrivare puntuali ai propri impegni.

Fonte del redattore

Serena Scandariato

 
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