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vinili.jpg I gusti musicali influenzano non solo le scelte e il carattere, ma anche l’orientamento politico. È ciò che affermano gli psicologi Samuel Gosling e Jason Rentfrow, della University of Texas at Austin.

A seguito di test su universitari, con conseguente verifica su un campione più ampio e generico, i due studiosi hanno riscontrato un collegamento fra gusti musicali e predisposizione ad agire in un determinato modo.

La collaborazione dei due psicologi ha portato alla creazione del questionario “STOMP”, acronimo di “Short Test Of Music Preferences”, nel quale i gusti musicali e le relative predisposizioni, compreso l'orientamento politico, vengono divisi in 4 categorie dette “generi eccellenti”.

Secondo lo studio, l'orientamento politico di chi ascolta musica complessa, come classica o jazz, tende alla sinistra. Gli appartenenti a questa categoria sono predisposti ad avere un reddito medio-alto, oltre ad essere aperti alle nuove esperienze, intelligenti e fisicamente poco attivi, mentre al cinema sono propensi a scegliere film impegnati.

Contraria alla prima categoria è quella degli ascoltatori di musica leggera: le persone che vi appartengono sono inclini a essere politicamente di destra, estroversi, atletici e generalmente felici, di solito alla ricerca di una buona commedia romantica.

Le persone con reddito medio-basso e tendenze di sinistra si posizionano nella categoria dei fan della musica aggressiva, quale rock o metal. Questi sono i più energetici ed indipendenti, propensi a godersi un film d’azione e di fantascienza. Posizione mediana prende chi ascolta la musica ritmica, come rap o funk, che tende ad essere più rilassato e romantico rispetto alle altre categorie.

Quindi, i gusti musicali posso essere utilizzati per giudicare la personalità? Non del tutto. Bisogna ricordare che la musica non è l'unico fattore ad influenzare l'agire e le scelte della persona. Prendere in considerazione solo i gusti musicali, tralasciando la situazione socio-culturale dell'individuo per indicarne la personalità, è una limitazione.

Fonte foto: flypaper.soundfly.com

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Elisabetta Ricciuti

 

miacanzonisegretedue.jpgVent’anni fa la tragica morte della cantante Mia Martini. Il 12 Maggio 1995 fu trovata senza vita nella sua casa di Via Liguria 2 a Cardano al Campo, dove si era trasferita da poco per stare vicina al padre, al quale si era riavvicinata da qualche anno.

La tragica morte della cantante Mia Martini è stata causata da “overdose di stupefacenti” secondo il risultato dell'autopsia. Il mistero della tragica morte rimane ancora irrisolto.

La sua vita fu piena di grandi successi, ma anche di tantissime delusioni. La più pesante e insensata è quella che collega la sua fama ad eventi negativi, si diceva che portasse sfortuna. Fu per questo che la carriera di Mia Martini subisce un duro colpo: amici e colleghi la misero al bando, le sua musica non venne più trasmessa in radio e tv, non venne più invitata, e i suoi concerti vennero letteralmente snobbati .

Inizia così per lei un periodo tremendo, buio dal punto di vista non solo lavorativo, ma anche personale.

Vogliamo ricordare la cantante Mia Martini come grande interprete di brani che hanno fatto la storia della musica italiana: Piccolo uomo, Donna sola, Minuetto, la consacrano la regina della musica italiana negli anni Settanta. Poi quel periodo buio, e la rinascita nel 1982 con la partecipazione al Festival di Sanremo con E non finisce mica il cielo, firmato da Ivano Fossati. E poi ancora a pochi anni dalla sua tragica morte, Almeno tu nell’universo e l’emozionante duetto con Roberto Murolo in Cu ‘mmè.

Ricordiamo anche il grande successo all’estero, le grandi collaborazioni con artisti della musica italiana e internazionale quali Claudio Baglioni, Aida Cooper, Anna Oxa, Sergio Endrigo e molti altri.

A Mia Martini è stato intitolato a partire dal 1996 il “Premio della Critica” del Festival di Sanremo ed anche parchi, anfiteatri e monumenti. Tanti artisti ancora oggi la ricordano con omaggi e tributi.

Per rafforzare il ricordo della cantante Mia Martini, in libreria due nuovi titoli: il tributo di Salvatore Coccoluto “Mia Martini. Almeno tu nell’universo”, un libro che contiene interviste inedite ai personaggi che hanno avuto la fortuna di incontrare e conoscere la cantante Mia Martini, l’altro è un romanzo ispirato proprio alla vita di Mimì “Il cielo resta quello” secondo libro dell’autore Francesco Leto.

La tv non si è dimenticata di omaggiare la cantante Mia Martini. Su Rete 4 degli special notturni “Notte Mimì”, interviste inedite, filmati delle sue più belle performance e immagini rare dell’artista scomparsa.

Dopo vent'anni dalla sua tragica morte nessuno ha dimenticato la voce e le splendide canzoni della cantante Mia Martini, un’eredità che impreziosisce la musica italiana.

Noi vogliamo ricordare la cantante Mia Martini come una splendida interprete, dopo vent’anni dalla sua tragica morte, il ricordo è sempre vivo e la sua musica eterna.

Fonte foto: www.chez-mimi.it

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Federica Antonellina Dell'Aiera

 

ezio bosso.jpgSulle note di Ezio Bosso si è conclusa giovedì 13 agosto Villa Pennisi in Musica, la Summer School che ha visto come protagonisti studenti ed artisti provenienti da tutto il mondo, coinvolti in progetti di Music Masterclass, Arch Lab e Video Making che hanno animato Acireale dal 1 al 13 agosto 2015.

Per 13 giorni Villa Pennisi in Musica è stata palcoscenico di corsi di alto perfezionamento musicale in musica classica, esibizioni, workshop, conferenze e lezioni di approfondimento tenute da celebri musicisti, progettisti, professionisti del design e del suono. Un’occasione di incontro, di crescita, di sperimentazione.

Musica classica, architettura e design sono il filo conduttore di un percorso formativo d’eccellenza: arti diverse che si fondono, un connubio di arti e professionalità che si legano in maniera indissolubile creando spettacolo: l’architettura che diventa musica, la musica che diventa comunicazione, la comunicazione che diventa emozione.

Un emozione che non sarà dimenticata grazie ad un film che raccoglierà le suggestioni e le emozioni della città di Acireale, che ha ospitato in varie location concerti ed eventi di Villa Pennisi in Musica.

Numerosi gli ospiti di fama internazione che hanno partecipato a Villa Pennisi in Musica in qualità di docenti: Sergio Pone, Guglielmo Ferro, Enrico Baleri, Serafino di Rosario, Alessandro Traldi, Sofia Colabella, Daniele Lancia, Bianca Parenti Michele Campanella, Sestetto Stradivari, Javier Girotto, Roberto Gonzales, David e Diego Romano, Marlène Prodigo, Raffaele Mallozzi, Francesco bassone Andrea Oliva, Ezio Bosso.

Proprio Ezio Bosso, classe 1971, compositore, pianista, contrabbassista e direttore d’orchestra, giovedì 13 agosto è stato protagonista della serata di chiusura dell’edizione 2015 di Villa Pennisi in Musica.

Accompagnato da David Romano al violino e da Diego Romano al violoncello, in una scena acustica che ricorda la forma di una conchiglia, in un’oasi di verde all’interno di Villa Pennisi, ad Acireale, ha offerto ai presenti alcune sue composizioni: Rain, VII After Splitting, Thunders and Enlightenings,The 12th room, solo piano.

Una chiusura in bellezza per la settima edizione di Villa Pennisi in Musica, che promette di ritornare nel 2016 con una kermesse altrettanto ricca ed affascinante.

Foto del redattore

Loredana Agata Giacolla

 

 
Simone Piraino, compositore e direttore artistico.jpgIntervista a Simone Piraino, direttore artistico dell'evento benefico a sostegno dell'Associazione Cilla. Appuntamento lunedì 23 febbraio all'Auditorium RAI e martedì 24 febbraio nella Sala Scarlatti del Conservatorio "Vincenzo Bellini".

Al via la stagione artistica 2015 dell'Associazione Thymòs con due concerti dell'Orchestra da camera "Salvatore Cicero".

Istituita nel 1988, presso il Conservatorio "Vincenzo Bellini" di Palermo, l'ensemble da sempre dedica particolare attenzione ai compositori siciliani contemporanei.

L'appuntamento è per lunedì 23 febbraio all'Auditorium RAI del capoluogo siciliano e martedì 24 febbraio nella Sala Scarlatti del Conservatorio "V.Bellini". L'inizio di entrambi i concerti è previsto per le ore 21.

Non solo musica ma anche impegno sociale. L'ingresso alle due serate è libero fino ad esaurimento posti ma, con un'offerta, sarà possibile sostenere le attività dell'Associazione Cilla. L'organizzazione di volontariato, da oltre trent'anni, si occupa dell'accoglienza dei malati e dei loro familiari costretti a spostarsi in città diverse da quella di residenza per ricevere le cure mediche necessarie.

Per parlare di questa due giorni di musica abbiamo incontrato Simone Piraino, giovane compositore e direttore artistico dell'evento.

Mancano poche ore all'avvio della stagione artistica 2015 della neonata Associazione Thymòs.
Quando nasce l'associazione e con quale intento?

‹‹L'Associazione Thymós nasce nel 2015 da un'idea mia e di Alberto Maniaci e coinvolge alcuni splendidi musicisti siciliani: Irene Maria Salerno, Emanuela Spina, Giorgio Buttitta, Davide Velardi e Emiliana Lopes sono i fondatori, ma tanti altri giovani musicisti gravitano attorno alle nostre iniziative. Una sorta di "confraternita" di musicisti che hanno a cuore la musica e posseggono un forte desiderio di esprimere la propria vocazione artistica. Abbiamo pensato di mettere insieme le nostre forze nel tentativo di creare una realtà culturale forte e, per quanto possibile, economicamente virtuosa; convinti del ruolo della "Bellezza" come forza motrice per lo sviluppo della nostra società››.

Da dove deriva la scelta del nome?

‹‹Thymòs significa "desiderio intimo", "anima emozionale", "passione", a partire dalla scelta del nome abbiamo voluto sottolineare il nostro intento: ovvero quello di promuovere la cultura, in particolar modo quella musicale, nella nostra terra e non solo. Thymòs è un'associazione che si occupa dell'organizzazione di eventi legati al mondo musicale: dalle opere liriche fino ai concorsi e alle masterclasses, passando per i musical, i concerti sinfonici, da camera e solistici››.

A dare il via a questa stagione, sarà il concerto dell'Orchestra da camera "Salvatore Cicero" che si svolgerà all'Auditorium RAI di Palermo lunedì 23 febbraio, in replica martedì 24 febbraio al Conservatorio "Vincenzo Bellini", alle ore 21. Parliamo di questa due giorni di musica e dei suoi protagonisti.

‹‹Fill rouge del concerto sarà il rapporto tra "maestro ed allievo". Le musiche, infatti, sono di quattro compositori siciliani strettamente legati tra di loro: Marco Betta è il capostipite di una generazione di nuovi compositori che vede in Giovanni D'Aquila l'elemento di spicco e annovera, tra i tanti compositori, il giovanissimo Alberto Maniaci, Premio delle arti 2012 per la Direzione d'orchestra. Io, a sua volta, sono allievo di D'Aquila. Pur se con poetiche differenti, tutti e quattro siamo legati da un unico comune denominatore: la musica come veicolo della "Bellezza"; la nostra musica come intima espressione della vita. I solisti, infine, sono un mix di giovani esecutori e affermati professionisti: Irene Maria Salerno (pianoforte), Roberta Marino (clarinetto), Giorgio Buttitta (chitarra) e Maurizio Rocca (violino). È doveroso, infine, ringraziare Luigi Rocca, docente di violino al Conservatorio "Vincenzo Bellini" di Palermo, che - insieme all'Orchestra "Salvatore Cicero" da lui diretta - ha messo a disposizione il suo tempo e la sua esperienza per la realizzazione di queste due serate››.

Quale sarà il programma della serata?

‹‹Il programma prevedrà, nell'ordine, Ragnarok per archi, di Giovanni D'Aquila; Corale n. 1 per violino e archi, Corale n. 2 per chitarra e archi e Corale n. 3 per pianoforte e archi, brani scritti da me; Kahlil per clarinetto e archi, di Alberto Maniaci e, infine, In memoria per archi e Il Manoscritto del Principe, per chitarra, clarinetto, violino, pianoforte e archi, di Marco Betta››.

Orchestra Sinfonica Siciliana, Fondazione Brass Group...diverse realtà siciliane nei mesi scorsi sono scese in piazza per protestare contro i tagli alla cultura. Secondo te, cosa è possibile fare per dare più spazio e visibilità ai giovani artisti di talento in una città come Palermo e in più in generale in Italia?

‹‹Il problema, secondo me, è generazionale: i nostri "padri" hanno letteralmente prosciugato, economicamente, il sistema culturale e musicale e, adesso, non è possibile sperare di entrare nell'Orchestra X o al Teatro Y ed essere certi del lavoro per tutta la vita. In passato, sono stati commessi parecchi errori e oggi noi ne paghiamo le conseguenze. Non guardiamo, però, solo agli aspetti negativi; vi sono, infatti, tante realtà che funzionano perfettamente e sono nate "grazie" a questa crisi. A differenza di quello che è il sentire comune, infatti, io ritengo che qualcosa comincia a muoversi. Mi riferisco in particolare a realtà come quelle del Teatro Massimo e del Conservatorio "Vincenzo Bellini" di Palermo che conosco meglio. Vedo rinnovamento e innovazione; volontà di crescita culturale e non per ultimo economica››.

Non solo musica ma anche impegno sociale. Il concerto, dal titolo "Un mattone per Cilla", è un evento benefico organizzato in favore dell'Associazione Cilla. Di cosa si occupa questa Onlus e qual è lo scopo della serata?

‹‹L'Associazione Cilla è un organizzazione di volontariato che si occupa, da più di trent'anni, dell'accoglienza del malato e dei suoi familiari che devono spostarsi dal luogo di residenza per raggiungere i centri ospedalieri in cui ricevere cure mirate o visite specialistiche. Ciò avviene tramite la gestione di case e centri d'accoglienza dislocati in tutto il territorio italiano che accolgono ogni anno quasi 10.000 persone. Ho visto personalmente l'importanza pratica ed umana di questi luoghi in un momento particolarmente delicato come può essere quello della malattia. Speriamo, dunque, di potere contribuire attraverso questa due giorni di musica a fare conoscere l'associazione e il grande lavoro dei suoi volontari. Grazie anche al sostegno del Conservatorio "Vincenzo Bellini" di Palermo e del suo Direttore, Daniele Ficola, il concerto che si terrà martedì 24 febbraio inaugurerà la seconda Casa Cilla della nostra città. L'ingresso è gratuito ma a fine serata si potrà lasciare un'offerta destinata alle attività dell'Associazione Cilla››.

Quali saranno i prossimi appuntamenti che vedranno impegnati l'Associazione Thymòs?

‹‹Intanto, siamo concentrati nella ricerca di un posto fisso all'interno del quale svolgere le nostre attività e di partner che contribuiscano alla loro realizzazione. Il nostro obiettivo è quello di dare la possibilità a tanti giovani musicisti di immergersi in una realtà attiva, professionale e magari, in futuro, economicamente redditizia. Tutto ciò tenendo in considerazione la nostra mission: la ricerca della Bellezza attraverso la musica››.

Foto concesse da Simone Piraino

Nelle foto: Simone Piraino, compositore e direttore artistico dell'evento, le locandine dei due concerti, l'Orchestra "Salvatore Cicero".

Cosima Ticali

Locandina Auditorium RAI.jpglocandina 24 febbraio.jpgOrchestra da camera Salvatore Cicero.jpg

 

Schermata-2015-06-27-alle-17.14.55-680x365.pngÈ sempre più frequente, oggi, trovare pub e locali dove trascorrere delle belle serate ed avere la possibilità di ascoltare della buona musica, spesso attraverso performance live e all’aperto.Tuttavia, in merito all’esercizio di queste attività di intrattenimento nei locali, è nata una sequenza di controlli ed interventi delle forze dell’ordine, a scopo di riportare la quiete pubblica. Secondo il regolamento comunale, il limite massimo per le sorgenti sonore nel centro storico possono arrivare solo a

65 decibel fino alle ore 22.00, soglia che poi scende a 55 decibel. Un livello di tolleranza che a conti fatti rende praticamente impossibile suonare all'aperto.

Tale è il motivo per cui ad Acireale, il gestore dell’Etimué Pub, sito in via Monsignor Genuardi, a due passi da piazza Duomo, ha indetto un flash mob di protesta, con lo slogan “Shhhh, fate silenzio, non dobbiamo superare i 53 decibel”, poichè buona parte dei residenti della via, infastiditi dal rumore che ogni settimana sono costretti a sopportare, hanno messo in piedi una raccolta firme per impedire all’Etimué di far suonare le band in strada.

«In occasione del primo live estivo annullato a causa della necessità di riposare (per sempre) - affermano i gestori del locale - organizzeremo il nostro primo flash mob ma in silenzio, presentandoci tutti muniti di cuffie per lettore mp3 e con un indumento di colore nero (è pur sempre il funerale della musica). Sono graditi e incoraggiati canti e balli ovviamente in silenzio!».

Tanti sono stati i partecipanti a quest’iniziativa, tra cui anche una band di ventenni acesi in rampa di lancio, che hanno fatto finta di suonare: armati di racchette da tennis, manici di scopa, piatti di plastica e scatoloni vuoti, hanno messo in scena un’esibizione di air music. La protesta è poi andata avanti con una sfilata di una bara con dentro una chitarra trasportata da due ragazzi, seguiti dai frequentatori più o meno abituali dell’Etimué, dal locale a piazza Duomo e ritorno.

«Personalmente, partecipo perché mi dispiace vedere come nella mia città sia difficile proporre qualcosa che in qualunque altra città sarebbe normalissima, come la musica», spiega uno dei ragazzi che ha aderito alla protesta. E aggiunge: «È triste vedere come una città che si ritiene a vocazione turistica, che vuole fare cultura, vuole fare arte, poi si ritrovi bloccata dai suoi stessi abitanti».

Fonte foto:http://www.gazzettinonline.it/2015/06/27/ad-acireale-va-in-scena-il-funerale-della-musica_35259.html

http://www.gazzettinonline.it/2015/06/27/ad-acireale-va-in-scena-il-funerale-della-musica_35259.html

Natalia Federica Giannì

 
homage_to_lovecraft_by_valzonline-d34jr64.jpgIl 20 agosto 1890 nasceva a Providence, nel Rhode Island, uno dei padri del genere horror e fantascientifico più ammirato di sempre: Howard Phillips Lovecraft. Oggi avrebbe compiuto 123 anni e la sua opera continua ad essere più che mai attuale.

Celebre per i toni stranianti e inquietanti dei suoi racconti, molti dei quali pubblicati sulla rivista "Weird Tales", Lovecraft è considerato il precursore della moderna fantascienza e, influenzato dai racconti di Edgar Allan Poe, ha dato un nuovo lustro al genere horror.

I suoi scritti più famosi sono di carattere macabro ("La tomba"), onirico ("Oltre il muro del sonno"), ma soprattutto hanno schiuso nuovi orizzonti letterari quando essi sono stati dedicati al "ciclo di Cthulhu", il quale tratta di antiche divinità venute sulla Terra da altri universi.

Mentre i suoi scritti non era visti di buon occhio dai critici suoi contemporanei, dopo la sua morte essi hanno avuto una grande influenza sugli scrittori a venire, radicandosi fortemente nell'immaginario collettivo e dando un grande contributo alla creazione di film, videogiochi e testi musicali.

Qualche esempio? Basti pensare all'influenza che Lovecraft ha avuto su uno scrittore come Stephen King; ai film che contengono forti riferimenti alle sue "creature", come "Il seme della follia" di John Carpenter; ai videogiochi basati su interi racconti lovecraftiani come "Il richiamo di Cthulhu". Ed infine, non bisogna dimenticare tutti i brani musicali incentrati sugli orrori creati dallo scrittore, brani soprattutto dei Black Sabbath, Electric Wizard, Iron Maiden e Metallica.

H.P. Lovecraft ha avuto indubbiamente un grande ascendente sugli appassionati dei suoi scritti e chi non è conoscenza della loro esistenza, di certo avrà comunque avuto a che fare con contenuti mediali ricchi di riferimenti lovecraftiani.

E ancora oggi, chi si reca al 135 di Benefit Street (Providence), non può che essere attraversato dai brividi davanti alla casa protagonista de "La casa sfuggita" e la tomba dello scrittore nella città in cui è nato è giornalmente disseminata di fiori, pietre e conchiglie lasciate dai suoi fan.

Fonte foto: valzonline.deviantart.com

http://valzonline.deviantart.com/art/Homage-to-Lovecraft-189038668

Rossana Francesca Barbagallo

 
musica, Giada Valenti, la voce di Giada Valenti, Venice with love, inno nazionale Quando musica e voce fanno sognare . Oggimedia intervista Giada Valenti

È la splendida voce di Giada Valenti che quest’anno ha intonato  l’inno nazionale italiano sia al Gala 2013 della Fondazione Nazionale Italo-Americana (NIAF) che alle celebrazioni del Columbus Day a New York.

 Ma Giada Valenti non è soltanto una cantante per le occasioni speciali, con la sua voce eccezionale  affascina, ormai, dal 2004 sia gli italo-americani che gli americani stessi. ll suo soul, molto accattivante ed originale, definito pop con sfumature jazz, l’ha resa molto popolare ed amata. Le sue canzoni, di cui è anche spesso autrice, sono molto suadenti e melodiose, capaci di entrare, attraverso tutti i sensi, nella testa e nel cuore di chi ascolta. Una vera armonia che rilassa ed affascina.

La cantante, all’anagrafe Cristina Giorgi, è nata a Portogruaro e, dopo aver conseguito il diploma in musica al Tartini di Trieste, iniziò la sua carriera professionista di cantante in Italia. Dopo aver lavorato in diverse nazioni europee, si è trasferita negli USA. Qui GiadaValenti ha subito conquistato il cuore degli americani e degli italo-americani.

Tra i suoi CD ricordiamo “Italian Signorina” (2005) e “And I love you so” (2008).

Giada Valenti ama il contatto diretto con il pubblico e preferisce comunicare la sua musica nei teatri. Tra i suoi show, sempre sold out, ricordiamo nel 2009 “Tribute to love”, all'Hilton Casino & Resort di Atlantic City, e nel 2010 "An Evening with Giada Valenti” a Broadway (NY). Al Feinstein’s, presso il Regency di NYC, ha presentato con successo, svariate volte, uno spettacolo intitolato “Tributo alle grandi dive d’Europa”, cantando le più famose canzoni di Edith Piaf, Marlene Dietrich, Dusty Springfield, Shirley Bassey, Mina ed Ornella Vanoni.  

Lo scorso anno la cantante è  stata premiata al gala dell’Italian American Labor Council per l’impegno nel promuovere la cultura italiana con la propria musica in America. Giada Valenti scrive con regolarità dei suoi viaggi negli USA e delle bellezze dell’Italia nel suo blog “Giada Valenti: From Italy to NYC With Love” (www.giadavalenti.blogspot.com) molto popolare e letto fra i suoi fan.

Oggimedia ha intervistato l'artista dopo la sua ultima performance di novembre, “From Venice with love”, con la quale ha ottenuto uno straordinario successo alla St. John University nel Queens (NYC).

Signora Valenti, partiamo dagli inizi della sua carriera in Italia. Quali sono state le sue principali esperienze italiane?

«Beh direi una serie di concorsi canori, come Castrocaro Terme che mi ha permesso di lavorare con Angelo Valsiglio, compositore dei primi successi di Laura Pausini. È stata una meravigliosa gavetta».

E dopo l’Italia?

«Grazie alla mia partecipazione a vari concorsi fui selezionata per un tour in Svizzera dove ho conosciuto il mio manager. Successivamente mi trasferii in Olanda. Qui ho firmato il mio primo contratto discografico con la BMG. Ma non ero sufficientemente appagata e u così che, alla ricerca di nuove collaborazioni musicali, mi trasferii a Londra, dove mi venne offerto un Contratto con un editore per scrivere canzoni».

Perché ha scelto gli USA come palcoscenico definitivo della sua musica?

«Dopo aver mandato alcune canzoni in giro per il mondo, sono stata invitata a New York dal team del leggendario Clive David. Lavorai con loro per un anno e poi decisi di rimanere in America. Amo questo paese che offre opportunità a chi vuole rischiare e provare ad afferrarle».

Com'è il suo rapporto con la musica americana e con gli italo-americani?

«La musica Americana è oramai la musica che sentiamo dovunque. Gli artisti famosi appartengono al mondo. Celine Dion, Michael Bolton, Byoncee, Lady Gaga, Christina Aguilera, Michael Buble. La lista è lunga e li ascoltiamo anche in Italia. Gli Italo-Americani sono stati una grande scoperta per me. In molti non parlano più l'Italiano, non sono mai venuti in Italia, ma dopo i miei concerti vengono a dirmi che sono Italiani, con passione e orgoglio. Mi hanno fatto apprezzare la mia italianità. Il loro orgoglio di essere Italiani ha fatto rinascere il mio orgoglio di essere Italiana. Ora quando canto l'Inno Nazionale Italiano agli eventi ufficiali sento nel cuore l'amore per il mio paese. L'ho imparato qui, dagli Italo-Americani».

Sentiamo una certa commozione nella sua voce, ma ci interessa l’America. Quali sono stati i momenti più importanti della sua carriera artistica negli USA?

«Di certo cantare l'Inno Nazionale Italiano in presenza del Presidente Americano Barak Obama, ricevere I complimenti di Nancy Pelosi al NIAF di Washington e i complimenti dal Presidente del Senato Pietro Grasso. Ma anche ricevere diversi premi qui in America per il mio lavoro di musicista e promotrice della cultura Italiana con i miei concerti. L'esibirmi con regolarità nel famoso club di NYC Feinstein's.  Ed essere stata selezionata dal leggendario produttore e vincitore di 14 Grammy Awards, Phil Ramone, per un Musical. Avere un team incredibile al mio fianco. Queste sono le piccole o grandi soddisfazioni che mi scaldano il cuore quando mi prende la malinconia».

Quali sono i suoi autori preferiti italiani ed internazionali?

«Di certo Gino Paoli, Lucio Dalla e Renato Zero. Ma direi tutti i cantautori Italiani del presente e del passato. Abbiamo la melodia nel DNA. Della musica internazionale Breil, Bacharach, Henry Warren, i Carpenters, i Beatles, i Doors, Michael Bolton.  Ma non solo, adoro anche la musica country americana».

Sia negli USA che in Europa si assiste ad un graduale declino delle vendite di album, soppiantati dall'ascolto dei singoli tramite download e dalle nuove fruizioni in streaming. Ritiene che il vecchio modo di proporre la musica sia tramontato? Se sì a quali mezzi si affida?

«I tempi sono cambiati. Oramai I CD si vendono solo dopo i concerti. C'e' sempre il desiderio di portare a casa un ricordo autografato. I nuovi canali di vendita permettono di vendere la musica anche in parti remote del mondo, dove non siamo mai stati. Io, ad esempio, ho fan in Cina dove non sono mai andata. Bisogna adeguarsi. Il mondo cambia, ma la passione per la musica no. Io, comunque, amo i tempi moderni e bisogna essere flessibili se si vuole far conoscere la propria musica e stare sul mercato».

In cosa consiste il suo progetto "From Venice With Love"?

«È un progetto per la televisione americana PBS. Sono stata invitata a filmare il mio concerto "From Venice With Love". Sarà spettacolare. Verrà costruito per il concerto un bellissimo set dal grande scenografo americano Tom Lenz e mi esibirò con un orchestra completa condotta dal famoso arrangiatore Chris Walden. Produttore musicale per il CD e il DVD di questo progetto  sarà il leggendario produttore e musicista Gregg Field. Gireremo poi filmati anche a Venezia, che verranno aggiunti allo speciale televisivo durante i missaggi a Los Angeles. La PBS userà lo speciale televisivo in America per promuovere un tour negli Stati Uniti. È un progetto che mi permetterà di promuovere la mia musica a molte più persone che amano la nostra cultura, musica, lingua e il nostro bel Paese. Un'opportunità unica di promuove anche prodotti del made in Italy con i concerti».

Quali i suoi progetti per il futuro ed il sogno che vorrebbe poter realizzare?

«Continuare a promuovere l’Italianità nel mondo, con la mia musica ed i miei concerti. Canto e parlo in 5 lingue. Credo che la comunicazione sia fondamentale e la musica lo fa in modo universale ed unico. Spero di poter inspirare i miei fan alla conoscenza, imparare nuove lingue, essere aperti e rispettare le diversità. Promuovo l'amore con la mia musica. Ed è ciò che amo della musica, l'intensità delle emozioni che regala, l'unità che è in grado di creare. Amo sapere che i miei fan diventano amici tra di loro attraverso la mia musica».

Esiste ancora il sogno americano?

«Parli con una sognatrice nata. Non è facile, ma se uno si tira su le maniche e ci prova con convinzione, cuore, passione, sì, il sogno esiste. Bisogna essere pronti a sacrificarsi, a mettersi in gioco e migliorarsi. Ma ci deve essere la passione per quello che si sogna ed ama e questo ci spinge a vivere il sogno. Se il sogno è solo quello di fare soldi e diventare famosi, alle prime difficoltà ci si ferma e ci si arrende, poiché i soldi non vengono subito e le difficoltà sono tante. Nulla è facile in questo mondo».

Ha un consiglio da dare agli italiani in questo momento di crisi tanto politica che di prospettive future?

«Noi italiani amiamo buttarci giù e ci auto-commiseriamo. Promuoviamo anche all'estero le cose negative del nostro paese. Tendiamo a vedere l'erba del vicino più verde della nostra. Nessun Paese è perfetto. La crisi è dovunque e bisogna credere nel cambiamento e restare positivi. Amo la mentalità americana. Quì Il bicchiere è sempre mezzo pieno».

Un ultimo consiglio a chi volesse intraprendere la carriera di cantante. Quali pensa siano le doti principali per farlo?

«Prime  fra tutte la passione e la perseveranza. Io non sono nata facendo questo lavoro, ma ho cercato le opportunità per fare quello che amo così tanto. Occorre poi riconoscenza per chi ci aiuta. Da soli non andiamo da nessuna parte. Io ringrazio Dio, i miei genitori, i miei fan, il mio team, i miei musicisti. Il talento è un dono di Dio. Io odio l'arroganza, l'invidia e la maleducazione. Sono una sognatrice e credo nella bellezza del mondo e della gente. Bisogna essere sempre pronti e preparati e la gavetta aiuta a farsi le ossa. Grazie a anche a te, caro Guido, per questa opportunità».

Grazie a lei signora Valenti per l’intervista. La sua passione ed il suo impegno per la musica sono quanto meno pari al suo talento e sono convinto che la sua voce, oltre che essere ambasciatrice dell’italianità nel mondo, riuscirà sempre a darci, anche per il solo tempo dell’ascolto, quella serenità e quella felicità che tutti ricerchiamo.

https://myspace.com/giadavalenti/music/song/and-i-love-you-so-27860308-27661522

Foto del redattore

Guido Francesco Guida

 

315891_10150311676486398_562434048_n.jpgAvere un sogno e crederci fermamente. È quello che fa Antonello Carozza sin da quando era bambino. Che sia come cantante, musicista, insegnante o produttore discografico, ciò che importa ad Antonello, è “vivere di musica”, nonostante gli ostacoli e la crisi. 
Antonello, racconta il suo percorso ad Oggimedia.

Antonello, quando è nata la tua passione per la musica?

«Sono nato in una famiglia di musicisti. Mia madre cantante lirica, mio zio organista, mio padre dj. A soli 3 anni la mamma mi iscrisse allo "Zecchino d'oro" e arrivai in finale a Bologna; a 5 anni suonavo già il violino e il pianoforte e a 7 anni vincevo concorsi pianistici nazionali e internazionali. Non credo di esagerare se dicessi che sono nato nella musica e che il mio destino non poteva essere un'altro!».

L'esperienza al talent show "Amici", nel 2004, quanto e in che modo ha influito sulla tua carriera?

«La mia carriera da cantante, quando ho fatto "Amici", non era ancora iniziata. L'esperienza ad "Amici"(nell'edizione del 2004/2005 si studiavano anche recitazione, dizione, danza) rimane comunque la più emozionante ed entusiasmante della mia vita».

Hai lavorato con cantanti del calibro di Gigi D'Alessio e Zero Assoluto, aprendo i loro concerti. Che atteggiamento hai riscontrato da parte di questi artisti affermati nei confronti dei cantanti giovani ed emergenti?

«Ogni persona ha un carattere diverso, ogni artista ha la giornata "storta". Ho collaborato con numerosi artisti di fama nazionale e internazionale e posso assicurarvi che l'atteggiamento cambia in base alle circostanze e all'umore di quel momento».

Hai partecipato alla 56ª edizione del “Festival di Sanremo”, nella sezione giovani. Credi che il festival della canzone italiana sia ancora un ottimo trampolino di lancio per chi voglia intraprendere questa carriera?

«E' sicuramente una vetrina importante per chi ha una produzione solida alle spalle, ma io venivo dall'accademia di Sanremo Lab e mi presentavo con una piccola etichetta. Ero il primo ragazzo proveniente da “Amici” in gara, e in quell'edizione, la categoria giovani aveva dei partecipanti troppo forti, con un’ottima produzione alle spalle, come Simone Cristicchi, L’Aura, Virginio, Deasonika, Riccardo Maffoni (che poi vinse nella categoria giovani)... E' stato già un miracolo essersi fatto notare!».

Nel 2006 esce il tuo album "L'amore è un'educazione", cui segue l'omonimo tour. C'è una canzone di quest'album a cui sei particolarmente legato e perché?

«È stato il mio primo album quindi, più che ad una singola canzone, sono legato piuttosto all'esperienza e alle emozioni che mi ha regalato».

Giovanissimi cantanti, tuoi coetanei e reduci dai talent, sono ai vertici delle classifiche del momento. Cosa pensi di loro? C'è qualcuno che stimi particolarmente o che conosci anche personalmente?

«Penso che Noemi sia davvero un'artista, adoro Alessandra Amoroso, apprezzo Emma Marrone e Annalisa Scarrone, e seguo Marco Mengoni dagli inizi della sua carriera. Lo stimo tantissimo e secondo me è un numero uno assoluto! Purtroppo ce ne sono tanti altri che non sono ai vertici delle classifiche, ma che lo meriterebbero! Altri ci sono stati e continuano ad esserci, ma non mi spiego il motivo!».

Se dovessi scegliere un cantante italiano e uno straniero con cui duettare, a chi penseresti?

«Marco Mengoni o Alessandra Amoroso sicuramente per l'Italia, Peter Cincotti o Robbie Williams tra quelli stranieri».

Sei direttore e insegni canto presso la "Queens Academy", sede della "Music Academy Isernia". Sono molti i ragazzi, oggi, che si affacciano al mondo della musica?

«Ho aperto la "Queens Academy/ Music Academy Isernia" proprio per dare una possibilità ai ragazzi della mia regione di diventare professionisti del settore, attraverso il conseguimento di titoli di diploma e laurea in "music and production", riconosciuti in tutto il mondo! Ritengo sia l’unica maniera per avere, al giorno d’oggi la speranza di "vivere di musica", considerando che il mercato discografico è in crisi, e non solo quello!».

Insegnare ti dà le stesse emozioni che provi quando canti di fronte al tuo pubblico?

«Insegnare mi piace! Voglio trasmettere ai ragazzi quello che i grandi maestri con cui ho studiato mi hanno insegnato e seguire i loro successi. Seguo Costanzo Del Pinto, che ha partecipato all’ultima edizione di “Amici”, dagli inizi della sua carriera, cerco di dargli consigli utili e quando vedo che la sua performance riscuote successo e i miei consigli hanno contribuito a questo, è quasi come essere sul palco con lui. Quindi, sì, assolutamente!»

Antonello, un’ultima domanda. Quali sono i tuoi prossimi progetti?

«Sto producendo Michele Perniola, un giovanissimo e bravissimo artista che ha vinto TLUC 2012 per il “Junior Eurovision Song Contest 2013”, che si terrà a Kiev il prossimo 30 novembre. Con alcuni colleghi e soci aprirò un'altra accademia musicale a Termoli (CB), e poi ho dei progetti in corso che si occupano di formazione, turismo culturale giovanile e contest per emergenti. Ovviamente far crescere la "Queens Academy" come società di produzioni, oltre che come accademia di alta formazione musicale, è il mio obiettivo principale! P.S.: dovrò anche essere un bravo fidanzato, altrimenti son botte!
Grazie per l'intervista».

Oggimedia ringrazia Antonello Carozza per la sua gentilezza e disponibilità e gli augura una carriera ricca di successi e soddisfazioni.

Fonte foto: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=111500021397&set=a.427695596397.223262.111296676397&type=1&theater

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Claudia Fiorella

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Ringo Starr.jpgIl 18 Aprile l'ex batterista dei Beatles, Ringo Starr, avrà l'onore di entrare nel tempio della musica: il celebre Rock and Roll Hall of Fame. Sarà Paul McCartney ad accompagnarlo alla consueta cerimonia di ammissione.

Dopo John Lennon nel 1994, Paul McCartney nel 1999 e George Harrison nel 2004, Richard Parkin Starkey, noto come Ringo Starr, è l'ultimo dei ragazzi di Liverpool a fare il suo ingresso nel museo del Cleveland dedicato alla musica.

Quest'ultimo è stato fondato nel 1983 con lo scopo di mantenere la memoria degli artisti che hanno lasciato un segno nella storia del genere musicale nato a metà dello scorso secolo: il rock and roll.

Dopo la separazione dei Beatles nel 1970, l'autore di Don't pass me by e Octopus's Garden continuò la sua carriera da solista con la pubblicazione di 5 album in studio e 5 raccolte, arricchendo il suo successo con l'inizio di due nuove professioni in ambito cinematografico e artistico.

I Beatles, già presenti come gruppo nel tempio della musica dal 1988, da quest'anno saranno al completo anche singolarmente. Un importante traguardo per il gruppo musicale, emblema della beat generation, che ha rivoluzionato la musica a livello mondiale nel corso del XX secolo.

La cerimonia di ammissione avrà tra i protagonisti altre leggende della musica, come la star del proto-punk e New wave anni '70 Patti Smith e il cantautore leggenda del soul Stevie Wonder. Durante la serata sono previste le esibizioni di importanti artisti come John Legend, Beck, Dave Grohl, Fall Out Boy e Tom Morello. Onore e merito ai miti della musica!

Fonte Foto: http://www.reuters.com/article/2014/12/16/us-music-rockandroll-idUSKBN0JU1WP20141216

http://s3.reutersmedia.net/resources/r/?m=02&d=20141216&t=2&i=999815177&w=&fh=&fw=&ll=580&pl=378&r=LYNXMPEABF0SM

Gloria C. F. Vincenti

 

linkin-park-biglietti.jpgI Linkin Park tornano in Italia con un imperdibile concerto: l'esclusivo evento avrà luogo a Roma, il 6 Settembre in occasione del "Rock in Roma 2015".

La notizia ha colto di sorpresa i numerosi ammiratori della band statunitense ed è stata divulgata dallo staff di Rock in Roma 2015: i Linkin Park tornano dopo un anno dal concerto milanese del 2014 e promettono di bissare il grande successo ottenuto in quell'occasione.

Il Rock in Roma 2015 è un'occasione ghiotta per gli appassionati del genere: dal 14 Giugno al 6 Settembre si susseguiranno vari eventi musicali che porteranno in Italia famosi esponenti dell'energica musica e renderanno Roma capitale del rock settimana dopo settimana.

Dopo l'annuncio dei concerti dei Muse, dell'irriverente Slash e dello statuario Lenny Kravitz, lo staff di Rock in Roma 2015 ha voluto far sognare ancora di più il pubblico italiano. Quello dei Linkin Park è un concerto imperdibile, chicca assoluta in questa lunga estate musicale che ci aspetta.

La band, forte delle 60.000.000 di copie vendute in tutto il mondo ed esponente di tutto rispetto del genere nu-metal, proporrà un concerto nel quale i successi del passato incontreranno quelli del presente in un'esplosione di suoni che farà impazzire i fans italiani.

Verranno riproposti brani come "Numb", "Papercut", "In the End", "Leave out all the rest" che lasceranno spazio ai lavori dell'ultimo album, "The Hunting Party" uscito nel 2014.

La caccia al biglietto è aperta: la prevendita partirà il 27 Febbraio alle ore 10.00 e sarà disponibile sul sito di Ticket One al prezzo di 50,00 euro.

L'appuntamento per i fans dei Linkin Park è quindi il 6 Settembre, ore 21.45 presso l'Ippodromo Le Capannelle di Roma per un evento musicale unico, imperdibile.

Fonte foto: www.ticketone.it

URL foto: http://www.ticketone.it/biglietti.html?affiliate=ITT&doc=artistPages%2Ftickets&fun=artist&action=tickets&erid=1357794&includeOnlybookable=true&xtmc=linkin_park&xtnp=1&xtcr=1

 

Barbara Isaia

 
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