28-05-2017 22:31

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pasticceria

cake 2_1.jpgLa sua intensità è quella di un’epidemia. Partita dagli Stati Uniti, propagatasi in Giappone e in gran parte dell’Europa, l’arte del cake design è arrivata anche in Italia.

Ad essere state contaminate sono donne di diversa età, cultura ed estrazione sociale. Hanno volti raggianti, splendidi e armoniosi.

Il web si arricchisce ogni giorno con le loro magnifiche creazioni in pasta di zucchero, nascono blog dai nomi e dalle immagini più fantasiose: Arte zucchero e fantasia, Torteggiando qua e là, LU e la dolce magia dello zucchero, Lalla’s cake- & cake topper, Pink cake solo per citarne alcuni.

Riviste on line, libri, cataloghi, competizioni, Festival, Concorsi a premi, corsi di sugar art, video delucidativi amatoriali e non, pubblicati su youtube e da pochi mesi persino l’apertura a Roma e Bari di veri e propri cake shop; molteplici universi che celebrano questa nuova forma d’arte firmata al Femminile.

Laboriosità delle mani, passione e tanta creatività sono gli ingredienti che compongono le loro opere d’arte: torte scolpite in 3D, micro decorazioni su confetti, pasticcini, muffins, micro cake di zucchero dai colori e dalle forme più disparate.

Ma cosa spinge la donna a cimentarsi in questa paziente tecnica culinaria, cosa vuole esprimere. Probabilmente è un modo di evadere da se stessa, dalla propria routine quotidiana o è la voglia di comunicare manualmente ciò che ha dentro, un riscatto personale, o potrebbe essere semplicemente la ricerca di nuove possibilità di guadagno.

Le cake woman non hanno l’aspetto di manager, anzi, sembrano riflettere l’archetipo delle remote e care massaie.

Le più audaci hanno tramutato la loro passione in mestiere dando vita ad una nuova figura professionale il Cake Designer a metà strada tra il pasticcere  e il decoratore, impiegano dalle 10 alle 20 ore per la realizzazione di una torta, ovviamente, tutto personalizzato per ogni cliente e per ogni occasione, dal matrimonio, al battesimo, alla laurea al consueto compleanno.

Tuttavia a scapito della tradizione anglo-americana, fautrice Debbie Brown che vede l’utilizzazione di pan di spagna secchi e poco farciti, le maestre italiane da abili autodidatte impiegano pan di spagna, crema, cioccolato, pasta di zucchero e panna.

Che sia stia verificando il pre-pensionamento della rinomata tradizione pasticcera nostrana? “Ai golosi l’ardua sentenza”.

Care cake woman all’italiana vi aspettiamo per nuove e sempre più bizzarre creazioni. Come dal film "La finestra di fronte" di Ferzan Ozpetek, la cui protagonista confeziona torte: “Non lasciate che le vostre passioni diventino hobbies”.

Fonte foto:nottidizucchero.blogstop.com

http://2.bp.blogspot.com/-Y_P0uwV7ZXY/TaV6dTUJExI/AAAAAAAAADo/wF5_MvlCnTA/s400/03270017.jpg

Manuela Tarso

 
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