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social network.jpgNell'era dei social network basta davvero poco per far diventare un gesto virale. Sarà certamente capitato a molti di voi, in questi giorni, di vedere comparire come funghi sulle bacheche dei vostri amici di Facebook, Instagram e Twitter dei post “misteriosi” che informano chi legge di una «sfida accettata» accompagnata da una vecchia foto che ritrae l'utente in uno scatto fotografico del passato.

Le motivazioni nascoste dietro a quel che a prima vista potrebbe apparire come un semplice passatempo da perdigiorno sembrano essere, invece, decisamente serie. Questa particolare catena vorrebbe infatti veicolare una campagna di sensibilizzazione per la prevenzione contro il Cancro.

A quanto pare, l'operazione sembra essere partita in India nell'estate 2016 e nel corso dei mesi è diventata estremamente popolare nel Regno Unito. Adesso, seppur in mastodontico ritardo, ha toccato anche il nostro Paese. Per tutto questo tempo, l'iniziativa è stata seguita sui social anche dall'hashtag #challengeaccepted (nulla a che vedere con l'omonimo meme che ha spopolato in questi anni sul web).

Per partecipare alla presunta campagna è necessario seguire uno stringatissimo canovaccio, ovvero pubblicare una propria foto poco recente su un social network - da soli o in compagnia cambia poco - e invitare chi clicca “mi piace” sull'immagine a fare altrettanto accompagnando lo scatto con la frase «sfida accettata». Ovviamente il risultato è quello di un loop quasi infinito.

Non sono tuttavia mancate le polemiche. C'è stato chi, come Rebecca Wilkinson, una madre inglese di due figli che ha subìto una doppia mastectomia e l'asportazione delle ovaie, ha criticato questa incontrollata tendenza. La donna ha dichiarato alla BBC che «quest'ultima mania semplicemente mi fa impazzire» e chi si esibisce in selfie del genere dovrebbe invece «visitare le persone in ospedale con il Cancro o tenere la loro mano mentre stanno affrontando il trauma della chemio».

Può dunque l'ennesima moda narcisistica essere d'aiuto per un argomento così delicato? Il trasversale “popolo del web” probabilmente non si sarà nemmeno posto il problema. Tuttavia, il crowdfunding, le campagne ufficiali e la divulgazione della ricerca scientifica restano i modi migliori per sostenere davvero chi ingaggia giornalmente una lotta per la vita.

Fonte Foto: www.adolescienza.it

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Salvatore Rocca

 

linkedin app.jpgIn Russia non è più possibile scaricare ed utilizzare la app di LinkedIn, il servizio web utilizzato per lo sviluppo di contatti professionali. A prendere la decisione è stato il Governo di Vladimir Putin che, nelle scorse ore, ha chiesto agli sviluppatori di Google e Apple di rimuovere l'applicazione dai rispettivi store online.

La clamorosa presa di posizione di Mosca giunge dopo la censura già applicata nel mese di novembre nei confronti del sito di LinkedIn. A fine 2016 una sentenza emanata da una corte locale decretava una presunta violazione della legge nazionale sulla protezione dei dati. La legge, adottata nel 2014, prevede che le informazioni dei cittadini debbano restare custoditi nei Server ubicati entro i confini nazionali.

Il blocco della Russia alla app di LinkedIn è stato confermato da un portavoce della stessa azienda al sito Recode: «Siamo delusi dal blocco di LinkedIn operato dal Roskomnadzor» ossia il regolatore russo delle tlc. Secondo il portavoce questo provvedimento nei confronti del social network «nega l’accesso ai nostri membri in Russia e alle società che usano LinkedIn per far crescere il proprio business».

Si tratta di una situazione che per certi versi ricorda quanto accaduto il 23 dicembre scorso in Cina, dove l'azienda di Cupertino è stata costretta a censurare la “scomoda” app del New York Times dopo le pressanti richieste giunte da Pechino. In quel caso il bavaglio era scattato a seguito di un'inchiesta promossa dal prestigioso quotidiano statunitense riguardo alcune presunte agevolazioni del governo cinese nei confronti di Foxconn, azienda produttrice di diversi prodotti Apple.

Tuttavia, questa risoluzione da parte del Cremlino potrebbe essere letta anche attraverso un punto di vista più ampio alla luce delle recenti schermaglie tra Russia e Stati Uniti nate all'indomani del presunto tentativo di manipolazione del risultato elettorale delle Presidenziali dell'8 novembre da parte dell'amministrazione Putin. I rapporti tra le due superpotenze rimangono tesi e questo episodio rischia di gettare ulteriore benzina sul fuoco sulla strada del dialogo you could try this out.

Fonte Foto: www.itespresso.it

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Salvatore Rocca

 

stupro gruppo svezia.jpgVi sono momenti in cui i social network come Facebook, da meravigliosi strumenti di comunicazione, si trasformano in brutali mezzi di offesa se adoperati da mani irresponsabili.

Qualcosa del genere è accaduto a Uppsala, importante centro urbano della Svezia a pochi chilometri da Stoccolma, dove uno stupro di gruppo ai danni di una giovane ragazza è stato reso pubblico su Facebook nel corso di un live streaming, il servizio che permette di trasmettere un video in diretta.

La triste storia è stata raccontata da Aftonbladet, il principale tabloid svedese, e gli aspetti venuti alla luce sono davvero raccapriccianti. Secondo la ricostruzione dell'accaduto, tre ragazzi avrebbero abusato sessualmente della giovane nella serata di sabato 21 gennaio ed avrebbero pubblicato la trasmissione su un gruppo Facebook. Non è chiaro se la vittima fosse pienamente cosciente.

Al live streaming su Facebook avrebbero assistito parecchi utenti - circa 200 persone secondo alcune stime - e molti di questi hanno invitato più volte i responsabili ad interrompere il collegamento e fermarsi. Provvidenziale si è rivelato però l'intervento di una ragazza di 22 anni che ha deciso di chiamare la Polizia locale dopo essersi accorta della violenza consumata in diretta.

Le forze dell'ordine hanno arrestato i presunti autori dello strupro di gruppo nella mattinata di domenica per trasferirli immediatamente presso la questura di Uppsala. Le persone incriminate sarebbero tutte molto giovani poiché nate rispettivamente nel 1992, nel 1996 e nel 1998.

Secondo quanto scritto da un altro quotidiano svedese, Nyheter24, il membro più “anziano” del gruppo sarebbe già noto alle forze dell'ordine per precedenti penali. Avrebbe inoltre già subìto una condanna per detenzione di sostanze stupefacenti ed aggressione e sarebbe stato rilasciato ad aprile 2016 dopo aver scontato una condanna di quattro mesi.

Nel frattempo, l'appartamento divenuto teatro dello stupro di gruppo è stato sequestrato ed analizzato dai tecnici della polizia scientifica. La Polizia ha deciso di mantenere la piena riservatezza sulle indagini a ragione della delicatezza del tema.

Fonte Foto: www.corriereadriatico.it

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Salvatore Rocca

 

In un mondo come quello di Internet, dove chiunque può decidere di pubblicare qualsiasi contenuto a dispetto delle conseguenze e dei disclaimer, capita sempre più spesso di imbattersi in notizie false e contraddittorie, nella maggior parte dei casi completamente slegati dai canali di informazione mainstream e dalle fonti verificate.

 

L'ambiente dove queste notizie false acquisiscono maggiore "visibilità" è indubbiamente quello dei social network, dove l'interesse a voler accomulare visualizzazioni e canalizzare una determinata opinione su un argomento sembra essere maggiore di qualsiasi atteggiamento di controllo. E nella maggior parte dei casi, la diffusione online di informazioni non veritiere rischia di bypassare il labile confine tra virtuale e reale.

 

Nella giornata di domenica 5 dicembre un padre 28enne del North Carolina ha fatto irruzione in una pizzeria di Washington DC impugnando un fucile AR-15 e una pistola calibro 38. Edgar Maddison Welch - questo il nome dell'aggressore - ha motivato la decisione di compiere l'assalto spiegando alle forze dell'ordine di aver letto su Internet che il proprietario del locale fosse coinvolto in un giro di prostituzione minorile diretto da Hillary Clinton e coadiuvato dal suo consigliere John Podesta. Ovviamente nulla di ciò corrispondeva a verità.

facenews.pngIn un mondo come quello di Internet, dove chiunque può decidere di pubblicare qualsiasi contenuto a dispetto delle conseguenze e dei disclaimer, capita sempre più spesso di imbattersi in notizie false e contraddittorie, nella maggior parte dei casi completamente slegate dai canali autorevoli di informazione mainstream e dalle fonti verificate.

L'ambiente dove queste notizie false acquisiscono maggiore “visibilità” è indubbiamente quello dei social network, dove l'interesse a voler accomulare visualizzazioni e canalizzare un'opinione distorta su un argomento (sovente nei confronti di personaggi politici, migranti e tematiche sociali) sembra essere maggiore di qualsiasi atteggiamento di controllo. E spesso, la diffusione online di informazioni non veritiere rischia di bypassare il labile confine tra virtuale e reale.

Nella giornata di domenica 5 dicembre un padre 28enne del North Carolina ha fatto irruzione in una pizzeria di Washington DC impugnando un fucile AR-15 e una pistola calibro 38. Edgar Maddison Welch - questo il nome dell'aggressore - ha motivato l'assalto spiegando alle forze dell'ordine di aver letto su Internet del presunto coinvolgimento del proprietario del locale in un giro di prostituzione minorile diretto da Hillary Clinton e coordinato dal suo consigliere John Podesta. Cosa che, ovviamente, non corrispondeva al vero.

Secondo un recente studio pubblicato su BuzzFeed ed effettuato da Ipsos Public Affairs, il dipartimento dell'istituto di ricerca Ipsos che si occupa delle ricerche sull'opinione pubblica, è emerso che almeno il 75% dei cittadini statunitensi adulti crede alle notizie false pubblicate online. La maggioranza degli utenti si affida infatti a Facebook per informarsi senza però preccuparsi della veridicità delle fonti.

L'indagine ha coinvolto 3.015 utenti interpellati tra il 28 novembre e il 1° dicembre 2016. La maggior parte degli individui esaminati ha dimostrato di non possedere le competenze adatte per distinguere una notizia vera da una falsa condivisa su Facebook. In particolare, analizzando le informazioni basate sulle recenti elezioni presidenziali, è emerso che gli utenti maggiormente propensi all'assimilazione di notizie false sarebbero gli elettori repubblicani (84% dei casi), rispetto a quelli democratici (71%). Dati impressionanti.

Riconoscere una notizia falsa sembra essere dunque un'azione più complicata del previsto. Facebook, da qualche settimana, ha abilitato un'opzione che consente di contrassegnare i post sospetti pubblicati sulla bacheca del social network come notizie false. Google, dal suo canto, ha annunciato che impedirà l'utilizzo del servizio Adsense per quei siti che pubblicheranno contenuti fuorvianti. Basterà?

Fonte Foto: www.bbc.co.uk

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Salvatore Rocca

 

icona instagram new.jpgNovità in termini di privacy per Instagram, il social network che permette di scattare e condividere foto online. Kevin Systrom, cofondatore e CEO dell'applicazione, ha annunciato infatti sul blog ufficiale l'introduzione di nuove funzionalità mirate a preservare la sicurezza e la serenità degli utenti. Tra queste, in particolare, la possibilità di porre un filtro ai commenti che gli iscritti possono lasciare abitualmente sotto una foto pubblicata.

Secondo Kevin Systrom, infatti, nei commenti «avviene la maggior parte delle conversazioni di Instagram. Malgrado la maggior parte siano positive, non tutte si rivelano gentili e di benvenuto. In precedenza, abbiamo lanciato la possibilità di filtrare i commenti sulla base di parole chiave» ma presto verrà introdotto «un modo per disattivare i commenti su ogni messaggio».

La soluzione di Instagram di limitare i commenti molesti è divenuta necessaria a fronte del crescente fenomeno chiamato “hate speech”, ovvero quella tendenza sempre più diffusa sui social network che punta ad inquinare le conversazioni online facendo ricorso ad insulti, turpiloqui ed attacchi di natura razzista e sessista.

Un tema recentemente dibattuto anche dall'Unione Europea. A maggio 2016, infatti, è stato raggiunto un accordo tra i colossi del web e l'organizzazione sovranazionale per individuare e cancellare tutti quei contenuti che istigano all'odio. E la mossa di Instagram in tal senso sembra essere già un piccolo passo in avanti per garantire una dignitosa navigazione online.

L'opzione, spiega Systrom, «era disponibile solo per un piccolo numero di account» ma entro «poche settimane, sarà disponibile per tutti». Per accedere a tale feature basterà selezionare la voce “Advanced Settings” e poi “Turn Off Commenting” prima di rendere pubblica una foto. In questo modo la possibilità di commentare sarà disabilitata. L'utente potrà riattivare l'opzione in qualsiasi momento anche a pubblicazione avvenuta.

Non si tratta, come detto, dell'unica novità di rilievo. Il team di Instagram introdurrà inoltre la possibilità di mettere un “like” accanto ai commenti in segno di approvazione. Il giovane informatico ha rivelato che basterà toccare l'icona di un cuore che comparirà a fianco del messaggio. Uno strumento che, a suo dire, potrà rivelarsi utile per «aiutare ed incoraggiare positivamente l'intera comunità».

Fonte Foto: www.comunicaredigitale.com

http://blog.comunicaredigitale.com/wp-content/uploads/2016/05/instagram-icon-2016z.jpg

Salvatore Rocca

 

At work, la nuova piattaforma di Facebook per trovare lavoro attraverso il sockial networFacebook sfida Linkedln, il social network dedicato al mondo del lavoro, con "Facebook at Work", una piattaforma interamente dedicata al lavoro.

 

Dopo le anticipazioni delle scorse settimane del Financial Times arriva la conferma per l’inizio sperimentale della nuova piattaforma da una nota diffusa dalla società di Mark Zuckerberg: «L’app sarà visibile sugli app store di iOS e Android e disponibile solamente per i partner del test, le informazioni degli impiegati sono protette, confidenziali e separate da quelle del profilo Facebook personale. Facebook at Work è un'esperienza completamente separata da quella della piattaforma e offre agli impiegati la possibilità di connettersi e collaborare in modo efficace attraverso l'uso dei nostri strumenti, molti dei quali già noti e utilizzati come il news feed, i gruppi, messaggi e gli eventi. Sarà quindi possibile restare in contatto con i propri colleghi nello stesso modo in cui lo si fa con i propri amici e familiari – conclude – attraverso il social network».

Un modo per entrare in contatto con le aziende attraverso Facebook e non dover utilizzare altri social network per lo stesso scopo. Una grande novità per il mondo del lavoro e soprattutto una garanzia per quanto riguarda la privacy.

«Le informazioni condivise tra gli impiegati sono infatti accessibili solamente alle persone della compagnia – si legge nella nota – I commenti e feedback dei nostri primi partner pilota saranno fondamentali al fine di costruire il miglior prodotto possibile per loro e i loro impiegati».

In questo modo Facebook si appresta a rivoluzionare anche il modo di trovare un lavoro. Mark Zuckerberg continua a stupire e a dare vita a prodotti unici nel loro genere.

Fonte foto: www.bloggingrepublic.com

http://www.bloggingrepublic.com/facebook-is-testing-facebook-at-work/

Daniela Ciranni

 

Virna Lisi, l’addio del popolo del web sui social networkSi è spenta a 78 anni Virna Lisi, una dei volti più eleganti del cinema italiano e il popolo del web ha salutato l’attrice con messaggi sui principali social network.

Dalla gente comune ai noti personaggi del paese, Virna Lisi è stata salutata con grande emozione sia su Facebook che Twitter dal popolo del web.

 

Laura Biagiotti ha commentato «L'amica di una vita che il paradiso ha voluto per sé», mentre Ferzan Ozpetek ha salutato l’attrice con «Virna, Sit tibi terra levit» e Alessandro Gassmann con «Ciao Virna».

La cantante Emma Marrone ha salutato Virna Lisi con «E' volata in cielo la grande bellezza», frase che è stata ampiamente apprezzata dai fan dell’attrice.

Non soltanto attori e cantanti, ma anche esponenti del mondo della politica come il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, il presidente della Camera, Laura Boldrini, e il ministro dei beni e delle attività culturali, Dario Franceschini, hanno salutato con un post Virna Lisi.

Ha destato clamore la frase dell’attore Luca Bizzarri che ha scritto «Alcuni anni fa – ha scritto sui social – in un teatro, incontrai per pochi secondi Virna Lisi. Naturalmente sapevo chi fosse, conoscevo i suoi film, onestamente la trovavo una donna di gran classe ma non una delle mie attrici preferite. Poi, in quel camerino, la vidi. Era la donna più bella che avessi mai visto. Non più una ragazzina, naturalmente, era ormai prossima ai sessanta, ma non avevo mai visto nessuno di così magnetico, di così affascinante. Era una bellezza algida e conturbante nello stesso tempo. Era classe e sensualità. Oggi se n’è andata una figa spettacolare». L’ultima frase del post apparso sui social network ha scatenato l’ira dei fan di Virna Lisi che hanno suggerito all’attore di Camera Cafè di cancellare il post che, ovviamente, è rimasto al suo posto.

Fonte foto: www.positanonews.it

http://www.positanonews.it/newsOnline/WEB-CACHE/img/2014-12/virna-lisi-1.jpg

Daniela Ciranni

 

tel.jpgCiò che è partito come un gioco tra coetanei è diventata un’accusa di estorsione. Un ragazzo di 23 anni conosce sui social network una studentessa di 19 anni. La conoscenza diviene confidenziale e la ragazza invia foto intime al ragazzo, lui ne minaccia la pubblicazione.

Le forze dell’Ordine riportano la notizia dell’arresto di un 23enne di Fiumefreddo di Sicilia con l’accusa di estorsione. A Catania accade l’ennesimo caso di cronaca in cui ad essere protagonisti sono ragazzi e foto osé. Il mezzo di comunicazione dell’avvenimento sono i social network fanno, di cui alle volte se ne fa uso senza troppa consapevolezza.

L’accadimento a Catania ha come involontaria protagonista una studentessa di 19 anni. La ragazza comincia ad avere contatti sui social network con suo coetaneo, una ragazzo di 23 anni di Fiumefreddo di Sicilia. I due ragazzi cominciano a scambiare diverse conversazioni amichevoli cominciando ad entrare sempre più in un rapporto di confidenza.

In seguito al rapporto instauratosi tra i due, la studentessa di 19 anni comincia ad inviare al ragazzo, in un presunto gioco d’erotismo, diverse foto intime che la ritraggono. Il ragazzo ricambia mandando sue foto a lei fin in quando non scatta il ricatto nei confronti della studentessa: il ragazzo pretende 50 euro per impedire che le foto inviate dalla ragazza cominciassero a fare il giro del web.

La studentessa di 19 anni, dopo l’ingenuo gesto dell’invio di foto intime, anziché cedere al ricatto si rivolge alle forze dell’Ordine. Con l’inganno di un invito a casa da parte della studentessa, nell’intento di consegnare il denaro al ragazzo, i militari nascosti all’interno dell’abitazione sono intervenuti all’avvenuta consegna della banconota al 23enne.

I carabinieri perquisendo il giovane hanno rinvenuto, nelle sue tasche, i soldi appena percepiti e lo Smartphone con le foto osé. Il ragazzo 23enne di Fiumefreddo di Sicilia è stato arrestato con l’accusa di estorsione, attualmente rinchiuso in camera di sicurezza, in attesa del processo per direttissima.

Fonte foto: ansa.it

ansa.it/sicilia/notizie/2016/12/24/ricatta-ragazza-con-foto-ose-un-arresto_f0e8de08-a14e-4b39-8c5e-e5bdcb8acf86.html

Marco D’Urso

 
Facebook, “l’altra” realtàFacebook e la falsa realtà di chi ostenta un benessere, il più delle volte assente nella vita vera. Il famoso social network si riempie di immagini felici, ma si tratta di finzione: recenti studi dimostrano che gli utenti tendenzialmente creano una falsa realtà su Facebook, positiva e interessante, che non sempre corrisponde alla vita reale.

Nel corso di un lustro il mondo di Facebook si è popolato di numerosi utenti di ogni età e provenienza sino a divenire una comunità virtuale in cui ognuno teatralizza esperienze, emozioni e sentimenti. "Un'altra" realtà, quella palesata sulle pagine private di Facebook, sempre felice e interessante, ma quasi mai corrispondente alla vita vera.

Nella comunità di Facebook si celebrano gli eventi felici, la serenità. Gli utenti curiosi sbirciano i profili altrui, leggono i commenti, guardano le foto al fine di monitorare la vita di "amici", di ex e semplici conoscenti, e cosa pensano? Il più delle volte che la vita degli altri sia migliore della propria. In verità, si tratta di una finzione.

Gli studiosi, incuriositi dal fenomeno Facebook, hanno analizzato le dinamiche relazionali che nascono sul famoso social network, a partire dalla stagione estiva, quella in cui il mondo di Facebook viene sommerso da foto, sorrisi e felicità, tipici del clima vacanziero. Un recente studio di natura psicologica e sociologica, infatti, condotto presso l'University of California di San Diego, ha dimostrato che i contenuti postati su Facebook sono modificati dagli utenti con lo scopo di farli apparire interessanti, per manifestare uno stato d'animo felice e una vita ricca di successi. È una lotta, a dir poco infantile, a chi desta più invidia negli altri.

Il mondo di Facebook è "l'altra" realtà, la realtà che si desidera rendere nota, senza ombre o difficoltà. A rappresentare la quotidianità nell'era di Facebook è certamente il cortometraggio dall'emblematico titolo "What's on your mind?" ("A cosa stai pensando?") del regista Shaun Higton, che vanta numerose visualizzazioni su Youtube.

Su Facebook la realtà è sopraffatta dalla falsità, dalla finzione scenica raccontata dalle immagini e dai commenti via via postati nei profili personali.

Nel 2014 Facebook è il palcoscenico virtuale dei conflitti esistenziali, la diatriba quotidiana tra quello che vogliamo fare e ciò che dobbiamo fare, quello che siamo e quello che vogliamo essere.

Certo, come recita l'antico proverbio, non bisogna fare di tutta l'erba un fascio.

 Fonte foto: www.trucchifacebook.com

http://trucchifacebook.com/tag/richiesta-amicizia/

Concetta Maria Mule'

 
Virginia Di Giorgio e Virgola: l'artista che trasfoma gli oggetti d'uso comune in opere unicheDa un disegno creato per gioco su un foglio, arriva Virgola, la pupetta più famosa di Instagram nata dalla matita della sua creatice, Virginia Di Giorgio. Sicliana di nascita, ma trapiantata a Firenze, Virginia conta migliaia di follower, sui principali social network, che incanta ogni giorno con la sua estrema bravura e creatività, trasformando su carta oggetti d'uso comune in delle vere opere uniche nel loro genere.

Qual è la descrizione che Virginia Di Giorgio da di se stessa?

«Mi prendo poco sul serio. Sono molto ironica e giocosa: rido e scherzo sempre anche sulle cose un po' più tristi, perché è proprio la mia natura, nonché una delle mie caratteristiche dominanti. Anche per questo è nata Virgola, perché mi piace giocare in generale nella mia vita in tutto, con le situazioni, con le persone e con gli oggetti: alla fine è stato un percorso abbastanza naturale».

Sei diventata nota al pubblico soprattutto grazie a Virgola, subito amata già dalla sua prima comparsa su Istangram: da chi o da cosa deriva la scelta del suo nome?

«Mio papà mi chiamava Virgola quando ero piccola: da Virginia il passo era abbastanza breve. Mi sono iscritta ad Instagram postando foto normali, come la maggior parte delle persone, scatti di quotidianità: quello era il mio nome utente, scelto poprio ricordando il sopranome datomi da mio padre. Quando è nata la bambolina, ha fagocitato il mio nome utente, diventando lei Virgola. È stato automatico».

Come e quando nasce in te l'idea di Virgola, e cosa rappresenta all'interno delle tue illustrazioni?

«Virgola, è nata un anno fa, esattamente l'8 dicembre, ma non coscientemente. Prima realizzavo tutt'altro tipo di disegni, soprattutto acquarelli, che erano la mia passione. In quel periodo mi stavo abbastanza focalizzando sul disegno a puro contorno, cercando di eliminare sempre di più le sfumature interne, lasciando solo il bordino esterno. Una volta con un biscotto vero, ho avuto la neccesità di fargli interagire un pupazzo: non sapendo come fare, ho realizzato una cosa quanto più stilizzata possibile, sia perché ero lo stile che mi piaceva, e sia perché mi serviva qualcosa che dasse più risalto all'oggetto che alla bambolina in se. È nata cosi la prima Virgola, poi è piaciuta tantissimo e ho deciso che doveva rimanere il quel modo. È stato un percorso a lungo termine che mi ha portata a lei: non è stato immediato».

I social network: che ruolo hanno nella tua vita? Credi che anche senza il loro utilizzo saresti stata in grado di raggiugere un pubblico cosi ampio?

«Assolutamente no. Virgola è nata su Instagram, poi dopo qualche mese è stata creata anche la pagina su Facebook. Senza i social credo che sarebbe stata impossibile la diffusione in cosi poco tempo di un personaggio, anche perché io non ho studiato arte, e non ho ganci con case editrici. Virgola è un pochino figlia del suo tempo e dei social network sicuramente».

Grazie alla tua creatività sei riuscita a conquistare i follower di Instagram, ottenendo a maggio il premio agli Igers Award 2014 per la categoria Arte: ti aspettavi tutto questo successo e com'è cambiata la tua vita?

«Non mi aspettavo tutto questo successo, e soprattutto penso di non avere successo: io sto facendo le cose cosi come mi vegono. La mia vita non è realmente cambiata, o meglio prima facevo un lavoro che non mi dava soddisfazioni, visto che ero modella in un'accademia per i pittori, adesso guadagno tramite la mia passione. Quindi in questo senso la mia vita è cambiata, perché lavorare equivale alla mia valvola di sfogo, e quindi per forza di cose io sto bene. Se parliamo di successo, e follower, quest'ultimi sono una cosa meravigliosa perché mi danno tanto affetto e tanto sostegno, però rimangono un numero, e io non mi concentro su questo. A me interessa contiuare a disegnare con spensieratezza. Però sicuramente vincere gli Igers Award mi ha aiutato a conoscere tutti quelli che sono gli Igers, quindi quel mondo, con cui ho fatto diverse esperienze. Non sono arrivata a niente, ne tanto meno ho raggiunto questa parola "successo"».

Quando hai capito che il disegno sarebbe diventato una parte fondamentale nella tua vita, e che sarebbe diventato il tuo lavoro?

«A gennaio dell'anno scorso: lavoravo ancora in accademia, e nel frattempo c'era il progetto di Virgola che andava avanti, quindi dovevo fare una scelta. Nel frattempo arrivavano anche le prime commissioni per loghi e banner per blog. Quindi diciamo dopo quasi un mese che è nata Virgola».

Qual è il tuo rapporto con l'arte e come definiresti questo concetto?

«Il mio rapporto con l'arte è totale dato che disegno, ho studiato storia dell'arte medievale, e ho fatto da modella in un'accademia delle belle arti, quindi ovunque io mi giri c'è arte. E poi non solo arte figurativa, ma anche il resto: ad esempio non esiste disegno fatto senza aver ascoltato musica. Per me arte è un binomio: da una parte propensione e voglia artistica, e dall'altro studio, disciplina, e allenamento quotidiano».

Quali sono i tuo progetti per il 2015: puoi anticiparci qualcosa?

«Non ho progetti per il 2015: sicuramente farò come al mio solito, mi lascerò trainare da quello che viene. Già ho qualche proposta, ma per superstizione non la rivelo. Aspetto che siano gli altri che mi facciano proposte, che mi illumini qualche lampadina, poi se deve venire qualcosa di bello verrà, ma io al momento non ho grandi prospettive».

Ringraziamo Virgina per la sua disponibilità e simpatia, e vi intiamo a visitare il suo sito e il suo shop su http://diariodivirgola.it/

Fonte foto:facebook.com

https://www.facebook.com/virginiasdraws/photos_stream

Manuela Scuderi

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