30-04-2017 16:50

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Home Restaurant: nuova frontiera culinaria

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Home restaurant è la nuova frontiera culinaria, che farà tendenza attraverso il tam tam dei social network e non solo, ala luce del fatto che il ristorante “domestico sarà una nuova occasione di socialità.


L’Italia, da sempre terra feconda di genio creativo, immagine di stile nei diversi campi del sapere, coglie con piglio pronto e curioso le nuove idee: stiamo parlando dell’ultima frontiera in fatto di buona cucina, quella degli Home restaurant.

Da oggi la cucina italiana, fiore all’occhiello di un popolo, che ha sapientemente costruito un menù di grandi sapori e grande cura nello sposalizio degli ingredienti ad arte mescolati, si arricchisce di una categoria di ristoranti diversi, alternativi, dentro le quattro mura domestiche; le mura domestiche di chi, armato di passione, con senso estetico del sapore, apre la porta a degustatori alla ricerca di emozioni nel cibo.

Oggimedia ne parla, tra un piatto di casarecce con pomodori secchi e tuma persa ed un soave tuffo in uno di dentice in crosta di sale al profumi di arance con Salvo Bonanno, catanese e finalista nel cooking contest di Youcook.it.

Promotore finanziario, attento alle leggi di rigore matematico dei mercati, ma con il cuore sensibile all’arte della cucina di classe, quella buona, sta valutando l’evolversi delle tendenze in fatto di Home Restaurant.

Salvo, perché lHome Restaurant è una idea rivoluzionaria in tema di ristorazione, in grado di porsi come spartiacque rispetto al più rinomato ristorante 5 stelle delle più autorevoli guide del settore e la trattoria sotto casa?

«L'home Restaurant è un fenomeno che, già da diversi anni, ha preso piede in Europa; nel 2009 iniziano in Inghilterra le prime case private con l'home food. In Italia sta prendendo piede soprattutto al centro/nord e, grazie al web e ai social network, ormai esistono piattaforme dove poter prenotare e assicurarsi un "evento sociale diverso". C'è un gran parlare e, a mio avviso, non si sta cercando di pestare i piedi alla classica ristorazione né, tantomeno, di aprire una breccia e fare concorrenza ai più rinomati ristoranti. Partiamo dal presupposto che l'Home Food può essere fatto solo in casa propria, il che presuppone un numero limitato di commensali, tra gli 8 e le 16 persone; in definitiva non si tratta di una semplice cena al ristorante ma di un vero e proprio "evento sociale enogastronomico" in forma privata dove in molti casi vige la regola "io cucino e tu porti il vino"»

Pensi che Catania possa essere terreno sensibile per questo tipo di iniziativa?

«Si, penso proprio di si. Catania è pronta e lo sono i catanesi. Pensiamo alle persone ormai stanche della classica ristorazione, insoddisfatte per la mediocrità dei piatti offerti, annoiate per le lunghe file di attesa nei locali durante il sabato sera e poi per non parlare della ormai routine del sedersi al tavolo, attendere l'ordinazione, mangiare mentre si chiacchiera con gli amici, magari vedersi portare il conto senza averlo chiesto perché il locale ha bisogno del tavolo per soddisfare il secondo turno di persone che sonobramose del tuo tavolo. Personalmente, non esco più il sabato sera per una cena o pizza, preferisco trovare altre alternative.»

Come sai in Italia, sovente fatta la legge ecco pronto linganno. Aprire un Home restaurant non può essere illegale? Insomma non potrebbe alimentare il sommerso e levasione, in genere?

«Non è per niente illegale aprire un Home Restaurant perchè in atto non esiste nessuna legge in Italia che vieti di organizzare, cene, aperitivi, brunch tra privati in casa propria; c'è un vuoto normativo nella giurisprudenza vigente, perché, prima di tutto, non si tratta di una attività commerciale, ma di una attività dalle caratteristiche di occasionalità, motore di eventi enoculturali. Non servono richieste nè autorizzazioni fino a quando non si superano i 5 mila euro di incassi annui; i requisiti burocratici sono ridotti al minimo, ma se gli incassi superano i 5 mila euro, allora è obbligatorio avere una partita iva. Non essendo un locale aperto al pubblico, non essendoci la serranda e una insegna non bisogna neanche chiedere autorizzazioni al Comune. In fin dei conti, stiamo parlando dell'organizzazione di una cena privata tra amici, conoscenti in casa nostra, dove dietro un piccolo corrispettivo si contribuisce alla spesa degli alimenti e alla possibilità di partecipare all'evento.»

E dove mettiamo la sicurezza alimentare,alla luce dei sempre più frequenti casi di frode alimentare?

«Anche in tema di sicurezza alimentare non occorrono autorizzazioni particolari, ma a mio avviso consiglio a chi vuole seguire l’arte dell’home-restaurant di seguire un corso di formazione sulla sicurezza alimentare per ottenere un attestato per la certificazione HACCP sulla sicurezza alimentare. Ovviamente, ci sono anche dei principi basilari come disporre di un frigo capiente, avere attrezzi adeguati, mantenere la cucina sempre ben pulita e, soprattutto, non trascurare per me l'aspetto più importante, cioè avere cibi sempre freschi, possibilmente di stagione e, se si ha la possibilità, avere ortaggi e erbe del proprio orto.»

Secondo te, quale è il profilo ideale di colui che apre le porte di casa alle buone forchette?

«Non c'è un vero è proprio profilo ideale di un home restauranteur; a mio avviso, ciò che conta è che il padrone di casa abbia una passione per la cucina e conosca i principi fondamentali e gli elementi basilari della cucina, ovvero saper cucinare per evitare che tutto poi si trasformi in scarsa qualità dei piatti. Da non trascurare anche l'ospitalità da offrire ai commensali, stare insieme con amici, conoscenti e persone estranee invitate in maniera tale da creare un'atmosfera ideale, per fa si che la serata sia trascorsa in allegria. Infine è importante, come dicevo prima, che sia una persona capace di gestire la preparazione completa dell'evento cena, dedicando il tempo giusto ad ogni aspetto dell’evento.»

Qualcuno ha saputo coniugare magistralmente larte del convivio con l'evento culturale ricreando uno spirito di Otium degno di Lucullo e di Orazio, trovando labile combinazione tra una buona degustazione e il sollievo dell'anima. Pensi tutto ciò sia una eccentricità relegata ad una nicchia di settore?

«Io sono fortemente convinto che in effetti, uno degli elementi fondamentali degli Home Restaurant deve essere quello di legare all'evento sociale della cena un incontro culturale, magari con una presentazione tra amici e conoscenti di un libro di un nostro commensale oppure di un evento musicale proposto da una piccola band o singolo artista; non sarebbe male neanche l’idea di creare un evento "cena con delitto" che va molto di moda. Ma, alla fine, la vera essenza dell’Home Restaurant è creare una serata culinaria a tema, una serata dove tutti si ritrovano davanti un tavolo senza vincoli particolari, per il piacere di mangiare bene, stare in allegria, in compagnia, ascoltare della musica in sottofondo, magari vedere un film o un evento sportivo o semplicemente bere un buon bicchiere di vino.»

Un ultima domanda. Dato che i tuoi piatti sono una delizia per gli occhi, oltre che per il palato, quando il tuo Home restaurant?

«Al momento mi limito ad organizzare due o tre serate private al mese con amici o amici di amici e qualche conoscente. Allo scopo ho creato una pagina facebook "Sicily Wine Food & more...." con lo scopo di potermi far conoscere e far conoscere i miei piatti. Vorrei sottolineare che non è mia intenzione farne una attività primaria ma continuo a coltivare la mia passione e deliziare i miei amici con lo spirito allegro che ho sempre avuto.Vedere i miei commensali soddisfatti è l'aspetto più gratificante ovvero la cosa che più mi rende felice.Questo è in certo senso, lo spirito dell'Home Restaurant»

Fonte foto: foto concessa da Salvo Bonanno

Francesco Trovato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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