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Il coraggio di una piccola donna della storia: Anna Frank

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Anna Frank era una ragazza ebrea-tedesca, oggi divenuto simbolo dell'Olocausto, ovvero dello sterminio degli Ebrei per mano della Germania nazista e dai suoi alleati ai tempi della seconda guerra mondiale.


Una giovane piccola donna della Storia piena di paure, dubbi e perplessità tipici di una adolescente che ha dovuto far fronte a situazioni più grandi di lei.

Anna Frank è una delle protagoniste di uno degli eventi più tragici del XX secolo.

La redazione giornalistica di Oggimedia ha l'incredibile onore e sorpresa di poter intervistare Anna Frank.

Adesso andremo indietro nel tempo, ci troviamo nel giugno 1942.

Buon viaggio!

Un esile corpicino e uno sguardo timido ci aspettano ed Anna, consapevole della nostra sorpresa, accoglie con estrema dolcezza le nostre domande.

Anna, è un piacere, anzi davvero un vero onore, conoscerti. Dove vivi in questo momento?

«Onore? Ma grazie, sono lieta, anzi lietissima anch'io di fare la vostra conoscenza. I giornalisti si interessano a me, che strano! Io sono nata in Germania, ma la mia famiglia si è trasferita qualche anno fa, e infatti adesso viviamo nella meravigliosa Amsterdam, nei Paesi Bassi, non sapete che posto fantastico, se non fosse........».

Se non fosse cosa....?

«Ho paura, ma tanta tanta paura».

Che cosa ti turba Anna?

«Mi turba la violenza di certi uomini cattivi e bruti, che pensano di essere eletti di fronte a Dio, neanche fossero anch'essi Dei».

Parli del nazismo, di Adolf Hitler, vero?

«Si parlo di quest'uomo, completamente matto per me, che vuole ucciderci sono perchè io e la mia famiglia siamo ebrei, ma che vuole questo, che vuole mi chiedo io? Io sono ebrea, il mio amico Thomas, vicino di casa, è francese, l'altro vicino, dall'altro lato della strada, è russo e si chiama Vladimir, mentre Hitler è austriaco.... E allora? Ma che siamo diventati tutti pazzi? Ma che razza di differenza c'è se non, appunto, la stessa razza, perdonate il gioco di parole. E solo perchè siamo di razze diverse qualcuno si può arrogare il diritto di essere migliore di altri? Ci vorrei parlare io con questo Hitler e forse tutta quest'infamia potrebbe finire! Che mascalzone, mi da proprio sui nervi!».

Cosa gli diresti Annina, permettimi la confidenza?

«Ma no figurati, Annina mi piace proprio, così mi chiamava la mia nonnina. Chissà come sta adesso. Bè per rispondere alla tua domanda, a Hitler, invece, direi di piantarla con certe congetture pari a follie, che nel mondo nessuno, e ripeto NESSUNO, è meglio di un altro, ma al massimo solo diverso e quindi non giammai migliore o peggiore, e che ci vuole a capirlo».

Quanti anni hai?

«Dieci giorni fa, il 12 giugno, ho compiuto tredici anni, sono una bimba ma queste brutture mi stanno costringendo a diventare grande prima del tempo, è ingiusto».

Cosa stringi tra le mani?

«Il mio diario. E' un regalo di mia nonna che purtroppo è rimasta in Germania, ho paura per lei, la penso spesso e prego sempre per lei. Ma che dicevo? Scusate perdo sempre il filo. Ah si vi raccontavo del mio diario. Ci scrivo i miei pensieri, le mie paure, i miei dolori e funziona sai? Perchè quando finisco di scrivere mi sento quasi meglio. E' come esorcizzare tutte le cose brutte che vedo. Vi svelo un segreto, segretissimo però non ditelo a nessuno. Anche se la parola diario è maschile io ho pensato di immaginarlo al femminile e difatti l'ho chiamato Kitty. Ah ah ah ah che strana che sono vero?».

Hai delle amiche con cui stare, con cui trascorrere del tempo, come tutte le tue coetanee?

«Ho solo Kitty. Non parla tanto, ma non puoi immaginare come mi ascolta».

Sembri triste, perchè?

«Bè tu saresti felice nella mia situazione? Sono costretta a vivere in questo alloggio segreto, stretto e buio; non posso uscire altrimenti ci scoprono e ci uccidono tutti. Inizialmente sembrava una vacanza, ma non è certo un luogo tranquillo. Tremiamo nel sentire i bombardamenti, trasaliamo ad ogni minimo rumore. Kitty, il mio magico diario, è l'unica mia vera amica, lei mi ascolta e con me condivide le mie paure».

Cosa sta accadendo fuori?

«I soldati di Hitler, questi altri invasati, hanno l'ordine di catturare gli Ebrei e portarli nei campi di concentramento. Non è giusto, tutti abbiamo diritto ad essere liberi e a vivere la nostra vita».

Quale è il tuo desiderio Anna?

«Vorrei che la gente capisse, comprendesse l'errore di Hitler perchè niente di simile accada più nella storia. Desidero anche che questo diario un giorno possa essere letto, così tutti potranno conoscere la paura, i disagi per la fuga e i pericoli a cui ci sottopongono. E perchè? Solo perchè siamo Ebrei, è solo pura follia».

Le timide confessioni di una bambina, oggi icona di coraggio, risuonano ancora nel tempo; una vita, come quella di tanti ebrei vissuti in quell'epoca, stroncata dalle decisioni di un popolo che ha perso la ragione e ha dimenticato il primo diritto di ogni essere umano: il diritto alla vita. 

Fonte foto: www.bambini-news.it

www.bambini-news.it/anna frank/

Concetta Maria Mule'

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