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Oggimedia intervista il "dottor" Mar Mediterraneo

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Giunge l’estate e il pensiero di ciascuno vola verso spiagge, creme solari e ombrelloni. Ma quanti di noi possono ammettere di conoscere realmente il mare? La redazione di Oggimedia ha intervistato per voi la Culla delle grandi civiltà, il Mar Mediterraneo.

Signor o dottor "Mediterraneo" sarebbe così gentile da far conoscere ai nostri lettori l’origine del suo nome?

«Si grazie, visto il mio blasone preferisco Dottor Mediterraneo. Certamente le rispondo in breve e la ringrazio per questa domanda. Sa, mia giovane amica, spesso la gente mi chiama semplicemente e più comunemente mare quasi in modo denigratorio e questo non mi garba davvero. Ma dico! A lei piacerebbe esser chiamata donna? “Ciao donna, oggi come stai? – Donna ti andrebbe di andare al cinema?”  Ecco. Io non sono solo mare. Io sono il dottor Mar Mediterraneo. Il mio nome deriva dall’aggettivo latino MEDITERRANEUS che significa in mezzo alle terre. Confesso però di aver avuto diversi nomi nel corso dei secoli. Gli abitanti dell’antica Roma, ad esempio, mi chiamavano Mare Nostrum, sentite che potenza mi attribuivano, come se un mare potesse appartenere a qualcuno!»

È al corrente degli ultimi studi secondo i quali lei sarebbe scomparso per un milione di anni?

«Sì sì. Ne ho sentito parlare. E confermo infatti questi storici sono davvero preparati. Ho sentito dire che i movimenti della crosta terrestre, avvenuti circa 6 milioni di anni fa, avrebbero chiuso i canali che alimentavano le mie acque. La conseguenza di questo fenomeno sarebbe stata la mia lenta e totale evaporazione. Mi sarei così trasformato in una grande conca di boschi e foreste. Lo immagina? Spostarsi a piedi dalla Sicilia all’Africa? A me vengono i brividi al pensiero! Per fortuna non ricordo, sa ero giovane. Un milione di anni più tardi, nuovi movimenti continentali avrebbero formato il canale di Gibilterra, facendo sì che le acque del collega Oceano Atlantico riempissero la vasta conca che si era evoluta nel corso di un milione di anni. Ho anche sentito dire che i miei pesci discenderebbero dalle specie ittiche dell’Atlantico. Detta in maniera spicciola, secondo questa ipotesi, io sarei il figlio dell’Oceano Atlantico».

Corrisponde a verità quanto ipotizzato da questi studi recenti?

«E secondo lei io condivido certe informazioni col primo che capita? Esistono cose che all’uomo non è dato sapere. Posso però dirle, in merito all’Oceano Atlantico, che attualmente sono in debito con lui. Un debito che forse difficilmente potrò ripagare. Io sono un mare semichiuso, non chiuso come siete soliti affermare. Soprattutto durante l’inverno le mie acque evaporano a causa dei venti continentali e l’Atlantico contrasta questo fenomeno riversando ogni anno tonnellate di acqua nel mio bacino».

Lei, che è un mare semichiuso e così piccolo, non prova invidia nei confronti dei grandi oceani?

«Ma lei forse non ha capito con chi sta parlando! Io sono il dottor Mar Mediterraneo, noto come la Culla delle grandi civiltà. Le mie acque sono state solcate da uomini appartenenti a grandi popoli quali, ad esempio, i Fenici, i Greci e i Romani. Non ha mai sentito espressioni del tipo “La storia del Mediterraneo”? Quel Mediterraneo sono proprio io, il teatro, per il mondo occidentale, in cui storia e cultura hanno allestito i loro migliori spettacoli. Ma, ahimè, sono anche stato il teatro di tristi guerre e battaglie, vicende che purtroppo costellano amaramente la vita degli umani. E poi ho ispirato film, racconti e poesie! Forse l’Oceano Pacifico è migliore di me solo perché il più grande fra i cinque oceani?»

Cosa si prova oggi ad essere la Culla delle grandi civiltà?

«Si provano grandi tristezza e delusione. Ho subito negli ultimi decenni un’ulteriore evoluzione della quale non sono per niente contento. Da grande teatro mi avete trasformato in una misera discarica. Io sono un mare semichiuso sensibilissimo all’inquinamento. Sa quanti anni servono alle mie acque per rigenerarsi? Novanta! E ogni anno le vostre imbarcazioni mi vomitano addosso tonnellate di greggio; grandi quantità di spazzatura galleggiante mi cuciono su misura abiti non richiesti; e ancora gli effetti dei vostri interventi sulle rive, dei vostri scarichi fognari, della vostra industrializzazione, dei rifiuti organici provenienti dai vostri allevamenti imbrattano i miei fondali! La conseguenza di tutto questo si riversa nella mia flora e nella mia fauna. Sa che diverse sono le specie marine in via di estinzione e molti i pesci (che giungono poi sulle vostre tavole) avvelenati da mercurio, piombo e altre sostanze tossiche?»

Cosa consiglia alla nostra società "maledetta"?

«Riflettere e meditare. Riflettete sul male che state provocando a me, agli altri mari miei fratelli e alle mie sorelle aria e terra. Se i danni primari sono per noi, i loro effetti collaterali ricadranno inevitabilmente su voi, la società del progresso. Perché non trasformare il progresso in un’arma a vostro favore? E con questo secondo consiglio saluto la redazione di Oggimedia e i suoi lettori. Vi aspetto numerosi nelle mie spiagge questa estate. Le spiagge del dottor Mar Mediterraneo, non del mare».

Foto del redattore

Linda Corsaro

 

 

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