27-05-2017 21:23

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Intervista alla libreria Vicolo Stretto

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Il cartello esposto nella libreria Vicolo Stretto con il diniego a vendere il libro di Riina junior è ben presto divenuto virale, rapidamente supportato in tutt’Italia. Oggimedia si è recata nella libreria indipendente per intervistare la gestrice Maria Carmela Sciacca.

La libreria Vicolo Stretto è una piccola realtà catanese, solo nelle dimensioni, gestita da due giovani donne nonché sorelle: Maria Carmela Sciacca e Angelica Sciacca. La libreria indipendente era già balzata alle cronache per l’iniziativa Italian Book Challenge, in queste settimane, però, a far notizia è il foglio appeso nella vetrina con su scritto “In questa libreria non si ordina né si vende il libro di Salvatore Riina”.

A rispondere alle nostre domande la libraria Maria Carmela Sciacca.

Il cartello è stato affisso successivamente l’ospitata nel programma “Porta a Porta” di Riina junior?

«Io non ho un televisore in casa, ma ho seguito la puntata sul web, ad avvertirmi dell’ospitata è stata Angelica Sciacca e insieme a lei abbiamo avuto, nella stessa serata, l’idea di scrivere questo semplice messaggio da mettere in libreria l’indomani».

Tra favorevoli e contrari molti hanno ipotizzato una strategia di marketing, mera pubblicità gratuita. Era questo lo scopo?

«È comprensibile ma assolutamente no. Il cartello appeso fuori è una semplice presa di posizione. Io e Angelica ci siamo limitate ad appendere il foglio senza nessuna intenzionalità di creare pubblicità alla libreria, non abbiamo cavalcato quest’onda favorevole. Non abbiamo amplificato il fenomeno tant’è che sui social non abbiamo replicato né agli elogi né alle critiche».

Vi aspettavate quest’enorme solidarietà nel mondo dell’editoria e in particolare delle librerie?

«Angelica ha chiamato alcuni nostri amici librai con la richiesta di partecipare a questo diniego nei confronti del libro. Sorprendentemente, oltre ai nostri amici e a chi ci conosce, il cartello è stato affisso, in diverse sfumature, in molte altre librerie ed esercizi commerciali, in tutta Italia, a noi sconosciuti».

Incentrando il discorso al mondo dell’editoria, pensi sia giusto che un editore pubblichi in totale libertà autori di dubbia moralità?

«Reputo di fondamentale importanza la libertà di stampa e ciò che ne consegue, ma personalmente sono contraria ad alimentare, anche se in minima parte, gli introiti della famiglia Riina. Sul prezzo di copertina l’autore percepisce circa l’8%, dunque vendendo questo libro concorrerei a finanziare una famiglia mafiosa».

La strumentalizzazione televisiva e dei media in generale lede in particolar modo i siciliani, pensando anche alla scritta apparsa fuori la sede RAI di Catania pro Vespa?

«Si e no. Non si alimenta la mafia ma sicuramente non passa un buon messaggio, tutt’altro. Più che ledere i siciliani manda un messaggio sbagliato. L’errore più comune è definire la mentalità siciliana come retrograda ma così non è: le stesse tipologie di persone si trovano qui come in qualsiasi altra città italiana e no. Direi che la nostra è una mentalità errata, quasi “rassegnata”, sbagliata e penalizzate. Io abito a S. Cristoforo ma ovunque in città, così come nel resto d’Italia, si nota la presenza della mafia: dal posteggiatore abusivo sino al Governo e i relativi appalti. Siamo addormentati, non più combattivi, quasi spenti direi. Ho vissuto all’estero e seppur è presente, certi atteggiamenti mafiosi non sono palesi come qua».

Perché è sbagliato far passare il messaggio che Salvatore Riina potesse essere un buon padre e marito per la sua famiglia?

«C’è una diversa concezione, basata sull’età, su come si possa idealizzare un padre: a 10 anni è quasi scontato che per ognuno di noi nostro padre possa anche essere un eroe ma crescendo bisogna saper giudicare oggettivamente la figura paterna».

Se Vespa ti chiamasse a partecipare al suo programma accetteresti?

«Non andrei da Vespa e in generale in televisione poiché non esistono più regole di condotta oltre che morali, infatti esponenti di famiglie mafiose sono addirittura ospiti».

RAI e Salvatore Borsellino hanno replicato dopo gli effetti avuti dall’ospitata di Riina junior; Dopo il vostro messaggio, avete avuto contatti dalle famiglie Borsellino e Riina?

«No nessun contatto né da Borsellino né da Riina. In particolare per quanto riguarda la famiglia Borsellino, nemmeno io personalmente mi sarei esposta nei confronti della libreria».

Oggimedia ringrazia Maria Carmela Sciacca per il tempo e la collaborazione, augurando il meglio alla libreria Vicolo Stretto.

Foto del redattore

Marco D’Urso

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