27-05-2017 21:27

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Matematica più facile con la "scala delle tabelline" all'I.C. Levi Montalcini di Partanna (Trapani)

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Imparare la matematica giocando è possibile. Ne sono pienamente convinti all’Istituto Comprensivo Statale "Rita Levi Montalcini" di Partanna, in provincia di Trapani, dove da qualche tempo si sta realizzando un simpatico ed intelligente metodo di apprendimento della difficile materia che permette allo stesso tempo ai piccoli alunni di divertirsi.

La proposta in questione è la “scala delle tabelline” voluta dal maestro Pandolfo, insegnante di matematica, in comunione con la dirigente dell'istituto, professoressa Vita Biundo. La scala delle tabelline consiste in una serie di caselle colorate con le diverse sfumature dell'arcobaleno e disposte lungo 10 gradini. Su ogni casella è posizionato un numero che, affiancato agli altri, forma la numerazione completa delle 10 tabelline della tavola pitagorica.

 

Per capire meglio come nasce l'innovativa scelta pedagogica per favorire l'apprendimento della matematica, Oggimedia ha voluto contattare la dirigente scolastica Vita Biundo.

Chi opera nell’ambito dell’istruzione e dell’educazione sa benissimo che l’apprendimento è significativo se alla base c’è motivazione, interesse e fare, accompagnati se possibile per i più piccoli dal gioco. Si impara più facilmente facendo e giocando. Questa idea non nata da noi è stata adottata dalla nostra scuola e realizzata con grande entusiasmo dal maestro Pandolfo insegnante di matematica nella scuola primaria. Io ero insegnante di matematica alle scuole superiori e so benissimo come viene vista questa disciplina dai nostri alunni, piccoli e grandi: astrusa, fredda ma necessaria.

 

Questa semplice iniziativa ha portato nella scuola una ventata di colore e allegria all’interno dei numeri. Iniziative che la mia scuola ha portato avanti sono tante ma che hanno suscitato così tanto interesse nei media. Un’altra iniziativa significativa che ci ha permesso un riconoscimento da parte dell’ufficio Scolastico Regione Sicilia è la Bottega Solidale, della quale può trovare notizia sulla nostra pagina.

 

Assolutamente si. Il coinvolgimento, il rendere protagonisti, agganciare gli alunni emotivamente, far loro progettare, far fare, far produrre partendo dai loro interessi e dalla realtà producono apprendimenti consapevoli e significativi. Se aggiungiamo anche la gradevolezza, il gioco è fatto.

 

Il nostro sistema scolastico, sicuramente imperfetto, offre comunque spazi di autonomia atti a fare esplodere “se vogliamo” ( anche se a fatica) la creatività di tutti e a creare le condizioni per una scuola attraente, inclusiva e di qualità.

Gentile prof.ssa Biundo, come nasce l'idea di una scala delle tabelline?

«Chi opera nell’ambito dell’istruzione e dell’educazione sa benissimo che l’apprendimento è significativo se alla base c’è motivazione, interesse e fare, accompagnati se possibile per i più piccoli dal gioco. Si impara più facilmente facendo e giocando. Questa idea non nata da noi è stata adottata dalla nostra scuola e realizzata con grande entusiasmo dal maestro Pandolfo, insegnante di matematica nella scuola primaria. Io ero insegnante di matematica alle scuole superiori e so benissimo come viene vista questa disciplina dai nostri alunni, piccoli e grandi: astrusa, fredda ma necessaria».

È la prima volta che nel vostro istituto vengono applicate novità del genere?

«Questa semplice iniziativa ha portato nella scuola una ventata di colore e allegria all’interno dei numeri. Iniziative che la mia scuola ha portato avanti sono tante ma che hanno suscitato così tanto interesse nei media solo questa. Un’altra iniziativa significativa che ci ha permesso un riconoscimento da parte dell’ufficio Scolastico Regione Sicilia è la Bottega Solidale, della quale può trovare notizia sulla nostra pagina».

In chiave pedagogica, unire gioco e apprendimento puo’ rivelarsi una scelta vincente per stimolare anche la socializzazione tra gli scolari?

«Assolutamente si. Il coinvolgimento, il rendere protagonisti, agganciare gli alunni emotivamente, far loro progettare, far fare, far produrre partendo dai loro interessi e dalla realtà producono apprendimenti consapevoli e significativi. Se aggiungiamo anche la gradevolezza, il gioco è fatto».

Cosa modificherebbe dell'attuale sistema scolastico nel nostro Paese per migliorare la formazione degli studenti?

«Il nostro sistema scolastico, sicuramente imperfetto, offre comunque spazi di autonomia atti a fare esplodere “se vogliamo” ( anche se a fatica) la creatività di tutti e a creare le condizioni per una scuola attraente, inclusiva e di qualità».

Oggimedia ringrazia la dirigente scolastica per la disponibilità che, gentilmente, ha voluto concedere alla nostra redazione.

Fonte Foto: www.facebook.com

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Salvatore Rocca

 

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