24-04-2014 19:17

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Burlesque: tacchi a spillo e sensulità anche a Catania!

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Oggimedia ha intervistato Giusy Napoli, la quale ci ha svelato i segreti della tendenza del momento: il Burlesque.

Pizzi, piume, bustini, tacchi a spillo, autoironia e sensualità, sono gli elementi essenziali che rappresentano il Burlesque.
Ma cos'è il Burlesque, e cosa viene insegnato alle donne che vogliono avvicinarsi a questa tipologia di spettacolo?

 

La redazione di Oggimedia ha voluto chiederlo a Giusy Napoli, catanese doc che ha trasformato la sua passione per il Burlesque in un lavoro.

Giusy puoi spiegare ai lettori di Oggimedia in cosa consiste il Burlesque?

«Nel 2009, anno in cui ho portato il Burlesque da Roma a Catania, le persone non sapevano bene in cosa consistesse questo spettacolo. Oggi, grazie alla televisione, al teatro e al cinema è molto conosciuto. Non si può parlare di striptease, perché il fine non è il nudo, ma nemmeno di teatro in senso vero e proprio. E' una tipologia di spettacolo, molto sensuale, che risale alla fine degli anni '20, e che si è protratto fino alla fine degli anni '50. I fini del Burlesque sono la sensualità nei movimenti e nella gestualità, ma bisogna essere anche un po' comiche perché come dice la stessa parola di origine francese, si tratta di una "burla"».

Come e quando è nata in te questa passione?

«Sicuramente i vent'anni di teatro che ho alle spalle hanno contribuito molto in questo. A questi si aggiungono il cabaret, la danza del ventre, e la mia attrazione per la sensualità. Ho scoperto il Burlesque per caso, ho pensato di aggiungerlo ai miei spettacoli e così sono andata a Roma per prendere parte ad un corso. Al suo termine sono tornata a Catania, e a mia volta ho iniziato a dare delle lezioni: ho concluso un corso ad aprile scorso ed uno è iniziato recentemente».

Chi sono le donne che predono parte ai corsi?

«Contrariamente a quello che ho letto qualche mese fa su una rivista di Palermo, le donne che si avvicinano al Burlesque non sono solo casalinghe: ci sono ragazze giovani che lavorano o che studiano, segretarie, donne anche un po' più mature, perché il Burlesque abbraccia una fascia d'età che va dai 20 ai 50 anni. Le persone, però, sono ancora molto restie».

Quali sono le qualità adatte per potersi esibire?

«Il Burlesque non ha fattezze fisiche: non bisogna avere un fisico da modella, perchè non si deve andare in passerella a sfilare, bisogna essere comiche, e tirare fuori la sensualità e la femminilità, che non hanno nulla a che fare con il fisico. Si lavora molto con la mimica facciale: si coinvolge lo spettatore attraverso l'ammiccamento, il sorriso, il broncio e la gestualità, interpretando un ruolo che si può scegliere».

L'autostima: quanto è importante?

«L'autostima è molto importante, infatti le mie lezioni servono anche per riuscire a sbloccare la timidezza, a tirar fuori aspetti del carattere che molte donne hanno repressi, magari a causa di mariti molto gelosi. Una donna non sa che tipo di sensualità ha: può essere soft, innocente, da pantera. Tutti questi tipi di sensualità vengono poi rapportati alla quotidianità, trasformandosi in un vero e proprio stile di vita».

Come si approcciano gli uomini al Burlesque?

«Le reazioni sono diverse: c'è chi si stupisce, chi si meraviglia o invece ti critica. Dipende molto anche dal luogo in cui ti esibisci. Durante il mio ultimo spettacolo a Floridia(SR), per esempio, sono stata giudicata in maniera negativa da alcuni uomini, perché non sono riusciti a scindere l'arte del Burlesqe dallo striptease. Ma ripeto che non c'entra nulla, poiché non si resta totalmente nude sul palco».

Ci congediamo e ringraziamo Giusy, la quale conclude così: «Spero di vedere molte più donne avvicinarsi alla nobile arte del Burlesque, basta avere tacchi a spillo, autoironia, sensualità e tanta voglia di divertirsi».

Foto del redattore

Manuela Scuderi