28-05-2017 22:30

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Angoscia e perdita dell'autostima

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Ho perso tutti gli affetti nel sisma dell’Aquila ed anche il lavoro. Sono una donna di 60 anni. Ho cercato aiuto dal mio ex analista che, invece di comprendere ed ascoltare il mio dolore, ha minato l’autostima che cercavo di far emergere ed io non sono più riuscita neanche a dipingere, il mio hobby. Sono andata da una psicoterapeuta ma, invece di sostenermi, non ha riconosciuto i piccoli passi che ho fatto ed ora l’angoscia mi blocca e mi sono chiusa in una solitudine senza fine.

Sono una persona che studia psicologia da 45 anni per passione, e sono sempre riuscita ad attraversare il dolore ( perdita di mio fratello di 16 anni per cancro, divorzio da un marito narcisista e psicotico…) e a trasformarlo in esperienza di crescita ma, questa volta non ci riesco e dopo le delusioni terapeutiche resto ferma e mi sembra di non avere una direzione da percorrere. L’angoscia a volte è insopportabile. Non sono cattolica ma ho sempre avuto una grande religiosità e una fede psicologica profonda che oggi non riesco più ad avere. Può dirmi qualcosa che possa io mettere in atto senza più l’aiuto psicoterapeutico, viste l’esperienze pregresse? Come farcela di nuovo da sola? Grazie

 

 


Gentile Signora , le esperienze di perdita, soprattutto quando hanno una valenza traumatica, è inevitabile che destino una profonda sofferenza e un sentimento di angoscia e smarrimento. E’ necessario allora un periodo di elaborazione del dolore e dell’angoscia, a questa condizione temporale della psiche Freud e la psicoanalisi danno il nome di elaborazione del lutto. E’ un tempo variabile in quanto soggettivo, poiché dipende da componenti emotivo-affettive come la modalità di investimento affettivo e la capacità di aprirsi a nuove relazioni con gli altri, nonché dalla capacità di ciascuno di staccarsi dagli affetti perduti e investire in nuovi oggetti. Non possiamo quantificarlo, ma possiamo creare le condizioni per l’ascolto di chi si rivolge ad un terapeuta portando la sua domanda di aiuto. Probabilmente nelle esperienze terapeutiche da cui non ha tratto giovamento la sua domanda non è stata ascoltata adeguatamente, e la sua angoscia è rimasta intatta. Dalle esperienze di vita che Lei descrive appare evidente che il sostegno psicoterapico le è stato utile per attraversare momenti difficili e farne occasione per una crescita e maturazione personale. Faccia affidamento su quanto il suo percorso psicoterapico le ha consentito di maturare rispetto alla capacità di attingere alle sue risorse personali, può essere uno stimolo per riattivare gli investimenti affettivi e incontrare nuovi interessi. La Sua immutata fiducia nella psicologia può esserLe, tra l’altro, di orientamento in questa situazione difficile, magari non escludendo a priori la possibilità di rivolgersi ad un terapeuta che sappia ascoltare e sostenere la Sua domanda.

 

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