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Cura contro il cancro?Forse la puntura...dello scorpione!

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Sarebbe lo scorpione azzurro di Cuba ad avere la risposta contro il cancro, grazie al farmaco Escozul ricavato diluendo con acqua il suo veleno.

Tutto iniziò negli anni '80 quando il biologo Misael Bordier scoprì le proprietà antinfiammatorie, immunoregolatrici e soprattutto antitumorali della tossina prodotta dal Rophalurus Iunceus, una particolare specie di scorpione presente solo a Cuba.

Successivamente la Labiofam, azienda farmaceutica statale, iniziò a produrre in serie il farmaco e a testarlo sui malati ottenendo risultati entusiasmanti come il rafforzamento del sistema immunitario, il blocco dell'angiogenesi tumorale (nascita di vasi sanguigni tumorali), la ripresa delle normali funzioni vitali oltre ad una diminuzione degli effetti collaterali, causa delle maggiori sofferenze psichiche oltre che fisiche nei pazienti in cura con le terapie tradizionali.

Soprattutto in seguito alla diffusione della notizia da parte del programma televisivo " Le Iene ", il numero di coloro che sono partiti alla volta di Cuba con valigie piene di speranza, pronti a tutto per accaparrarsi un flacone del prezioso antidoto, si è moltiplicato.

Alla Labiofam bastava solo la cartella clinica del paziente per valutare l'effettiva esigenza della somministrazione e il farmaco veniva distribuito gratuitamente. In seguito all'enorme richiesta l'azienda ha iniziato ad avere difficoltà nella distribuzione dell' Escozul in quanto il veleno dello scorpione non è illimitato; ha deciso quindi di convertire il prodotto in un composto omeopatico, drasticamente centellinato, di nome Vidatox venduto a pagamento.

Il mondo moderno che combatte ormai una sfida contro il cosiddetto " male del secolo " , sempre più diffuso per via del peggioramento della qualità della vita dato in primo luogo dal maggiore inquinamento e dalle abitudini alimentari sbagliate, si trova di fronte ad una scoperta definita da alcuni come " miracolosa ".

Ma allora cosa non convince?

L'unica certezza sta nelle proprietà naturali della tossina, ma non ci sono prove di pubblicazioni mediche riconosciute a livello internazionale o ricerche scientifiche ottenute attraverso la sperimentazione classica di un farmaco che attestino la piena sicurezza del prodotto e la precisa funzione del suo meccanismo d'azione.

Quindi non c'è ancora un riconoscimento ufficiale da parte dell' OMS.

In Italia il prof. Giovanni Speranza, oncologo dell'ospedale Grassi di Roma, ha indagato sul farmaco recandosi personalmente a Cuba e come dichiarato nell' intervista rilasciata a "Le Iene" afferma: «l' Escozul in associazione alla chemioterapia può avere un senso e può aiutare il paziente. Per quanto riguarda le controindicazioni, invece, può facilitare le trombosi e non è adatto nelle leucemie e nei linfomi».

Quindi se l'utilizzo dell'Escozul può in alcuni casi costituire un aiuto, in altri può risultare addirittura pericoloso per il paziente.

Tante sono state le scoperte che negli ultimi anni hanno fatto credere di essere ad un passo dalla sconfitta definitiva del tumore, ma altrettanti i fallimenti e le speranze deluse.

E' chiaro però che l'incertezza sulla reale efficacia del veleno dello scorpione azzurro non fermerà chi anche nella più piccola possibilità di ripresa riesce già a intravedere la luce di una rinascita, il profumo di una vita di nuovo in pugno, la speranza di poter ancora vincere quella ardimentosa sfida con la morte.

Fonte foto:http://thisiscuba.net/escozul-–-vidatox-punto-per-punto-storia-ed-approfondimento/

http://thisiscuba.net/wp-content/themes/LondonLive/thumb.php?src=http://thisiscuba.net/wp-content/uploads/2010/11/alacran-azul-cuba3-580x375.jpg&w=340&h=192&zc=1&q=10

Maria Grazia Pappalardo

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